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Coronavirus, era a Verona la coppia cinese ricoverata a Roma

Il Sindaco Sboarina: «La situazione è monitorata e sono state messe in campo tutte le azioni previste dal protocollo del ministero della Salute per questi casi».

Il Sindaco Sboarina: «La situazione è monitorata e sono state messe in campo tutte le azioni previste dal protocollo del ministero della Salute».

La coppia di turisti cinesi risultata positiva al test del coronavirus, e ricoverata all’ospedale Spallanzani di Roma, nei giorni scorsi aveva visitato Verona. Lo comunica una nota di Palazzo Barbieri. «Da questa mattina – ha detto il sindaco Federico Sboarina – sono in contatto con il presidente Luca Zaia e con il direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi, che ringrazio per la collaborazione. La situazione è costantemente monitorata e sono state messe in campo tutte le azioni previste dal protocollo del ministero della Salute per questi casi. L’intera questione è sotto controllo e gestita direttamente dal coordinamento regionale, tutti sono fortemente impegnati».

La Direzione regionale Prevenzione del Veneto rende noto che la coppia di turisti avrebbe soggiornato per una sola notte a Verona. I sanitari del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 9 Scaligera si sono recati nell’hotel per le opportune verifiche. Non ci sarebbero stati particolari contatti con le persone, solo con un addetto dell’albergo, per un tempo breve e ad una certa distanza.

Il 27 gennaio l’assessorato alla Sanità del Veneto ha diffuso a tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere della regione gli aggiornamenti alla circolare ministeriale ed una nota informativa riguardo la Polmonite da nuovo coronavirus.

«Come Regione Veneto, tramite la Direzione Prevenzione e le altre nostre strutture, stiamo seguendo con grande attenzione tutte le evoluzioni del contagio, in modo da dare una risposta a qualsiasi eventualità possa coinvolgere anche nostri cittadini – spiega l’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin –. Abbiamo attivato una task force regionale con l’apporto di tutte le strutture sanitarie, in particolare le unità di Malattie infettive, i laboratori di Microbiologia ed i Dipartimenti di prevenzione, insieme agli altri attori interessati come i Medici di medicina generale e altri professionisti operanti sul territorio. Abbiamo già individuato il centro regionale di riferimento nell’Azienda Ospedaliera di Padova – conclude l’assessore –. Oltre che per eventuali situazioni gravi, quest’ultima sarà il punto di indirizzo in Veneto per il numero verde 1500, attivato dal ministero della Salute».

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