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Territorio

Una Via Crucis senza popolo in luoghi simbolo di sofferenza

Cinque le stazioni: Piazza Bra, l’Ospedale di Borgo Roma, la sede della Croce Verde e il Centro anziani Casa Serena e il Cimitero monumentale. Ha officiato il vescovo, presente il sindaco.

Venerdì 10 aprile 2020, mons. Giuseppe Zenti e il sindaco Federico Sboarina in Piazza Bra
Venerdì 10 aprile 2020, mons. Giuseppe Zenti e il sindaco Federico Sboarina in Piazza Bra

Cinque le stazioni: Piazza Bra, l’Ospedale di Borgo Roma, la sede della Croce Verde, il Centro anziani Casa Serena e il cimitero monumentale. Ha officiato il vescovo, presente il sindaco e poche persone rappresentative.

Venerdì 10 aprile – Ha avuto inizio alle 16.30 in piazza Bra la Via Crucis del Venerdì Santo, officiata dal vescovo mons. Giuseppe Zenti con la presenza del sindaco di verona Federico Sboarina. La cerimonia ha interessato cinque luoghi simbolo della città impegnata nell’emergenza sanitaria. Presenti, in ciascuna stazione, solo poche persone rappresentative, chiamate a raccontare la realtà con cui ogni giorno si confrontano.

La Via Crucis è iniziata ai piedi della scalinata di palazzo Barbieri. Qui la prima stazione di preghiera denominata “La città: l’autorità a servizio della cittadinanza” cui hanno partecipato anche il prefetto e il presidente della Provincia. Sono stati ricordati tutti i veronesi che sono a casa e che sono in difficoltà perché non lavorano, sono soli o hanno perso un proprio caro.

Venerdì 10 aprile 2020, mons. Giuseppe Zenti a Casa Serena

Venerdì 10 aprile 2020, mons. Giuseppe Zenti a Casa Serena

«Siamo nel cuore della nostra città – ha detto Sboarina –. Qui è come se fosse presente l’intera comunità, di Verona e provincia, ogni singola persona con i sacrifici di queste settimane e con le sue sofferenze. Qui sono rappresentate le persone in difficoltà a livello lavorativo, a livello economico, gli anziani che sono soli a casa, i nostri giovani, le famiglie con i bambini, chi ha avuto un lutto in famiglia. Da qui si può vedere l’immagine di una città che sta vivendo un momento difficile dal punto di vista sanitario, sociale ed economico. Ma dobbiamo alimentare la speranza, l’auspicio è quello di ripartire più forti di prima perché dovremo avere la forza per rialzarci».

Dopo piazza Bra, la Via Crucis è proseguita con la seconda stazione denominata “La sofferenza accudita con umanità e sofferenza” e che ha riunito, di fronte al nuovo ingresso dell’ospedale di Borgo Roma, il vescovo, il direttore dell’azienda ospedaliera  e il rettore dell’Università. La processione del Venerdì Santo si è poi fermata per la terza Stazione, “I nuovi Cirenei”, nella sede della Croce Verde di Verona dove erano presenti il suo presidente e il dirigente della Protezione Civile. La quarta simbolica stazione, denominata “Il Calvario”, ha portato la preghiera davanti all’ingresso del Centro Residenziale Casa Serena, presente il direttore del centro e un rappresentante delle Oss.

La conclusione della Via Crucis è avvenuta al Cimitero Monumentale, con la stazione “La morte e l’annuncio della Risurrezione” alla presenza di una persona che ha dovuto affrontare la perdita di un famigliare a causa dell’emergenza Coronavirus.

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