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Protocollo test antidroga nelle scuole, una grande fake news?

Dopo la polemica degli ultimi giorni, tutto sembra essere nato da un malinteso. Rotta e La Paglia:«Il primo ad aver frainteso sull’esistenza di un documento ufficiale è il Sindaco».

Dopo che la polemica ha scatenato le proteste di studenti, insegnanti e associazioni locali, tutto sembra essere nato da un malinteso. Rotta e La Paglia:«Il primo ad aver frainteso sull’esistenza di un documento ufficiale è il Sindaco».

«Con un certo smarrimento, e al contempo con sollievo, dal confronto con il ministero della scuola, apprendiamo che non esiste nessun protocollo drug test. Da settimane stiamo commentando non un protocollo, ma un’idea che giudichiamo pericolosa in quanto lesiva del rapporto educativo e fiduciario scolastico tra studenti, educatori e professionisti psicosociosanitari, nonché della privacy dei minori».

Così il deputato Pd Alessia Rotta e il consigliere comunale Pd Elisa La Paglia, riguardo al protocollo sui test anti droga nelle scuole. Secondo Rotta e La Paglia, infatti, non esisterebbe nessun protocollo visto «che per essere tale dovrebbe essere sottoscritto dalla direzione scolastica regionale e preventivamente ed eventualmente concordato in un tavolo regionale, trattandosi di un’iniziativa di un dirigente (ex) dell’unità sanitaria locale».

L’idea del protocollo drug test, che aveva scatenato le proteste di studenti, insegnanti e associazioni, non sarebbe quindi un documento ufficiale ma «solo una proposta che era stata avanzata dal duo Giovanni Serpelloni e Giuliana Guadagnini». Il primo a fraintendere, secondo le due esponenti Pd, sarebbe stato proprio il Sindaco Federico Sboarina che «con i due ha organizzato il blitz alla riunione dei presidi».

A ricalibrare il tiro è proprio il Sindaco: tramite comunicato stampa, infatti, giovedì 13 febbraio il primo cittadino ha voluto rispondere ad Assemblea 17 e Rifondazione Comunista, che avevano dichiarato su Facebook non solo la contrarietà ai test antidroga nelle scuole, ma anche bacchettato la politica scaligera chiamando i suoi rappresentanti «cattivi maestri», e invitandoli  a sottoporsi per primi ad un test anti droga visto «il largo utilizzo di cocaina all’interno dei luoghi della politica a livello nazionale».

«Il consumo di stupefacenti va arginato con tutti i mezzi a disposizione – ha dichiarato il sindaco –. La repressione è uno strumento, ma non è l’unico. Altri ce ne sono per cercare di frenare un fenomeno che non è ancora un’emergenza sociale ma è in lenta crescita, soprattutto tra i giovani studenti, delle superiori ma anche delle medie. C’è anche il dialogo e la collaborazione tra le istituzioni, per un lavoro di squadra da cui non si può prescindere se si vogliono raggiungere risultati concreti. Sono d’accordo nel realizzare i test, ma non è compito del Comune promuoverli e realizzarli. Per quanto riguarda la mozione che impegnava gli amministratori, su base volontaria, a sottoporsi a test antidroga, immediatamente dopo la sua approvazione in Consiglio comunale ho inviato una lettera all’Ulss chiedendo di attivarsi per i controlli. Rimaniamo in attesa di essere convocati e, appena saremo chiamati, ci sottoporremo al test».

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