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Torre Pentagona, Verona (foto Giorgio Montolli)

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Covid-19, le associazioni di categoria unite per il rilancio

CGIL, CISL e UIL in video conferenza col Prefetto sull’evolversi della situazione, Confesercenti e Italia Comfidi integrano gli aiuti del Governo alle imprese.

CGIL, CISL e UIL in video conferenza col Prefetto sull’evolversi della situazione, Confesercenti e Italia Comfidi integrano gli aiuti del Governo alle imprese. Anche Pellini Caffè finanzia l’acquisto di attrezzature per gli ospedali scaligeri.

Giovedì 26 marzo si è tenuto un incontro in video conferenza tra i segretari generali di CGIL CISL UIL di Verona e il Prefetto Donato Cafagna, per un aggiornamento sull’emergenza Covid-19. Alla riunione era presente anche Pietro Scola, della Camera di Commercio.

Temi principali dell’incontro, l’applicazione del Decreto del 22 marzo 2020, relativamente alle procedure riguardanti le autorizzazioni per la continuità della produzione da parte delle aziende veronesi. Su questo, secondo i segretari sindacali «ci è stato riportato che quasi 2000 aziende veronesi hanno chiesto di continuare a lavorare in quanto produttrici di beni legati alle filiere essenziali. Molte di queste hanno inviato la richiesta pure in presenza di un codice ATECO di per se già autorizzativo».

Altro punto affrontato è stato quello della situazione di alcuni settori, e specialmente quello sanitario, motivo per cui è stata espressa al Prefetto scaligero la necessità di monitorare la situazione relativa alla diffusione del contagio tra gli ospiti degli ospedali e delle case di riposo e assistenza anziani e il personale.

Ed è proprio dall’Istituto Assistenza Anziani di Verona e dai suoi operatori che arriva la decisione di scioperare il 27 marzo per due minuti ad ogni fine turno. Secondo l’istituto, infatti, «i 500 dipendenti dopo un mese dall’inizio dell’emergenza, lavorano tutt’ora senza mascherina chirurgica». In dotazione al personale, ci sarebbero solo mascherine fai da te, quelle cioè confezionate con tessuto e con elastici cambrettati.

«Ancora oggi, nell’ente – hanno sottolineato gli operatori dell’istituto –, illuminati responsabili, stanno chiedendo al personale di togliere le mascherine (acquistate personalmente) per non impressionare gli ospiti. Una vergogna che sarà denunciata alle autorità competenti in quanto trattasi di violazione alla normativa in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori».

Le mascherine fornite dalle Protezione Civile, inoltre, non sarebbero a norma e quindi non protettive né per gli ospiti né per i lavoratori. Proprio in questi giorni, quindi, le mascherine ordinate di tasca propria su internet dagli operatori sono disponibili, tamponando la situazione estremamente delicata.

Soddisfatta invece Confagricoltura Verona dopo la circolare del ministero dell’Interno che proroga fino al 15 giugno tutti i permessi di soggiorno dei lavoratori immigrati in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile, dando la possibilità ai titolari di aziende agricole di effettuare la domanda di rinnovo dopo tale data.

«Con l’emergenza coronavirus sarebbe stato tutto molto difficile – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Paolo Ferrarese –, per non dire impossibile. Invece ora potranno rimanere fino a metà giugno e questo ci consentirà di avere manodopera sia per i lavori che andranno fatti nei vigneti, sia ora nelle raccolte di asparagi, cavolfiori e zucchine e della frutta come fragole e a seguire ciliegie e frutti di bosco che si svolgeranno nel Veronese. Si tratta di parecchie centinaia di braccianti, che in questo momento per noi sono di fondamentale aiuto. Molti operatori stagionali, infatti, hanno fatto rientro nei loro Paesi d’origine e altri che sono disponibili a venire, anche perché in possesso di contratti già firmati con le aziende, non riescono ad arrivare perché trovano difficoltà ad attraversare determinati Paesi».

A questo proposito, Confagricoltura ritiene che l’Unione europea dovrebbe favorire la mobilità dei lavoratori, creando una sorta di corridoio professionale per permettere gli spostamenti all’interno dell’UE stessa. Altra decisione che secondo l’associazione scaligera l’Europa dovrebbe considerare, è quella di «allargare e rendere più flessibili tutti gli strumenti per reclutare nuova manodopera, come i voucher, e avviare in tempi rapidi l’iter per la definizione di un nuovo decreto flussi che consenta al settore agricolo di impiegare lavoratori non comunitari».

A fornire interventi aggiuntivi a supporto delle imprese, invece, Confesercenti Verona e Italia Comfidi. Secondo il direttore generale di Confesercenti Verona Alessandro Torluccio, «gli strumenti previsti dallo Stato sono solo il primo passo per garantire il sostegno necessario alle imprese, noi facciamo la nostra parte con qualcosa in più. In un momento come questo ci vogliono interventi eccezionali perché è solo con uno sforzo fuori dal comune che possiamo superare l’emergenza e il disagio di chi fa impresa. Se il Governo ha iniziato a fare la propria parte prevedendo misure di supporto, noi, assieme a Italia Comfidi abbiamo deciso di aggiungere sostegno al sostegno».

Le iniziative a sostegno prevedono: un plafond da 10 milioni per interventi di liquidità fino a 150.000 €, fino a 60 mesi, anche per le aziende che non hanno accesso al Fondo Centrale di Garanzia, con le 130 Banche Convenzionate; plafond aggiuntivo per rilasciare una garanzia all’80% e per tutte le finalità, su tutto il territorio nazionale; consulenza gratuita, attraverso le reti, alle imprese che hanno bisogno di programmare i propri impegni finanziari per superare l’emergenza; adesione totale alle richieste di moratoria o allungamento di piano di ammortamento di finanziamenti in essere, per le aziende già assistite dal Confidi e con tutte le Banche convenzionate; adesione alle richieste di ristrutturazione finanziaria (con liquidità ulteriore del 10% come previsto dal Decreto) compresi i debiti a breve con tutte le banche convenzionate.

Per la lotta al Covid-19, anche la Pellini Caffè ha deciso di donare 150.000 euro all’iniziativa Per la città di Verona, promossa dall’Università, che prevede l’acquisto diretto delle attrezzature richieste dal servizio anestesia e rianimazione degli ospedali cittadini.

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