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Pm 10 da livello verde ma a Verona servono misure strutturali efficaci

Si conferma il livello verde di Pm 10. Segala: «L’Amministrazione si impegna nel realizzare progetti strutturali contro l’inquinamento». Bertucco: «Serve un piano organico».

mobilità - traffico - verona
Smog

Si conferma il livello verde di Pm 10 a Verona. L’Amministrazione Sboarina, secondo l’assessore Ilaria Segala, si impegna nel realizzare «progetti strutturali contro l’inquinamento». Michele Bertucco ribatte che «alla città serve un piano organico».

Il bollettino Arpav di lunedì 13 gennaio realizzato nella stazione di rilevamento del Giarol Grande, segnala che a Verona si conferma il livello verde di Pm 10. Pertanto nella città scaligera non scatterà l’allerta antismog e le vetture diesel Euro 4 possono circolare.

Da domani a Treviso e Vicenza, invece, entrerà in vigore l’allerta rossa. Il limite giornaliero di Pm10 è stato superato per oltre 10 giorni consecutivi, facendo scattare le misure più restrittive contro lo smog, a cominciare dal blocco dei mezzi commerciali e privati Euro 4, alimentati a gasolio. Nel territorio provinciale, si trova in analoga situazione il comune di San Bonifacio.

Restano inoltre in allerta arancione, quindi con il blocco dei diesel privati Euro 4, i capoluoghi veneti di Venezia, Padova, Rovigo e, in provincia, Legnago. La situazione rimarrà tale fino al prossimo aggiornamento, previsto per giovedì 16 gennaio.

«Le condizioni meteo ci sono venute incontro – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala –. Ciò non toglie l’impegno dell’Amministrazione nel realizzare progetti strutturali contro l’inquinamento che avranno importanti ricadute sul lungo periodo. L’alta pressione sta mettendo in ginocchio tutto il nord Italia a causa delle sue condizioni orografiche, ma i comportamenti virtuosi dei singoli e le buone pratiche rimangono centrali per contrastare l’inquinamento dell’aria».

Stando al consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, però, i problemi di inquinamento di Verona sono da non sottovalutare, anzi. Secondo Bertucco le cosiddette misure emergenziali sarebbero «assolutamente inefficaci visto l’enorme quantità di deroghe ai previsti blocchi della circolazione», e a farne le spese «è la popolazione, dal momento che l’esposizione ad alti livelli di inquinanti aumenta il rischio di malattie respiratorie e morti premature».

Nodo centrale della questione sarebbe la mancanza nella città scaligera di «misure strutturali all’interno di un piano organico», e il consigliere comunale prende come modello la città di Parma: «A Parma è stato da poco raggiunto un accordo tra Comune, Regione e associazioni di categoria, industriali compresi, per piantumare con piante ad alto fusto di natura autoctona ben 11 chilometri nei pressi dell’autostrada del Sole A1 nei tratti in attraversamento alla città. Questa è un esempio di misura strutturale, a cui partecipa anche la Regione Emilia Romagna con un contributo economico di 200.000 euro. Di barriere verdi a Verona se ne parla da anni senza alcun risultato tangibile».

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