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Semi, senza infamia e senza lode di Stivalaccio Teatro

TEATRO CAMPLOY. Prosegue la rassegna L’Altro Teatro con una “farsa grottesca per maschere”, specchio deforme di vizi e difetti del vivere del nuovo millennio.

TEATRO CAMPLOY. Prosegue la rassegna L’Altro Teatro con una “farsa grottesca per maschere”, specchio deforme di vizi e difetti del vivere del nuovo millennio.

Venerdì 10 gennaio 2020 alle 20:45 al Teatro Camploy con lo spettacolo Semi, senza infamia e senza lode della Compagnia Stivalaccio Teatro prosegue la nuova edizione di L’Altro Teatro, la rassegna del Comune di Verona – Assessorato alla Cultura, realizzata assieme al Circuito Multidisciplinare Arteven, dedicata ai linguaggi e ai temi del contemporaneo.
La regia di Semi, senza infamia e senza lode, originale testo finalista al Premio Hystrio Scritture, è di Marco Zoppello. In scena: Sara Allevi, Giulio Canestrelli, Anna De Franceschi, Michele Mori,  Matteo Pozzobon e lo stesso Zoppello.

L’esilarante compagnia porta sul palcoscenico del Teatro Camploy una “farsa grottesca per maschere”, specchio deforme di vizi e difetti del vivere del nuovo millennio. Il rapporto tra figli e genitori, o in generale con l’autorità, i mezzi di comunicazione, la tecnologia che porta all’inverosimile il concetto di infinitamente vicino e infinitamente lontano, di profonda conoscenza ed estrema superficialità. L’attenzione dello spettacolo è focalizzata sui valori dell’Individuo e il modo di sbatterli in faccia al mondo, impugnati dai personaggi con fucili a canne mozze pronti a sparare verso tutto e tutti.

I personaggi, creati da Roberta Bianchini, dai tratti caricati e deformi a metà tra il fumetto e la satira espressionista del ‘900, sono dei piccoli mostri che sgomitano per trovare il loro spazio nella società, così come le antiche maschere della Commedia dell’Arte attualizzate con i tratti del presente. Esse esistono ancora, camuffate ma neppure troppo, a rappresentare e parodiare, più o meno velatamente, ognuno di noi e un mondo che vive sulla lama di un coltello, tra dramma e ironia, tra dolce e amaro, tra riso e pianto, un microcosmo che si sorregge sul conflitto e sull’irrealizzabile bisogno di stabilire nettamente il bene e il male.

Lo scenario sinistro della pièce è la Banca Mondiale dei Semi, sprofondata da qualche parte in mezzo alla neve, costruita per custodire almeno un esemplare di ogni semente presente in natura e presidiata giorno e notte contro ogni attacco “nemico” da tre soldati italiani. Tutto si svolge la Vigilia di Natale di un futuro prossimo mentre i tre svolgono il loro ultimo giorno di servizio, quando irrompono delle eco-terroriste.

Semi è un ring, un luogo di scontro per fuggitivi dei più dispersi gironi infernali. Ignavi, ipocriti, violenti e iracondi si sono dati appuntamento in questo posto per porsi alcune, semplici domande: il fine giustifica i mezzi? Chi decreta se il fine giustifica i mezzi? Cos’è il male minore? Esiste un male minore? Un mondo che vive sulla lama di un coltello, tra dramma e ironia, tra dolce e amaro, tra riso e pianto, un microcosmo che si sorregge sul conflitto e sull’irrealizzabile bisogno di stabilire nettamente il bene e il male.

Biglietti dello spettacolo in vendita al Box Office – Tel. 045 8011154, www.boxofficelive.it.
La biglietteria del Teatro Camploy aprirà la sera dello spettacolo alle ore 20.

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