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La leggenda di Lessinia e Montebaldo, un amore impossibile

Sabato 4 aprile 2020 Alessandro Anderloni in diretta streaming sulla pagina Facebook Le Falìe rinnova virtualmente la tradizione del filò con la favola della principessa del Regno delle Alpi.

leggenda di lessinia e montebaldo
Alessandro Anderloni - Foto di Flavio Pèttene

Sabato 4 aprile 2020 Alessandro Anderloni in diretta streaming sulla pagina Facebook Le Falìe rinnova virtualmente la tradizione del filò con la favola della principessa del Regno delle Alpi.

«C’era una volta una principessa che si chiamava Lessinia». Inizierà così, con il più classico degli incipit, il racconto della Leggenda di Lessinia e Montebaldo che Alessandro Anderloni proporrà in diretta streaming da Velo Veronese . L’appuntamento è sabato 4 aprile 2020, alle 21, sulla pagina Facebook Le Falìe. Una fiaba che arriverà nelle case come in un filò virtuale, per raccontare dell’amore impossibile tra la principessa Lessinia dai pascoli sinuosi e il principe Montebaldo dagli occhi azzurri del Garda. La leggenda di narra della più bella principessa del Regno delle Alpi, invidiata e corteggiata, ma triste e malinconica nella sua solitudine. E poi dell’amore per il suo principe, delle nozze festose organizzate dal padre, delle tre figlie e della cattiveria che viene a privare i due amanti dell’abbraccio dei monti. Nella narrazione si personificano e prendono voce le montagne, l’acqua, il vento, gli animali, come nelle tradizionali saghe nordiche. Scritta in prosa e versi, la leggenda affonda la sua origine dai racconti dei filò che si tenevano nelle stalle della montagna veronese fino agli anni Cinquanta. La leggenda di Lessinia e Montebaldo ora è pubblicata da Bussinelli Editore dopo che il suo autore, Alessandro Anderloni, a lungo l’ha portata sui palcoscenici in forma di monologo teatrale. Monologo che per la prima volta si trasforma in narrazione virtuale.

«Quanto, in questi giorni, abbiamo bisogno di fiabe. In queste giornate di quarantena nelle case si sono riaperti i libri, genitori e nonni hanno ricominciato a leggere e a raccontare storie, magari inventandosele con i bambini e le bambine, o mettendole in scena con loro, sui divani e i balconi. In carcere si dice che “le storie non si possono rinchiudere”. Anche nel più stretto dell’isolamento, ci sarà sempre una fessura da cui vedere un pezzo di cielo e inventarsi di volare su una nuvola, un pertugio da cui sentire il suono che pare la voce di una fata, un refolo di vento che ti porta il profumo di un prato fiorito. Perché quand’anche non ci fosse nessuno a raccontarti una fiaba, se cerchiamo bene scopriamo che ce l’abbiamo dentro, e che possiamo raccontarla a noi stessi. Nessuno potrà rubarci le fiabe. E raccontandole in questi giorni, e uscire di casa e diventare qualcuno di quei personaggi, nel regno fantastico che ognuno di noi sogna. E se non sappiamo farlo, impariamo dai bambini. Oggi sono loro a insegnarci come resistere» dichiara Alessandro Anderloni.

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