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In ritardo la pubblicazione del Decreto Cura Italia

Esiste la volontà di alcuni amministratori locali di limitare ulteriormente la libertà individuale per contrastare la diffusione del Coronavirus, come nel caso dell’attività motoria all’esterno.

Esiste la volontà di alcuni amministratori locali di limitare ulteriormente la libertà individuale per contrastare la diffusione del Coronavirus, come nel caso dell’attività motoria all’esterno.

I veronesi continuano a chiedersi se sia permesso fare attività motoria all’aperto durante l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. Nelle FAQ (Frequently asked questions) pubblicate sul sito del Governo italiano, Presidenza del Consiglio dei ministri, in risposta alla domanda sugli spostamenti consentiti dal Decreto #IoResto a Casa, si legge  che “Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo. Sono sempre vietati gli assembramenti“. L’autorizzazione è presente anche sul sito del ministero della Salute, dove tra l’altro si spiega quale deve essere l’utilizzo della bicicletta.

La recente Ordinanza del Sindaco di Verona Federico Sboarina sembra però muoversi in senso più restrittivo, come è emerso anche dalla conferenza stampa tenuta online nella giornata di martedì 17 marzo.

IoRestoaCasa, la faq sul sito del Governo italiano

IoRestoaCasa, la faq sul sito del Governo italiano

Sta nascendo intanto un mistero attorno al Decreto Cura Italia. Licenziato dal Consiglio dei ministri lunedì 16 marzo e ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale, mentre di solito è questione di poche ore. Il nocciolo potrebbe essere l’equilibrio di potere tra gli amministratori locali e il Governo in tempi di crisi sanitaria, per soddisfare la richiesta di una maggiore autonomia da parte dei primi. Con un nuovo assetto, Sindaci e Governatori di Regione potrebbero così porre maggiori limiti alla libertà personale vietando, ad esempio, l’attività motoria all’aperto, consentita dal Decreto ministeriale IoRestoaCasa.

Il sindaco rappresenta l’autorità sanitaria del Comune, con poteri e responsabilità pesanti. Ma il Testo unico sugli enti locali in alcuni casi passa in secondo piano. La legge dispone infatti, per effetto del Decreto legislativo 31 marzo 1998, n° 112,  che l’adozione dei provvedimenti d’urgenza spetti allo Stato o alle Regioni “in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali”.

Problemi a riguardo sono nati nei giorni scorsi a seguito di un’ordinanza, restrittiva rispetto ai provvedimenti nazionali, del Governatore campano Vincenzo De Luca, ma anche quello Veneto Luca Zaia si è fatto sentire a riguardo nelle ultime ore. A Verona il Sindaco Federico Sboarina lunedì 16 marzo ha fatto chiudere l’accesso all’Adige, le alzaie, chiesto e ottenuto martedì 17 marzo l’intervento dell’Esercito per il controllo dei cittadini dimostrando quale sia la sua linea a riguardo, senza però prendere una posizione netta nei confronti dei decreti nazionali (g.m.).

NB
Il testo definitivo del Decreto Cura Italia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nella tarda serata di martedì 17 marzo.

Leggi anche:
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