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Un momento della conferenza stampa.

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Completato lo studio della mappatura genetica del cancro

Protagonista l’Università di Verona tra il team internazionale di studiosi che ha completato l’analisi più dettagliata ad oggi disponibile di 2.600 genomi di 38 tipi diversi di tumore.

Protagonista l’Università di Verona tra il team internazionale di studiosi che ha completato l’analisi più dettagliata ad oggi disponibile di 2.600 genomi di 38 tipi diversi di tumore.

Martedì 11 febbraio nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sala Barbieri di palazzo Giuliari a Verona, sono stati presentati i risultati sullo studio della mappatura genetica del cancro. Tra i protagonisti di questo studio l’Università di Verona, che dal 2010 rappresenta l’Italia nel Consorzio internazionale genoma del cancro.  Il team multidisciplinare è coordinato da Arc-Net, centro di ricerca applicata dell’Ateneo e dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata diretto all’anatomopatologo Aldo Scarpa e nato con il sostegno della Fondazione Cariverona.

A esporre i risultati ottenuti il rettore dell’ateneo scaligero Pier Francesco Nocini, Aldo Scarpa, direttore del centro di ricerca applicata sul cancro Arc-Net, Francesco Cobello, direttore generale dell’AOUI di Verona (Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata), Alessandro Mazzucco, presidente della Fondazione Cariverona, Michele Milella, direttore dell’Oncologia dell’Aoui, Rita Lawlor, responsabile biobanca di Arc-net, e Angelo Paolo dei Tos, direttore dell’Anatomia patologica dell’Università di Padova.

Il completamento di questo progetto è il culmine di un decennio di lavoro nello studio del genoma del cancro, che ha visto la collaborazione tra il consorzio internazionale ICGC (International Cancer Genome Consortium) di cui fa parte Verona, e il consorzio statunitense TCGA (The Cancer Genome Atlas Program).

Questo team internazionale, composto da più di 1.300 scienziati e clinici di 37 Paesi, ha lavorato al progetto Genomi Pan-Cancro PCAWG (Pan-Cancer Analysis of Whole Genomes), che ha completato l’analisi più dettagliata ad oggi disponibile di 2.600 genomi di 38 diversi tipi di tumore.

Il contributo di Verona al lavoro è stato realizzato grazie alla collaborazione multidisciplinare tra la biobanca del centro Arc-Net, diretta da Rita Lawlor, i ricercatori del centro e dell’Anatomia patologica diretta da Aldo Scarpa, i clinici e chirurghi dell’Istituto del pancreas diretto da Claudio Bassi, della chirurgia epatobiliare diretta da Alfredo Guglielmi e dell’Oncologia Medica diretta da Michele Milella.

Un contributo importante è stato fornito inoltre dalle anatomie patologiche dell’università di Padova e dell’ospedale Cà Foncello di Treviso, il cui apporto è stato coordinato da Matteo Fassan e Angelo Paolo dei Tos.

«Questo studio – ha dichiarato il rettore Nocini –, rappresenta una pietra miliare per la comunità scientifica, il culmine di una collaborazione mondiale che ha visto Verona pienamente attrice e orgogliosa di rappresentare l’Italia in questo lavoro rivoluzionario nello studio del genoma del cancro che cambierà il modo di affrontare questa malattia. Tra i 1300 ricercatori dei 37 paesi partecipanti, 35 afferiscono a istituzioni venete: l’università e azienda ospedaliera di Verona (33), l’università di Padova (1) e l’azienda ospedaliera di Treviso (1)».

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    Maurizio Danzi

    13/02/2020 at 08:36

    Aldo, un grandissimo. Una cara persona.

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