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L’emergenza da Covid-19 preoccupa il settore florovivaistico

Sono migliaia, secondo Anga Giovani di Confagricoltura, gli ordini disdetti e i fiori che stanno andando al macero. Preoccupa lo stop alla vendita dalla Regione.

Sono migliaia, secondo Anga Giovani di Confagricoltura, gli ordini disdetti, con milioni i fiori che stanno andando al macero. Preoccupa lo stop alla vendita imposto dalla Regione.

«L’ordinanza del governatore Luca Zaia impone un ulteriore sacrificio al comparto florovivaistico della regione, tra i più provati dall’emergenza sanitaria». Questo il commento di Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto e Verona, che si era fatto portavoce delle preoccupazioni degli imprenditori del settore ai tavoli istituzionali. Nel Veneto ci sono circa 1500 aziende, oltre 200 nel veronese, che hanno di fatto azzerato il fatturato.

Dopo il chiarimento del Governo per consentire la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e altri prodotti simili, con l’Ordinanza 37 del 3 aprile 2020 la Regione Veneto ha vietato il commercio di prodotti florovivaistici in punti vendita autonomi. Rimangono aperti gli “angoli verdi” nei supermercati, mentre chi produce ha soltanto la possibilità di consegnare a domicilio.

Della stessa opinione è Claudio Previatello, responsabile nazionale del settore florovivaismo di Anga-Giovani di Confagricoltura. «Abbiamo migliaia di ordini disdetti, milioni di fiori che stiamo mandando al macero. Lasciare aperti gli “angoli verdi” dei supermercati e impedire ai florovivaisti di vendere i loto prodotti è una contraddizione e una follia. Così ci costringeranno a chiudere». Secondo Previatello la nuova stretta decisa dalla Regione sarebbe «ingiustificata, visto il contrasto che si viene a creare con quanto specificato dal ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, che consente l’apertura dei punti vendita e florovivaistici».

«La grande distribuzione – ha concluso Previatello – non acquista piante dalle aziende italiane, ma spesso e volentieri si rivolge all’estero, causando non pochi danni alla nostra economia. Mi permetto di chiedere al governatore Zaia: a cosa serviranno gli sgravi fiscali se tra un po’ non avremo più soldi per pagare le tasse?».

Altro problema sollevato da Coldiretti Verona è quello dei prezzi al ribasso della carne di coniglio. Secondo l’associazione scaligera gli allevatori starebbero «subendo riduzioni del tutto ingiustificate del prezzo da parte della Commissione Unica Nazionale di Verona, che ogni venerdì determina le quotazioni del prezzo degli animali».

Continuano intanto le dimostrazioni di solidarietà da parte di aziende, associazioni e cooperative: Terremerse Nord Est ha fatto una donazione di 15 mila euro a favore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria integrata di Verona. Anche Zuegg ha donato 250 mila euro all’Azienda ULSS 9 scaligera. Le aziende di Campagna Amica di Coldiretti Verona hanno varato il progetto Spesa sospesa a favore della Caritas Diocesana Veronese e degli Empori della solidarietà: viene riproposta, con i prodotti alimentari, l’usanza di lasciare al bar un caffè pagato per il cliente che non ha i mezzi per saldare il conto. Infine, le aziende di Campagna Amica, destineranno beni di loro produzione per preparare pacchi spesa da consegnare prima di Pasqua ad alcune famiglie in difficoltà.

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