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Ultimi dati Coronavirus, Ordinanza comunale no joggin e posti di blocco

I dati AULSS 9 del 19 e 20 marzo mostrano un calo dei contagiati registrati a Verona rispetto ai due giorni  precedenti. Attivati i posti di blocco. 4 denunciati ex articolo 650 del codice penale.

Posto di blocco, Verona
Posto di blocco, Verona

Attivati i posti di blocco alle vie di accesso della città. 4 denunciati ex articolo 650 del codice penale. La logistica per far fronte all’emergenza. 

Il sindaco Federico Sboarina ha firmato una nuova Ordinanza che da venerdì 20 marzo vieta a Verona l’attività sportiva e motoria e pone precise regole per chi ha animali domestici. Nel dettaglio il provvedimento ordina “di vietare lo svolgimento di attività sportive o motorie, ivi comprese le passeggiate, in luogo pubblico od aperto al pubblico nel territorio comunale; di limitare lo spostamento per la gestione degli animali domestici, disponendo la possibilità di attendere alle esigenze primarie degli animali d’affezione per il tempo strettamente necessario, e comunque in aree attigue alla residenza dei proprietari, nel raggio di 400 metri (in seguito diventeranno 200 per adeguarsi all’Ordinanza regionale, ndr), fatto salvo il raggiungimento dell’area cani più vicina secondo il percorso più breve”. Il Sindaco ha inoltre chiesto un potenziamento del controllo da parte dell’Esercito.

Il provvedimento di Sboarina arriva nel giorno in cui anche il Governo si esprime riguardo l’attività motoria precisando, in una Ordinanza meno restrittiva rivolta agli italiani, che “resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”. Provvedimento simile a quello preso dal Governatore del Veneto Luca Zaia che prevede anche la chiusura dei supermercati la domenica.

Ecco i dati comunicati dall’AULSS 9 ad oggi sulle persone trovate positive al Coronavirus a Verona: 10 marzo (27), 11 marzo (4), 12 marzo (60), 13 marzo (69), 14 marzo (36), 15 marzo (89), 16 marzo (74), 17 marzo (109), 18 marzo (116), 19 marzo (55), 20 marzo (66, rilevazione ore 8). Totale positivi 784 alle ore 8 del 20 marzo 2020. I dati comprendono l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, gli ospedali di Legnago, San Bonifacio e Villafranca, nonché l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e l’Ospedale Pederzoli di Peschiera. Nelle ultime due rilevazioni si nota dunque un calo dei contagiati registrati, rispetto ai giorni immediatamente precedenti.

Dati ricavati dai bollettini emessi quotidianamente (ore 8.00 e ore 17.00) dall'AziendaZero della Regione Veneto. Comprendono l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, gli ospedali di Legnago, San Bonifacio e Villafranca, nonché l'Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar e l'Ospedale Pederzoli di Peschiera (Elaborazione Verona In)

Dati ricavati dai bollettini emessi quotidianamente (ore 8.00 e ore 17.00) dall’Azienda Zero della Regione Veneto. Comprendono l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, gli ospedali di Legnago, San Bonifacio, Villafranca, l’Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar e l’Ospedale Pederzoli di Peschiera (Grafica Verona In).

Sono anche iniziati i posti di blocco per controllare gli spostamenti in auto. Venerdì 20 marzo, dalle 10 alle 12, in viale del Lavoro, all’altezza dell’ex Mercato Ortofrutticolo gli agenti della Polizia hanno controllato le auto provenienti da Sud e dirette in città. Sono stati 398 i veicoli fermati e contestate sul posto 4 denunce ex articolo 650 del codice penale. Tutte le altre autocertificazioni sono state raccolte e, come previsto, ne verrà controllata la veridicità.
Nel pomeriggio, invece, il posto di blocco si è spostato in via Torbido, sul lato del cimitero monumentale. In mattina altri tre punti di controllo sono stati dislocati in altrettante vie di accesso alla città: Porta San Giorgio, via Barana e Gardesana. Le misure di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni per la verifica del rispetto del DPCM, che ammette solo gli spostamenti motivati da ragioni di lavoro, mediche o per fare la spesa.

È iniziata giovedì 19 marzo la distribuzione delle prime mascherine usa e getta fornite dalla Regione del Veneto all’Unità Operativa di Protezione Civile della Provincia di Verona. 20 mila pezzi che sono stati consegnati agli otto responsabili degli altrettanti dipartimenti del territorio scaligero per le attività dei volontari. Altre 10 mila unità verranno consegnate oggi alla Prefettura e saranno destinate alle Forze dell’Ordine impegnate nei controlli per l’emergenza Covid-19, mentre 67 mila verranno assegnate alle case di riposo. Nei prossimi giorni è prevista anche la prima fornitura di diverse decine di migliaia di pezzi per i Comuni veronesi, che verrà ripartita calcolando la percentuale di residenti di ciascun Comune rispetto al totale della provincia scaligera.

Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, l’Unità Operativa di Protezione Civile della Provincia di Verona ha attivato 40 dei 65 gruppi presenti nel territorio scaligero. In tutto sono stati impegnati, da fine febbraio ad oggi, circa 600 volontari. Le prime operazioni hanno riguardato l’installazione di 17 tende pneumatiche a servizio degli ospedali di Legnago (3), Borgo Trento (2), Borgo Roma (2), Bussolengo (2), San Bonifacio (2), Peschiera (2), Villafranca (2) e Negrar (2). I volontari, inoltre, effettuano le periodiche manutenzioni alle strutture e sono operativi tre gruppi, appositamente formati, per la sanificazione delle tende attraverso ozonizzatori o sostanze alcoliche e sali quaternari di ammonio. Inoltre la protezione civile sta fornendo ai sindaci il supporto per i Centri operativi comunali (COC).

Altre attività riguardano la prevenzione: dalle informazioni fornite alla popolazione attraverso altoparlanti, in circa 40 comuni, alla verifica di eventuali assembramenti da segnalare alle forze dell’ordine. In alcuni territori, inoltre, i volontari portano spesa e medicinali alle persone non autosufficienti o con problemi di salute. Il terzo raggruppamento veneto dell’Ana, attivato dalla Regione del Veneto, si è poi occupato degli allestimenti dei posti letto per l’emergenza negli ospedali di Bussolengo, Isola della Scala e Zevio. A Verona è attiva la Sala operativa provinciale, in contatto con la Sala operativa regionale, l’Aulss 9 e il Centro di coordinamento dei soccorsi (CCS) della Prefettura.

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La città è deserta, ma segnalazioni arrivano al nostro giornale riguardo la non piena osservanza delle regole al Saval.

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