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Al vaglio del Comune la possibile riapertura dei mercati rionali

L’assessore al Commercio Zavarise incontra le associazioni di categoria. Confagricoltura Verona soddisfatta per il via libera alle manutenzioni del verde nell’ultima ordinanza regionale.

L’assessore al Commercio Zavarise incontra le associazioni di categoria. Confagricoltura Verona soddisfatta per il via libera alle manutenzioni del verde nell’ultima ordinanza regionale.

Martedì 14 aprile l’assessore al Commercio Nicolò Zavarise, ha incontrato le associazioni di categoria per valutare la riapertura di banchi per la vendita di generi alimentari, di mercati rionali e a chilometro zero. L’ipotesi del riavvio, consentito dall’ordinanza regionale solo nel caso in cui i sindaci consegnino e attuino un piano con precise disposizioni, è pertanto partita sotto le parole d’ordine, a detta del Comune, di «prudenza e condivisione».

Norme necessarie alla riapertura sono quelle di individuazione di un’area di mercato perimetrata, con un unico varco di accesso e di uscita, sorveglianza pubblica o privata che verifichi il rispetto dei due metri di distanza fra le persone, il divieto di assembramento e il controllo dell’area di accesso, per fare la fila come al supermercato.

Per chi vende e chi va a fare la spesa obbligo di guanti e mascherine, o di naso e bocca coperti. Per questo, durante l’incontro, è stato illustrato e consegnato dall’assessore Zavarise il piano con le disposizioni relative.

«Un incontro proficuo – ha dichiarato Zavarise –. Sappiamo di poter contare sul senso di responsabilità delle categorie economiche ed anche dei singoli operatori commerciali. Le riaperture, seppure parziali, sono un atto di fiducia nei loro confronti. Un primo passo, compiuto con tutte le garanzie e tutele per la salute, per costruire un percorso comune utile a superare l’impatto economico negativo del Coronavirus. Le aperture saranno comunque graduali, visto il gran numero di mercati ordinariamente presenti sul territorio comunale, ma cercheremo comunque di garantire la presenza di un mercato, rionale oppure a chilometro zero, in ogni quartiere».

Nel mentre, Confagricoltura Verona si dice soddisfatta per il via libera alle manutenzioni del verde contenuto nell’ultima ordinanza del governatore Luca Zaia, e alla vendita al dettaglio di piante e fiori nei vivai.

«Nell’ultima ordinanza scompare il divieto di commercio di prodotti florovivaistici in punti vendita autonomi che era stato inserito nell’ordinanza precedente di Zaia – ha spiegato Massimo Fontana, presidente dei florovivaisti di Confagricoltura Verona – Torna a valere, quindi, il Dpcm nel punto in cui sottolinea che sono consentite le attività di produzione, trasporto e commercializzazione di prodotti agricoli ammesse dall’articolo 1, comma 1, lettera f, con il chiarimento relativo sul florovivaismo che era arrivato da Palazzo Chigi. Questo vale però per chi ha il codice Ateco 01, cioè le coltivazioni agricole, e non per chi ha solo la licenza di commercio relativa a piante e fiori. Comunque ora il grosso del settore riparte e ci auguriamo che le nostre 1.500 aziende florovivaistiche venete, di cui oltre 200 nel veronese, riescano a ripartire, anche se abbiamo perso tutto marzo e metà mese di aprile, che costituiscono l’80 per cento del nostro fatturato annuale».

Claudio Previatello, responsabile nazionale del settore florovivaismo di Anga-Giovani di Confagricoltura, consiglia di avere a portata sempre tutta la documentazione per dimostrare di essere in regola: «È meglio farsi mandare una visura camerale dal proprio commercialista, in modo da mostrare il codice dell’azienda in caso di controlli – ha sottolineato Previatello –. Oggi, dopo un mese e mezzo di stop, finalmente ripartiamo, ma il danno subito è grande e la confusione fatta è stata tanta. Ora vengono soprattutto a chiederci piantine da orto. Con i fiori abbiamo perso tutte le vendite legate alle primule ed altre primizie oltre a tutte le feste più importanti, da Pasqua alla Festa del Papà».

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