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Si nota all’imbrunire, solitudine da paese spopolato di Calamaro

TEATRO NUOVO. Prosegue la rassegna il Grande Teatro che propone un testo contemporaneo, sul palco Silvio Orlando. Il dramma della solitudine e le manie a essa legate il leitmotiv del testo.

TEATRO NUOVO. Prosegue la rassegna il Grande Teatro che propone un testo contemporaneo, sul palco Silvio Orlando. Il dramma della solitudine e le manie a essa legate il leitmotiv del testo.

Martedì 14 gennaio 2020 alle 20:45 al Teatro Nuovo, Si nota all’imbrunire (solitudine da paese spopolato) di Lucia Calamaro, quarto appuntamento con la rassegna Il Grande Teatro organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile di Verona. La regia dello spettacolo porta la della stessa Calamaro. Ne è protagonista Silvio Orlando che torna a Verona dopo avervi interpretato, con grande successo in una precedente edizione del Grande Teatro, La scuola di Domenico Starnone e ruoli soprattutto shakespeariani al Teatro Romano: Calibano nella Tempesta, Polonio nell’Amleto e Shylock nel Mercante di Venezia.
Si nota all’imbrunire vede in scena anche Vincenzo Nemolato, Roberto Nobile, Alice Redini e Laura Rondanini. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Ornella e Marina Campanale, le luci di Umile Vainieri.

Nata a Roma nel 1970 e formatasi a Parigi con Jacques Lecoq, Lucia Calamaro è autrice di diverse opere teatrali tra cui L’origine del mondo. Ritratto di un interno che nel 2012 ha vinto tre premi Ubu. «Questo spettacolo – dice Lucia Calamaro – trova le sue radici in una piaga, una maledizione, una patologia specifica del nostro tempo che io, personalmente, ho conosciuto anche troppo. La socio-psicologia le ha dato un nome: solitudine sociale. A mettere in luce i rischi di questa patologia sono stati due studi presentati al 125° incontro annuale dell’American Psychological Association. Essere isolati dalla società è un male oscuro e insidioso. La preoccupazione insorge ancora di più se si pensa che questo tipo di “solitudine estrema” si sta espandendo e continuerà a crescere nei prossimi anni tanto che la Francia ha istituito la “giornata della solitudine“ e l’Inghilterra ha addirittura creato un ministero della solitudine. Secondo gli esperti potremmo trovarci alle prese, e non solo nei paesi più ricchi, con un’epidemia di solitudine, diffusa oramai anche tra i giovani. Silvio Orlando è – prosegue la drammaturga e regista – un attore unico. Capace di scatenare le empatie di ogni spettatore e di suscitare, con le sue corde squisitamente tragicomiche, emozioni e azioni nel suo pubblico. Insieme ci piace pensare che gli spettatori, grazie a un potenziale smottamento dell’animo dovuto speriamo a questo spettacolo, magari la sera stessa all’uscita, o magari l’indomani, chiameranno di nuovo quel padre, quella madre, quel fratello, quel lontano parente o amico ormai isolatosi e lo andranno a trovare, per farlo uscire di casa. O per fargli solamente un po’ di compagnia».

si nota all'imbrunire

Silvio Orlando – Foto di Claudia Pajewski

La vicenda di Si nota all’imbrunire ha luogo in un paese spopolato, nella casa dove Silvio, rimasto vedovo, vive solo da tre anni. Qui arrivano i suoi figli Alice, Riccardo e Maria e suo fratello maggiore Roberto. Silvio (un uomo di oggi che ha a che fare con la volontaria inettitudine di uno Zeno Cosini di Svevo o di un Il’ja Oblómov di Gončarov) ha acquisito, nella solitudine, parecchie manie compresa quella di non volere più camminare. Non si vuole alzare, vuole starsene seduto il più possibile. I figli, che finora non se n’erano preoccupati, devono prendere delle decisioni per smuoverlo da questa abitudine metafora del suo stato mentale: quello di un uomo che vive accanto all’esistenza e non più dentro la realtà. Emergono così empatie, distanze difficili da colmare e rese dei conti. Tra Silvio e i suoi famigliari che sono venuti a trovarlo per festeggiare il suo compleanno e per commemorare con una messa i dieci anni della morte della moglie, sarà guerra aperta, con risvolti tragici quanto comici.

«Protagonista – ha scritto Magda Poli sul Corriere della Sera – è uno straordinario Silvio Orlando che disegna a tutto tondo, con verità stralunata, un uomo complesso, arcigno e sgarbato quanto malinconicamente ironico, severo e sprezzante giudice dei figli, che teorizza il ritiro e l’isolamento, ma che rivela ogni sua fragilità compreso il peso della solitudine». Entusiasta tutta la stampa nazionale: «Silvio Orlando s’è immedesimato – ha scritto Rodolfo di Giammarco sulla Repubblica – nel più profondo, toccante e maturo personaggio della sua vita teatrale accostando al massimo le proprie doti innate di comicità e affanno in una commedia cucitagli addosso con genialità dall’autrice-regista Lucia Calamaro». «La regia – ha scritto Camilla Tagliabue sul Fatto quotidiano – è raffinatissima e il cast è eccezionale. Il primattore Orlando è insuperabile, ma anche gli altri gli stanno dietro».

Si nota all’imbrunire, dopo la “prima” di martedì, replica tutte le sere alle 20:45 fino a sabato 18 gennaio. L’ultima rappresentazione, quella di domenica 19, è invece alle 16:00.
Giovedì 16 gennaio alle 18:00 gli attori incontrano il pubblico nel foyer del Teatro Nuovo. Conduce l’incontro la giornalista Laura Peloso. L’ingresso è libero.
Biglietti in vendita al Teatro Nuovo, Box Office, circuito Geticket, sportelli Unicredit e on line su www.geticket.it.

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