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Territorio

Smaltimento illecito di rifiuti pericolosi nella pianura veronese

I terreni interessati dall’interramento di rifiuti equivalgono in tutto a una superficie di circa 5.000 m2. I terreni in questione erano utilizzati per coltivazioni destinate all’alimentazione.

L'incontro sui rifiuti interrati.

I terreni interessati dall’interramento di rifiuti equivalgono in tutto a una superficie di circa 5.000 metri quadrati. I terreni in questione sono stati tutti utilizzati per coltivazioni di frutta, ortaggi o cereali destinati all’alimentazione umana o animale.

Giovedì 23 gennaio nella Sala Rossa dei Palazzi Scaligeri, sono state presentate le attività di scavo che hanno individuato in quattro comuni della pianura veronese rifiuti interrati nel contesto delle indagini tuttora in corso e disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona.

Presenti il presidente della Provincia, Manuel Scalzotto, il vicecomandante del Corpo di Polizia Provinciale di Verona Damiano Cappellari, il sindaco del comune di Minerbe Andrea Girardi, l’ispettore dei Vigili del Fuoco di Verona Paolo Foresti e il comandante della Polizia Locale di Zevio Vincenzo Esposito.

Le ricerche, concentrate su dieci terreni, hanno portato all’individuazione di otto siti in cui erano stati interrati rifiuti: quattro a Zevio, due a Minerbe, uno a Bevilacqua e uno a Boschi Sant’Anna. Gli scavi, portati a termine dalla Polizia Provinciale, personale specializzato dei Vigili del Fuoco di Verona e in alcuni casi con la collaborazione della Polizia Locale di Zevio, si sono svolti da ottobre 2018 alla fine del novembre scorso.

I terreni interessati dall’interramento di rifiuti equivalgono in tutto a una superficie di circa 5.000 metri quadrati. A partire da una profondità minima di un metro fino a cinque/sei metri, sono stati ritrovati teli in plastica usati per le coltivazioni, tubazioni in plastica per l’irrigazione, teli non tessuti per uso agricolo, materiale ferroso, residui di contenitori in plastica, contenitori di fitofarmaci, fusti metallici rotti con residui di oli esausti, materiale edilizio e da demolizione, pannelli isolanti, legno, materiale plastico vario, colonne e lastre in cemento, rottami metallici vari di veicoli ed elettrodomestici e pneumatici.

I terreni in questione sono stati tutti utilizzati per coltivazioni di frutta, ortaggi o cereali destinati all’alimentazione umana o animale. Gli accertamenti sono stati possibili grazie ad alcune precise segnalazioni.

I periodi presunti di interramento sono diversi: in alcuni casi si tratta di materiale occultato probabilmente circa dieci anni fa, mentre altri sono ascrivibili a momenti più recenti. Le aree individuate sono state poste sotto sequestro e dovranno essere bonificate, come previsto dalle ordinanze dei sindaci emesse ai sensi della normativa ambientale.

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L’ipotesi di reato è smaltimento illecito di rifiuti pericolosi (art. 256 comma 1 lettera b del Decreto Legislativo 152/2006).

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