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Luca Zaia.

Politica

Elezioni regionali in Veneto, tra supponenze e impreparazioni

Si sta dicendo che la Regione Veneto è contendibile, ma in realtà la battaglia è quasi impossibile perché non si è stati capaci di costruire una alternativa sul futuro della regione.

Si sta dicendo che la Regione Veneto è contendibile, ma in realtà la battaglia è quasi impossibile perché non si è stati capaci di costruire una strategia alternativa sul futuro della regione.

Tra le sei Regioni che andranno al voto nella prossima primavera, il Veneto rappresenta certamente quella che presenta un esito meno incerto. Il governatore uscente Luca Zaia è così sicuro della riconferma che si permette di giocare lasciando incerta la sua ricandidatura, promettendo che deciderà all’ultimo momento.

In realtà la certezza di vincere è tale per cui la Lega sta pensando di candidarsi da sola per non sottostare al condizionamento degli alleati, constatato che alle ultime europee ha raggiunto il 50%. In tutt’altra condizione si ritrova il Pd, che giunge a questo appuntamento impreparato tanto che a tutt’oggi non ha maturato una idea sufficientemente definita sul candidato presidente da opporre all’ultra favorito Zaia.

Finora è circolata l’ipotesi di candidare l’attuale vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni, ma nessuna decisione è ancora stata presa. Probabilmente, come al solito, si deciderà all’ultimo momento, scegliendo un candidato esterno e e quasi sicuramente si perderà, lasciando campo libero a Zaia e alla Lega che potranno così consolidare ulteriormente il loro potere ultradecennale.

Per autoincoraggiarsi si sta dicendo che la Regione Veneto è contendibile, come ha affermato il segretario regionale Pd Alessandro Luigi Bisato, ma in realtà la battaglia è quasi impossibile perché non si è stati capaci di costruire una strategia alternativa sul futuro del Veneto che sta vivendo una transizione verso un inevitabile ridimensionamento rispetto alle altre Regioni avanzate del Paese.

Zaia infatti si dimostra sempre più un amministratore limitato che non riesce a portare il Veneto a una qualità e sostenibilità dello sviluppo all’altezza delle sue possibilità. Lo dimostra il suo comportamento puramente rivendicativo sulla delicata questione dell’autonomia differenziata e il sottostare alla logica di partito nella richiesta del referendum elettorale e nella richiesta della quarantena agli studenti di ritorno dalla Cina.

Mentre la Lega presenta una identità politica e una strategia che mal si conciliano con le esigenze e il futuro del Veneto. Basta ricordare la democrazia interna di questo partito e il suo evidente antieuropeismo. Mentre l’esito del prossimo voto del centrosinistra sarà condizionato anche da  una  possibile intesa con il M5S, e dal sostegno delle Sardine, una effettiva alternanza al governo regionale sarà possibile solo se il Pd saprà costruire un concreta alternativa,  sostenuta da una nuova classe dirigente.

Luigi Viviani

Luigi Viviani
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Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

6 Comments

6 Comments

  1. Avatar

    Maurizio Danzi

    11/02/2020 at 10:03

    Come diceva mia suocera: la busta (la cartella ) bisogna prepararla alla sera.

    • Avatar

      alessandro nobis

      14/06/2020 at 16:09

      Frase che la dice tutta sulla sinistra veneta.

  2. Avatar

    Paola

    09/02/2020 at 22:45

    Eppure sarebbe il momento giusto per provarci, anche perché a guardare bene questo governo è attaccabile sotto molti punti molto sentiti dai cittadini: la sanità, i pfas l’inquinamento, il Mose…. per dirne solo alcuni. Possibile non riuscire a cogliere nemmeno questa occasione ?

  3. Avatar

    Maurizio Danzi

    07/02/2020 at 09:54

    Permettimi Marcello ma il problema di una eventuale contesa tenendo il punto sulle scelta della Lega è un di cui. Il centro sinistra viene da cinque anni di nulla cosmico in Regione. Pensa che molti hanno fatto campagna per Zaia votando il referendum. Come se l’autonomia non fosse patrimonio della sinistra, sin dai tempi di Tomelleri.

  4. Marcello

    Marcello

    06/02/2020 at 18:01

    La Lega di Salvini non è più la LegaNord e non è detto che Zaia intenda rappresentarla, dopo le battute d’arresto sull’Autonomia, sul referendum elettorale. Il centro-sinistra farebbe bene a cercare un candidato comune, anche non del PD. Non è detto che, senza l’apporto di FI, FdI e di altre siglette, la Lega possa farcela ad avere il primo posto. Penso non sia ancora il momento del centro-sinistra, anche se la rincorsa alle partite-iva va assottigliandosi e molti cominciano a ricredersi sul ruolo della destra al governo del Veneto.

  5. Avatar

    Maurizio Danzi

    06/02/2020 at 15:52

    Meglio convinti che disperati.

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