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Buoni spesa, ma solo per chi veramente è in uno stato di necessità

Saranno distribuiti a domicilio, ciascuno vale 20 euro, per un importo massimo di 800 euro da spendere entro il 31 maggio 2020. Pene severe per le contraffazioni o l’uso improprio.

Palazzo Barbieri
Palazzo Barbieri, Verona

Saranno distribuiti a domicilio, ciascuno vale 20 euro, per un importo massimo di 800 euro da spendere entro il 31 maggio 2020. Pene severe per le contraffazioni o l’uso improprio. La situazione sul fronte sanitario migliora. Chiese aperte, se si trovano lungo il tragitto percorso per necessità.

Martedì 7 aprile – Dall’inizio dell’epidemia sono stati 2886 i casi positivi al Covid-19 registrati a Verona e provincia dall’ULSS Zero. Attualmente sono 2539. I nuovi positivi, registrati dalle 17 del 6 aprile alle 17 del 7 aprile, sono 74, quindi c’è un lento ma progressivo decremento. 327 è il totale dei dimessi dall’inizio dell’emergenza, 204 i morti, di cui 7 nelle ultime 24 ore. Le nostre infografiche su dati forniti dall’ULLS 9 mostrano un calo dei pazienti in terapia intensiva (88 rispetto ai 98 del giorno prima), mentre il picco  è stato registrato nei giorni 31 marzo e 1 aprile con 110 casi. I ricoverati in area non critica sono invece 490 (erano 487 il giorno prima).

A fare il punto della situazione, via streaming dal municipio, il sindaco di Verona Federico Sboarina. Al suo fianco il comandante della Guardia di Finanza, generale Carlo Ragusa, e il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani.

«Con il supporto della Guardia di Finanza siamo riusciti nell’intento di individuare il dispositivo più idoneo per erogare i buoni spesa per i bisognosi – ha detto il sindaco, dopo aver manifestato soddisfazione per come la città sta rispondendo all’emergenza –. Ricordo che ogni buono è strettamente personale, spendibile esclusivamente dal beneficiario, non cedibile».

«Il QR Code inserito in ciascun buono fa sì che il dispositivo non sia falsificabile – ha spiegato Ragusa -. Basterà leggere il codice per verificarne l’autenticità, un passaggio che verrà eseguito nei negozi dal commerciante al momento dell’utilizzo del buono ma anche da tutti gli agenti delle forze dell’ordine durante i controlli. In parallelo saranno effettuate le verifiche sui beneficiari e sui requisiti dichiarati per ottenete il contributo, operazioni che proseguiranno anche dopo il tempo di utilizzo dei buoni». Chi cerca di contraffare il buono o di riceverlo senza averne diritto rischia sanzioni penali che vanno dai 2 ai 7 anni di reclusione.

La stampa dei buoni in tempi rapidi è stata possibile grazie a Veronafiere, che ha messo a disposizione il proprio servizio di stamperia dei biglietti sgravando il Comune da tale costo e permettendo che l’intera somma stanziata dal Governo a favore delle nuove forme di impoverimento causate dall’emergenza da Covid-19, circa 1 milione 300 mila euro, sia interamente a disposizione delle situazioni di disagio presenti in città e causate dall’epidemia.

Per chiedere il buono iI cittadini hanno due modalità: chiamare il numero verde 800085570 dello Sportello SI del Comune, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 o, in alternativa, il numero verde COVID 800644494 attivo tutti i giorni (gli orari sono pubblicizzati sul Portale del Comune di Verona). Oppure via email all’indirizzo sportelloinfosociale@comune.verona.it. allegando la Domanda/Dichiarazione sostitutiva per l’assegnazione dell’intervento. Coloro che hanno chiamato i numeri verdi saranno ricontattati tramite email o telefonicamente dagli operatori addetti, che potranno svolgere ulteriori approfondimenti. Si raccomanda di utilizzare un solo canale per la richiesta (o telefono o email).

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Sono beneficiari del buono spesa i cittadini che si trovano in una o più delle seguenti situazioni: a) hanno subito una perdita di reddito dovuta alla situazione socio-economica determinatasi a seguito dell’emergenza sanitaria in atto; b) si trovano in condizione di criticità, fragilità, multiproblematicità; c) non sono titolari di alcun reddito; d) hanno insufficiente liquidità nei conti correnti postali o bancari, propri e del proprio nucleo familiare, per far fronte all’acquisto di beni alimentari di prima necessità e non hanno titoli mobiliari o di Stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, investimenti finanziari o similari; e) non beneficiano in misura sufficiente di Reddito di cittadinanza, Reddito di inclusione attiva o altri sostegni e contributi comunali; f) non beneficiano di ammortizzatori sociali; g) non beneficiano di consegna di “borsa spesa” o di generi alimentari da parte di associazioni o parrocchie.

Federico Sboarina

Gli uffici comunali stanno vagliando le numerose domande già pervenute e ad oggi sono più di 1300 le richieste. I Servizi Sociali verificano la composizione del nucleo familiare e assegnano alla famiglia, o al singolo, un numero di buoni, ciascuno dell’importo di 20 euro, necessari per coprire il fabbisogno alimentare per 1 mese, per un valore che va da un minimo di 240 euro a un massimo di 800 euro (famiglie numerose).

I buoni, da utilizzare entro il 31 maggio 2020, possono essere spesi negli esercizi commerciali cittadini che hanno aderito all’iniziativa, il cui elenco è pubblicato sul Portale del Comune di Verona. Si possono acquistare beni di prima necessità (generi alimentari, prodotti per l’igiene personale, farmaci). È escluso ogni tipo di bevanda alcolica, di qualsiasi gradazione. I buoni non sono rimborsabili, non sono convertibili in tutto o in parte in denaro e non può essere erogato il resto.

La distribuzione sarà casa per casa, per assicurarsi che il buono arrivi al destinatario. La consegna viene effettuata dalla Polizia municipale e/o da volontari. Verrà fatta compilare e firmare, a chi non l’avesse già inviata via mail, la domanda/dichiarazione sostitutiva per l’assegnazione e dovrà essere consegnata una copia o esibito un documento di riconoscimento.

Si è aperta la Settimana Santa, ma funzioni e celebrazioni quest’anno possono essere seguite solo in tv. Per evitare assembramenti, gli unici che partecipano ai momenti di preghiera all’interno delle chiese sono i celebranti, assieme a diaconi, lettore, organista, cantore e operatori per le riprese. A chiarirlo una circolare  arrivata dal ministero dell’Interno. Per chi vuol raccogliersi in preghiera, con le dovute distanze di sicurezza, le chiese in questi giorni restano aperte, ma solo se si trovano lungo il tragitto percorso per motivi di necessità e urgenza, ossia lavoro, salute, spesa e farmacia.

Prosegue l’importante flusso di aiuti in favore della comunità veronese. Fra i principali benefattori le società Amt, Calzedonia, China Telecom e le cinesi città gemellata di Hangzhou e la provincia di Sichuan. «In questo momento di difficoltà il Comune è il destinatario di molti ed importanti gesti di solidarietà – spiega il vicesindaco Luca Zanotto –. Tutto il materiale ricevuto è distribuito a chi ne ha più bisogno, dando priorità ai soggetti attualmente impegnati in prima linea contro l’emergenza sanitaria e agli enti, che in questo modo possono continuare a svolgere il loro compito di servizio al pubblico».

Procede intanto la consegna ai medici di base di 100 tute sterili; alla casa di risposo Città di Verona 100 tute monouso, 300 mascherine N95/FFP2, 500 mascherine chirurgiche e 500 lavabili, 10 flaconi di disinfettante spray; alla Croce Bianca di Verona 360 mascherine chirurgiche, 230 mascherine N95/FFP2 e 200 lavabili, 120 tute sterili e 9 flaconi di disinfettante spray; alla Pia Opera Ciccarelli 900 mascherine chirurgiche, 400 mascherine N95/FFP2 e 600 tute monouso; alla Procura della Repubblica 140 mascherine lavabili; alla Croce Verde di Verona 1600 mascherine chirurgiche e 1200 N95/FFP2, 120 tute sterili, 10 flaconi di disinfettante spray; alla Comunità Canossiana di Poiano 80 mascherine chirurgiche, 50 lavabili e 60 N95/FFP2; alla Comunità Canossiana di Verona 80 mascherine chirurgiche, 50 lavabili e 24 N95/FFP2; alla Casa Betania della comunità Piccole Figlie di Gesù 190 mascherine chirurgiche.

Della scorsa settimana la distribuzione di 170 mascherine chirurgiche al Tribunale di Verona e di 200 mascherine N95/FFP2, 250 lavabili e 180 chirurgiche alla Mensa dei Poveri di San Bernardino. Infine, la donazione da parte della concessionaria Bendinelli di una fornitura di 7 mila copri sedili usa e getta, immediatamente utilizzati sulle auto in dotazione alla Polizia locale. g.m.

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