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Volontariato e politica, la solidarietà non tollera squilibri

Anche a Verona è necessario andare oltre l’apprezzamento generico del volontariato come parte dell’identità della comunità locale, per valutarne i limiti e le potenziali opportunità.

anziani

Anche a Verona è necessario andare oltre l’apprezzamento generico del volontariato come parte essenziale dell’identità della comunità locale, per valutarne i limiti  e le potenziali opportunità.

Il volontariato è una grande risorsa del territorio veronese per numero di volontari, pluralità ed estensione delle iniziative e qualità dei legami di solidarietà che introduce. Tra le iniziative di rilievo merita una attenzione particolare il progetto Domiciliarità 2.0 apparso anche sulla stampa nazionale per il suo valore di riferimento come intervento solidale in una società che invecchia.

Si tratta di un progetto di intervento a sostegno degli anziani anche soli e non auto-sufficienti, per favorire la loro permanenza in famiglia con una pluralità di interventi: dalle piccole prestazioni sanitarie ai pasti a domicilio, dall’assistenza domiciliare al sostegno psicologico dei famigliari. Un progetto che coinvolge una cinquantina di Comuni della provincia, con la partecipazione dell’Ulss 9 e il sostegno della Fondazione Cariverona.

Oltre all’obiettivo del sostegno diretto agli anziani, il progetto si propone la diffusione della cultura della domiciliarità come aspetto rilevante della comunità locale. Con un insieme diffuso di progetti di questo genere il volontariato contribuisce non poco a favorire la crescita della dimensione solidale della nostra società.

Con questi caratteri il volontariato incontra e si confronta con la politica che dovrebbe essere la proiezione organizzata a livello di comunità, dei medesimi valori. Una recente indagine condotta dall’Università di Verona sui dati degli ultimi cinque anni (dimostra oltre alla diffusione del volontariato, con una percentuale rispetto alla popolazione nettamente superiore alla media nazionale, e alla estensione degli interventi) mette in evidenza anche alcuni difetti: l’esistenza di un divario tra gli ambiti degli interventi e i reali bisogni della popolazione, la scasa sensibilità rispetto sia alla parità tra uomo e donna che alla partecipazione dei giovani alla vita politica.

Va precisato che tale divario è condizionato anche dal rapporto che il volontariato riesce a realizzare con la politica, in particolare, nella collaborazione con gli enti locali. Nel caso del Comune di Verona, ad esempio, mentre rappresenta un aspetto positivo la delega ad associazioni del volontariato della gestione di alcuni servizi pubblici, avviene che questo rapporto, tramite le diverse forme di concessione e di finanziamento, determini nei fatti gran parte degli ambiti nei quali il volontariato interviene.

Ad esempio, la partecipazione carente del volontariato a sostegno della presenza dei migranti, riflette l’orientamento politico della giunta a trazione fascio-leghista del Comune capoluogo. Il rapporto volontariato-politica rimane ancora condizionato da questo tipo di relazioni, che ne limita la portata e l’influenza positiva. Anche a Verona è necessario andare oltre l’apprezzamento generico del volontariato come parte essenziale dell’identità della comunità locale, per valutarne i limiti  e le potenziali opportunità e lavorare per realizzare un necessario e corretto rapporto con la politica.

Luigi Viviani

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Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

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