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Vangelo

Ognuno di noi può seminare tenerezza in chi conosce soltanto l’odio

Il cammino dell’amore che ci indica il Vangelo è l’atteggiamento di chi cerca sempre il bene di tutti. Anche di chi sbaglia. Il Dio della Bibbia è un Dio laico, che non fa distinzione

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Matteo 5,38-48.

«Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano». Credo che la nostra reazione istintiva a questo invito non va al di là dal considerarlo un bel sogno, ma utopico e irrealizzabile. Finché il nemico rimane una persona teorica, “amarlo” può rientrare tra i gesti eroici e profetici, ma quando il nemico diventa l’amico o l’amica che ti tradisce, il compagno o la compagna di lavoro che ti fa del male, allora vai in crisi e comprendi quanto è difficile tradurre nella vita questa beatitudine.

Per molti studiosi della Bibbia l’amore per i nemici è il messaggio più originale e più rivoluzionario di tutti i vangeli. Cosa fa Gesù sulla croce di fronte ai suoi assassini? «Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno». Alla logica dell’occhio per occhio dente per dente, Gesù sostituisce il perdono. Alla vendetta contrappone la nonviolenza. In nome di Dio non si può uccidere, si può soltanto perdonare.

Per Gesù bisogna addirittura eliminare il concetto di nemico. Non solo, ma Gesù rincara ancora di più la dose, e aggiunge: «Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra». Non è troppo esagerato? Non chiede delle cose assurde?

Forse è proprio il comportamento di Gesù che ci aiuta a capire il senso profondo che vuole dare a questi inviti piuttosto radicali. Quando Gesù, durante il processo, fu schiaffeggiato da una guardia, non porse l’altra guancia, ma cercò di far ragionare il soldato: «Se ho parlato male dimostramelo, ma se ho parlato bene perché mi percuoti?». Gesù alla violenza risponde con la nonviolenza.

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Essere nonviolento, non vuol dire chinare sempre la testa di fronte agli arroganti. Non vuol dire rimanere in silenzio di fronte alle ingiustizie. Amare il nemico non è un atto di buonismo. Il cammino dell’amore che ci indica il Vangelo è l’atteggiamento di chi cerca sempre il bene di tutti. Anche di chi sbaglia.

Il Dio della Bibbia è un Dio laico, che non fa distinzione di persone e che «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti». Non è il Dio che premia i giusti e castiga i malvagi. Questo è il miracolo che possiamo fare anche noi: anch’io posso far sorgere un po’ di sole e di speranza in un cuore colmo di cattiveria.

Ognuno di noi può seminare un po’ di tenerezza in coloro che conoscono soltanto la parola odio o violenza. Tutti abbiamo qualcosa da insegnare. Tutti abbiamo sempre da imparare. Nei giorni scorsi i giornali e le televisioni hanno fatto vedere il gesto commovente di Liliana Segre, una degli ultimi superstiti dell’Olocausto. Come risposta ai tanti gesti razzisti contro gli ebrei di queste settimane ha abbracciato un ragazzo di destra. Questo è il miracolo della nonviolenza.

Ce lo hanno insegnato alcuni grandi maestri e profeti del ‘900: Gandhi, Martin Luther King e Oscar Romero.

Don Roberto Vinco
Domenica 23 febbraio 2020

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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