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Luigi Di Maio
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Politica

Le scelte identitarie e la politica di governo del Movimento 5 Stelle

Il far diventare ogni scelta un fatto identitario, non mediabile, diventa incompatibile con la responsabilità di governo. Sta in questo limite del M5S, il vero buco nero di questo esecutivo.

Il far diventare ogni scelta un fatto identitario, non mediabile, diventa incompatibile con la responsabilità di governo. Sta in questo limite congenito del M5S il vero buco nero di questo esecutivo.

Il ruolo del M5S nell’attuale governo ha raggiunto un nuovo livello conflittuale con la scelta del ministro degli esteri Luigi Di Maio, di organizzare una manifestazione del Movimento a sostegno degli attuali temi identitari grillini (prescrizione, vitalizi, concessioni autostradali) sui quali è in corso da tempo un braccio di ferro nel governo.

Quindi una manifestazione contro il governo della forza che detiene il maggior numero di seggi in Parlamento. In termini di anomalia politica e istituzionale si è superato il limite del senatore Franco Turigliatto che, durante il secondo governo Prodi, manifestava il suo dissenso verso l’esecutivo che sosteneva, incatenandosi a Palazzo Madama.

L’ultimo Consiglio dei ministri, convocato ieri sera, avrebbe raggiunto una intesa parziale sulla prescrizione, esclusa Italia Viva che mantiene il dissenso.  A questo punto, fermo restando l’interesse di tutti di mantenere in vita il governo, non si sa come e quanto proseguirà. Se Matteo Renzi abbia maturato o meno ipotesi alternative a questo governo, ma soprattutto cosa intendano fare i 5 Stelle.

Se cioè dietro l’iniziativa di Di Maio, ricomparso improvvisamente come leader del Movimento, ci sia un ennesimo sostegno alla tradizionale rigidità grillina o se si preveda anche la fine del governo, come estremo tentativo di tornare all’opposizione, per cercare di fermare l’inarrestabile declino di consensi in atto negli ultimi anni.

In ogni caso, questo ennesimo conflitto dimostrerebbe che qualsiasi governo nato tra forze diverse, non può reggere a lungo senza una predisposizione dei diversi componenti alla ricerca della mediazione tra le varie posizioni che inevitabilmente si manifestano. Il far diventare ogni scelta un fatto identitario, non mediabile, diventa incompatibile con la responsabilità di governo.

Sta in questo limite congenito del M5S il vero buco nero di questo esecutivo, che ne certifica la debolezza strutturale e l’inadeguatezza a proseguire, pur tra ostacoli e dissensi, lungo un percorso di legislatura. Questa specie anomala di infanzia politica dei 5 Stelle, se non corretta con uno sforzo di maturazione nel vivo delle responsabilità da esercitare ogni giorno, non consente il governo di un Paese come l’Italia.

Farsene una ragione è difficile, specie nel mezzo di una esperienza di governo che razionalità politica e buon senso spingono a proseguire, ma nonostante tutti gli sforzi per tenerlo in piedi, mancano le condizioni per andare avanti.

Luigi Viviani

Luigi Viviani
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Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

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