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In distribuzione a Verona le mascherine della Regione Veneto

La Protezione Civile inserirà le mascherine nelle cassette postali. Con una deroga comunale le persone affette da autismo possono uscire e passeggiare. Prorogate tutte le altre misure.

Verona
Verona

La Protezione Civile inserirà le mascherine nelle cassette postali. Con una deroga comunale le persone affette da autismo possono uscire e passeggiare. Prorogate tutte le altre misure. Ora l’attenzione è rivolta alla violenza domestica accentuata dalla quarantena.

Da martedì 24 marzo su tutto il territorio comunale, prenderà il via la distribuzione delle mascherine inviate dalla Regione Veneto. Tramite i volontari della Protezione Civile, le protezioni verranno inserite nelle cassette postali all’interno di un pacchetto sigillato contenente tre dispositivi per famiglia.

Secondo palazzo Barbieri, il numero delle mascherine «è contingentato e calcolato sulla media delle persone presenti negli appartamenti, in modo da far avere a tutti i cittadini i dispositivi di protezione. La distribuzione non avverrà in contemporanea in tutta Verona, perché l’invio da parte della Regione è per scaglioni giornalieri. Allo stesso modo, quindi, la consegna a domicilio in ognuna delle 8 circoscrizioni avviene quotidianamente in maniera proporzionale al numero degli abitanti».

Un’ulteriore novità riguarda tutte le persone con disturbi dello spettro autistico: tramite una deroga per motivi di salute, infatti, verrà consentito alle famiglie con bambini e ragazzi autistici di andare fuori e passeggiare, sempre mantenendo le distanze di sicurezza e le apposite protezioni.

Prorogate, invece, dal 25 marzo al 3 aprile le misure adottate dall’Amministrazione: restano quindi chiusi i parchi comunali e interdette le aree verdi non recintate oltre alle aree dotate di piattaforme polivalenti.

Fino al 3 aprile resta in vigore il blocco su tutto il territorio comunale delle attività sportive e motorie, comprese le passeggiate, in luogo pubblico. Per la gestione degli animali domestici gli spostamenti sono ammessi per il tempo strettamente necessario e, comunque, in aree vicine all’abitazione dei proprietari nel raggio di 200 metri. Rimane vietato l’accesso ai pedoni su tutte le piste ciclopedonali, nelle aree verdi e sulle alzaie del fiume Adige. Non ci si può sedere nelle panchine ubicate nelle piazze, nei giardini, nelle aree verdi e lungo le strade.

Prorogata al 3 aprile anche la gratuità della sosta negli stalli blu su tutto il territorio comunale e di 150 giorni la validità dei contrassegni di parcheggio per disabili rilasciati dal Comune, che scadevano tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020. Così come i pass per il transito e la sosta in Ztl, che restano validi per altri 150 giorni.

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Da mercoledì 25 marzo, l’attività di Solori prosegue esclusivamente in modalità a distanza o lavoro agile. Non sarà più garantito il servizio di ricevimento del pubblico, che avrà comunque a disposizione il portale on line, il call center per la richiesta di informazioni e il dirottamento verso l’operatività on line.

Ma non solo deroghe e slittamenti di scadenze: i consiglieri comunali Elisa La Paglia, Alessandro Gennari, Anna Leso, Stefano Vallani e Federico Benini, hanno richiesto la convocazione di una commissione consiliare per valutare l’opportunità di prendere delle contromisure contro il rischio di violenza domestica che, come già riportato da questo giornale, si starebbe intensificando a causa del periodo di quarantena.

«Il dato che sta emergendo da più fonti – si legge nella richiesta di convocazione –,  parla di un preoccupante calo di denunce, segnale anomalo perché, come abbiamo imparato a conoscere in circostanze ordinarie, durante i periodi di coabitazione “forzata”, come il week end o le vacanze, si è sempre registrato un aumento delle denunce. Dunque è il segnale che qualcosa non va tra le mura domestiche, e che è opportuno verificare per evitare il proliferare della violenza visto che, anche solo telefonare per chiedere aiuto, diventa impossibile per la mancanza totale di momenti di solitudine della vittima».

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