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Museo Archeologico al Teatro Romano (Verona)
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Le pietre raccontano, una guida alle iscrizioni di Verona romana

La guida è stata pensata e realizzata, per accompagnare il lettore, con mappe, traduzioni e una serie di percorsi da fare a piedi per Verona oppure con l’auto verso alcune località della provincia, in un viaggio lontano nel tempo ma vicino nello spazio.

A Giugno del 2018 è uscita una nuova e agevole guida della città di Verona, Le pietre raccontano. Guida alla vita quotidiana di Verona romana, Cierre Edizioni, scritta e curata da Mareva De Frenza, guida della provincia di Verona, con prefazione di Alfredo Buonopane, professore di Epigrafia latina presso l’Università degli studi di Verona. In 125 pagine il libro raccoglie e descrive un materiale antico, particolare, fonte di curiosità non sempre comprensibile ad una prima lettura ma la cui diffusione è piuttosto abbondante: le iscrizioni di epoca romana.

Ma se nel passato la loro presenza era oggetto di vanto e di ammirazione, tanto che le collezioni epigrafiche nel corso del Rinascimento fiorirono copiose in città, una tra tutte quella ancora oggi visitabile presso Giardino Giusti, oggi è discreta e silenziosa perché talvolta non le si nota neppure e quando qualcuno le osserva incuriosito non riesce facilmente a coglierne il significato.

Queste iscrizioni infatti sono in latino e il loro testo appare ricco di nessi e di abbreviazioni che non sempre risulta facilmente comprensibile, anzi quasi mai se non si è accompagnati da un epigrafista. Per questo è nata la guida, per venire in aiuto di chi ne volesse davvero conoscere il messaggio ma anche di chi, queste iscrizioni, proprio non le aveva neanche mai viste.

La guida è stata pensata e realizzata, per accompagnare il lettore, con mappe, traduzioni e una serie di percorsi da fare a piedi per Verona oppure con l’auto verso alcune località della provincia, in un viaggio lontano nel tempo ma vicino nello spazio, grazie al quale è possibile incontrare personaggi dell’epoca romana, come per esempio le ricche Gavia Maxima e Apicia, che nel loro testamento decisero di donare grandi somme alla città, l’una per l’acquedotto, l’altra per la basilica, ovvero la moderna sala civica cittadina.

Oppure Lucius Vitruvius Cerdo che progettò l’arco dei Gavi lasciando per sempre la propria firma su uno dei monumenti più affascinanti della città, la giovane Petronia Tertulla morta ad appena 13 anni quando a Roma le giovinette della stessa età spesso erano già spose e Claudia Marcellina moglie di un console potente ed arrogante di cui ci da notizia anche Plinio il Giovane.

Ma anche protagonisti di epoche più vicine a noi come Scipione Maffei che nel corso del XVIII secolo diede vita al primo museo epigrafico europeo attraverso una passione ed un entusiasmo che lo condusse quasi sul lastrico pur di ottenere le iscrizioni che avrebbero preso posto nella sua collezione. O ancora Theodor Mommsen, padre dell’epigrafia che un secolo dopo, giunse a Verona dalla Germania per osservare di persona l’abbondanza di materiale epigrafico che veniva alla luce in città e nella provincia, eleggendo come suo aiutante e corrispondente un giovanissimo Carlo Cipolla.

Ogni iscrizione insomma corrisponde ad una storia, a frammenti di vita passata, legati a personaggi facoltosi o di umile estrazione ma anche ad eventi storici fondamentali per la città come la sua fondazione, certificata da un vero e proprio atto di nascita o il pericolo incombente rappresentato dalla minacciosa avanzata degli Alamanni. Storie ed eventi ricostruiti in modo del tutto verosimile supportato da un attento e scrupoloso studio delle fonti, attraverso il quale nasce un ponte, un collegamento tra noi e chi è vissuto prima di noi che, in modo più o meno consapevole, ha lasciato traccia del proprio passaggio.

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