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Appello al Mibact per lo slittamento della Capitale della Cultura

Dal Movimento Civico Traguardi Verona, riceviamo e pubblichiamo.

Sono giorni difficili per il Paese e per la nostra città. L’emergenza Coronavirus è calata come un macigno su imprese e lavoratori, imponendo misure dolorose quanto inevitabili, che rischiano però di fiaccare la nostra economia. E di essere fatali per alcuni settori, come quello culturale. Per questo, Traguardi lancia un appello all’Amministrazione e alla città, per proteggere oggi la nostra Cultura e consentirle, domani, di rialzarsi più forte.

In questi giorni, mentre stiamo chiusi in casa, ci stiamo rendendo conto di quanto fondamentale e fragile sia il nostro patrimonio culturale. Attraverso i social ammiriamo le nostre città deserte, cogliendo lo splendore di luoghi normalmente soffocati dal turismo.

Ci nutriamo delle meraviglie dei musei che offrono visite virtuali, ci colleghiamo in streaming per assistere a spettacoli e concerti in attesa di tornare a vederli dal vivo, ci accorgiamo di quanta importanza abbia la bellezza di cui siamo circondati quotidianamente.

È da questa considerazione che nasce la nostra richiesta affinché anche Verona sottoscriva l’appello che gli assessori di tante città italiane hanno lanciato per far fronte alla crisi del settore culturale. Un comparto prezioso, che nutre non solo lo spirito ma (a Verona soprattutto) anche l’economia, reggendosi tuttavia su lavoratori con pochissime garanzie, su margini di guadagno minimi, sulla passione più che sulla disponibilità economica.

E che, per queste ragioni, rischia di essere spazzato via. La proposta lanciata da altri comuni al governo è molto concreta: dichiarazione dello stato di crisi per l’intero settore culturale, estensione di tutti gli strumenti a tutela dell’occupazione, interventi sul sistema bancario, ampliamento dell’accesso al FUS, possibilità per gli enti locali di erogare contributi alle attività culturali e rinunciare alla riscossione di oneri e imposte locali.

Un manifesto già firmato dagli assessori alla cultura di dieci città d’arte, cui vorremmo vedere aggiunto anche quello di Verona, che grazie alla sua offerta culturale nutre ogni anni una fiorente industria turistica che tutti speriamo di vedere rinascere più forte di prima, dopo la crisi.

Pensiamo che, in questo momento, essere solidali con i settori economici più fragili sia doveroso, così come è importante far sentire la nostra vicinanza a tutto il resto del Paese. Per questo pensiamo che anche Verona debba fare propria la proposta del sindaco di Volterra al Mibact per far slittare di un anno la capitale italiana cultura, tutelando gli investimenti e la programmazione di Parma, paralizzata dalla crisi nazionale, e rimandando al 2022 le candidature appena presentate.

La Capitale della Cultura è un progetto che, come noto, ci sta molto a cuore, per averlo proposto per primi in città ormai due anni fa. Ma questo è il momento di essere uniti anche a livello nazionale. Chiediamo al Sindaco e all’Assessore di aderire all’appello di Volterra, per aiutare il Comune di Parma e arrivare ancora più forti alla candidatura di Verona nel 2022.

Movimento Civico Traguardi Verona

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