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Un momento dell'incontro di Coldiretti Verona.

Terraviva

Cambiamenti climatici, un incontro per fare chiarezza

Circa la metà delle emissioni di gas serra è causata dagli allevamenti, soprattutto quelli di bovini, per cui alla zootecnia spetta il 4-5 % circa di tutte le emissioni del nostro Paese.

Circa la metà delle emissioni di gas serra è causata dagli allevamenti, soprattutto quelli di bovini, per cui alla zootecnia spetta il 4-5 % circa di tutte le emissioni del nostro Paese.

«C’è un accanimento mediatico contro l’agricoltura che viene colpevolizzata per i cambiamenti climatici trasformandola da vittima a carnefice». A dichiararlo è Alex Vantini, delegato regionale e provinciale di Giovani Impresa di Coldiretti Verona, durante l’incontro di giovedì 20 febbraio al Payanini Center di un centinaio di giovani agricoltori in rappresentanza dei circa 400 under 35 veronesi di Coldiretti. Tema dell’assemblea Cambiamenti climatici: l’agricoltura è il problema o la soluzione?.

Dopo l’intervento di Alex Vantini, sono intervenuti Francesco Ciancaleoni dell’Area ambiente e territorio della Coldiretti, Giacomo Pirlo, dirigente di ricerca e responsabile del gruppo di lavoro su sostenibilità ambientale delle produzioni del Crea di Lodi e Lorenzo Rizzieri, macellaio e food blogger.

Per quanto riguarda la zootecnia, i dati forniti dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’ambiente, preposto a monitorare le emissioni di gas ad effetto serra, evidenziano che all’agricoltura spetta solo il 7,2% delle emissioni rispetto all’81% del settore energetico.

Circa la metà delle emissioni di gas serra è causata dagli allevamenti, soprattutto quelli di bovini, per cui alla zootecnia spetta il 4-5 % circa di tutte le emissioni del nostro Paese. L’agricoltura italiana, incluso il settore zootecnico, è una delle più sostenibili in Europa per quel che riguarda le emissioni di gas serra e sono il 23% in meno rispetto alla Spagna, il 55% della Germania e 61% della Francia.

«La zootecnia ha la sua parte di responsabilità, ma è anche una parte della soluzione del problema della riduzione della concentrazione di gas serra in atmosfera – ha sottolineato Giacomo Pirlo – La zootecnia prima di tutto fornisce alimenti di elevato valore biologico, insostituibili almeno nelle fasi crescita di un uomo, poi svolge un ruolo nell’assorbimento del carbonio sequestrandolo nei parati-pascoli, è inserita in una economia circolare che produce fertilizzanti, pellame, combustibili ecc.. Pensiamo poi al biogas che permette di sostituire, almeno in parte, i fertilizzanti e produrre energia senza l’impiego di combustibili fossili, che sono la vera causa dell’aumento di anidride carbonica nell’aria».

Pirlo ha evidenziato che si sono esempi virtuosi di allevamenti che hanno ridotto le emissioni di gas serra e che hanno mantenuto o migliorato la loro competitività economica: «Nel 2016 – ha aggiunto – è stato avviato un progetto europeo con l’obiettivo di ridurre l’impronta di carbonio del 15%. 120 allevamenti italiani coinvolti distribuiti tra il Veneto e il Piemonte, sono riusciti in due anni, a diminuire le emissioni dell’11% in media, dopo aver adottato misure riguardanti soprattutto il benessere degli animali. Questo dimostra che si può fare molto migliorando anche il bilancio dell’azienda».

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