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Arsenale (foto Giorgio Montolli)
Arsenale (foto Giorgio Montolli)

Lettere

Una lettera del Comitato Arsenale Verona al Sindaco

Egregio Signor Sindaco, lo scorso 23 novembre Le avevamo inviato una lettera aperta con cui avevamo preso atto positivamente che alcuni giorni prima l’Amministrazione comunale, aveva pubblicato il bando di gara per l’assegnazione dell’incarico di progettazione definitiva del complesso dell’Arsenale ed esecutiva del primo dei sette lotti di intervento previsti.

Avevamo, però, rappresentato anche la nostra preoccupazione per le destinazioni d’uso che il Consiglio Comunale ha approvato nel febbraio 2019, destinazioni che, insistiamo, ci é sembrato allora, e ci sembra tutt’ora, necessitino ancora di approfondimenti e di miglioramenti più lungimiranti e coraggiosi.

Con la nostra lettera avevamo, però, soprattutto, voluto comunicare la nostra preoccupazione sui tempi di realizzazione degli interventi che, già a novembre scorso, si dimostravano superiori di molti mesi a quanto la stessa Amministrazione aveva ritenuto di affermare pubblicamente con la delibera del Consiglio Comunale del febbraio 2019.

Le avevamo quindi chiesto un incontro volto a chiarire la situazione, particolarmente riguardo ai finanziamenti (che sembravano essere stati drasticamente ridotti rispetto a quanto prospettato dalla Vostra stessa Amministrazione nel Bilancio triennale 2018-2020) e, quindi, alle progressive restituzioni all’uso di tutti del complesso dell’Arsenale.

A gennaio abbiamo avuto un incontro con l’Assessore Ilaria Segala, da Lei delegata, nel corso del quale abbiamo avuto alcune risposte che, per come le abbiamo capite e per le riflessioni che ne sono derivate, potremmo così sintetizzare:

• il progetto esecutivo per il risanamento della maggior parte delle strutture dovrebbe essere pronto nel corso del prossimo mese di marzo; dopo l’approvazione dello stesso, sarà possibile procedere con l’appalto che, essendo superiore alle soglie minime europee, comporterà un tempo di almeno cinque o sei mesi. Ne consegue che l’inizio dei lavori, nel migliore dei casi, sarà fissato per la fine dell’anno in corso, e l’ultimazione sarà realizzata non prima della fine del 2023.

• l’assegnazione dell’incarico della progettazione architettonica generale, dovrebbe avvenire non prima della prossima estate. Lo sviluppo di un progetto di tale importanza, che necessita dell’approvazione della Soprintendenza, vista anche l’esperienza del progetto strutturale per il quale è stato necessario più di un anno, comporterà, a sua volta, un periodo analogo. Ne consegue che il progetto architettonico complessivo (propedeutico ai progetti esecutivi di tutti i lotti in cui è stato suddiviso l’intervento) non potrà essere disponibile ed approvato prima dell’estate/ autunno del 2021.

• Anche la problematica della bonifica ambientale dei terreni ci è sembrata procedere con inesplicabile lentezza, non essendo ancora stato completato l’iter autorizzativo della Conferenza dei servizi e, soprattutto, non essendo ancora definito un progetto di bonifica, da sottoporre alle necessarie autorizzazioni.

Successivamente, nei giorni scorsi, abbiamo anche avuto modo di prendere visione della proposta di Bilancio triennale 2020-2022 e, solo così, abbiamo potuto constatare quanto la situazione economica ivi prospettata condizioni in modo pesantemente negativo le sorti dell’Arsenale.

Infatti, nel 2021 in Bilancio è previsto solo il finanziamento per l’Accademia delle Belle Arti (che però deriva dalla previa e molto incerta vendita del Palazzo Montanari, dove l’Accademia ha attualmente sede) e quello del mercato coperto che, come project financing, sarà finanziato dal privato che ne fosse aggiudicatario.

Per essere attuati, ambedue devono, però, essere oggetto di progettazione esecutiva o di bando di gara dettagliato, che non potranno essere elaborati ed approvati se non dopo l’approvazione del progetto definitivo, che abbiamo prima argomentato non potrà essere disponibile se non nella seconda metà del 2021.

I finanziamenti degli altri lotti, tra cui il verde che ci sta particolarmente a cuore, se non altro per l’utilizzo immediato e massivo che ne farebbe la popolazione, scivolano nel 2022 o (proprio come il verde) addirittura in imprecisati anni successivi. Sul Sole 24 ore dello scorso 3 febbraio, però, è apparso un articolo, riproposto poi anche sul sito comunale di Arsenaleverona, da cui traspaiono prospettive di tutt’altro segno, sicuramente molto più rosee rispetto alle nostre pessimistiche previsioni.

Abbiamo capito male noi, o ha capito male la giornalista del quotidiano di Confindustria? Dimostrateci, per favore, che siamo noi ad essere in torto! Ci permettiamo, infine, di avanzare un suggerimento o, meglio, una proposta operativa. Dato che il Bilancio è in fase di approvazione, perché non invertire, con un emendamento, qualche posta dello stesso, anticipando al 2021 la bonifica ambientale e tutto o, almeno, una parte cospicua del verde (di più facile progettazione, e che potrebbe anche essere sviluppato contemporaneamente al progetto architettonico generale, da cui in buona parte prescinde) e posticipando, invece, qualcos’altro, la cui realizzazione in tempi brevi appare francamente più difficile?

Realizzando ampie parti del grande parco non solo si comincerebbe concretamente a dare una risposta alla cittadinanza, ma anche, con l’uso intenso e gradito che ne deriverebbe, si limiterebbero i rischi che, in seno alla nuova Amministrazione, che sarà eletta nell’ormai prossimo 2022, rifioriscano (chi mai lo può sapere?) vecchie idee di privatizzazione e di destinazione commerciale dell’Arsenale, che sarebbero, tra l’altro, agevolate dal fatto che nel 2023 il complesso sarà in gran parte strutturalmente risanato e, quindi, ancor più appetibile.

Comitato Arsenale Verona

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