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L’incertezza tra Agsm-Aim: una fusione per il re di Prussia?

La fusione tra la veronese Agsm e la vicentina Aim, corre il serio rischio di rappresentare una tappa intermedia verso un assetto futuro che dipenderà dall’esito del risiko in corso.

La fusione tra la veronese Agsm e la vicentina Aim, corre il serio rischio di rappresentare una tappa intermedia verso un assetto futuro che dipenderà dall’esito del risiko in corso.

Il titolo polemico di questa nota deriva dalla evidente contraddizione tra l’incertezza di idee e di strategia delle due multiutility di Verona e Vicenza, la cui fusione dovrebbe essere conclusa, con la presenza determinate del terzo partner A2A, per il prossimo giugno, e il fatto che, nel frattempo, il Veneto è diventato campo di intervento dei campioni nazionali: A2A e Hera, per ulteriori acquisizioni.

I fatti sono chiari e vanno valutati nella loro cruda realtà. Mentre AgsmAim, dopo tanti tentennamenti, sono arrivate soltanto ad una prima intesa con l’unica certezza della presenza di A2A, il colosso lombardo, indispensabile per risolvere il problema dei rifiuti, Hera l’altro colosso del centro Italia, si è inserito acquistando una quota significativa in Ascopiave di Treviso e nello stesso tempo ha rivendicato la possibilità di partecipare alla partnership di Agsm-Aim tramite una gara che non si è voluta fare.

Contemporaneamente, A2A, oltre a garantirsi la quota del 30% in Agsm-Aim, si è inserita in Ascopiave acquistando una quota di minoranza di Amber, società partecipata della stessa Ascopiave. Quest’ultima ha risposto acquistando una quota di Acsm-Agam, società di Como, Lecco e Sondrio, partecipata di A2A.

Inoltre, Alperia, la multiutility dell’Alto Adige, dopo aver ricevuto una risposta negativa alla sua richiesta di partecipare alla fusione Agsm-Aim, ha incominciato ad estendere la sua presenza sul mercato Veneto. Tutto questo denota che il Nordest è diventato terreno di un risiko tra le maggiori multiutility italiane che sono ormai inserite con quote di partecipazione e che sono seriamente intenzionate a proseguire verso ulteriori acquisizioni.

In questo contesto, la fusione Agsm-Aim, nonostante le ingenue rassicurazioni dei sindaci delle due città di mantenere la maggioranza pubblica nella nuova società, corre il serio rischio di rappresentare soltanto una tappa intermedia verso un assetto futuro che dipenderà dall’esito del risiko in corso. In tal modo Verona paga un ulteriore costo per l’inadeguatezza della classe dirigente che ha amministrato la città negli ultimi dieci anni, colpevole di aver trascurato le diverse occasioni di partecipare a fusioni più significative, e aver subordinato ogni scelta a interessi politici di partito.

Così un’altra sconfitta storica si profila per Verona, in un campo nel quale storicamente ha rappresentato una eccellenza.

Luigi Viviani

Written By

Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

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