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Rientra l’allerta smog ma non si può ancora cantare vittoria

I valori di Pm 10 registrati dalla stazione di rilevamento di Giarol Grande, sono passati dai 71 µg/m3 del 3 gennaio ai 47 µg/m3 del 4 gennaio, fino ai 39 µg/m3 del 5 e ai 25 µg/m3 del 6 gennaio.

mobilità - verona - traffico

A Verona i valori di Pm 10 registrati dalla stazione di rilevamento di Giarol Grande, sono passati dai 71 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) del 3 gennaio ai 47 µg/m3 del 4 gennaio, fino ai 39 µg/m3 del 5 e ai 25 µg/m3 del 6 gennaio. San Bonifacio ancora oltre i limiti giornalieri.

L’allerta smog registrata a Verona agli inizi dell’anno nuovo, è rientrata nei limiti da tre giorni: i valori della qualità dell’aria registrati dalla stazione di rilevamento in località Giarol Grande, sono infatti passati progressivamente da una valutazione definita dall’Arpav “scadente” a quella di “buona”. Dai 71 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) del 3 gennaio ai 47 µg/m3 del 4 gennaio, fino ai 39 µg/m3 del 5 gennaio e ai 25 µg/m3 del 6 gennaio.

Grafico pm 10-2020

Grafico pm 10-2020

Solo a San Bonifacio la situazione d’allarme rimane immutata: nella giornata di lunedì 6 gennaio, infatti, i rilevamenti di pm 10 sono ancora oltre il limite giornaliero fissato a 50 µg/m3, arrivando comunque ai 52 µg/m3 dopo i 57 e i 76 µg/m3 toccati rispettivamente il 5 gennaio e il 4 gennaio.

Per il momento, dunque, a Verona non scatterà nessun blocco per i diesel euro 4 e riprendono da martedì 7 gennaio le misure antismog in vigore dal 1 ottobre scorso, che prevedono il divieto di circolazione dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 per i veicoli a benzina euro 0 e 1 e per i diesel fino a euro 3.

Soddisfatta del miglioramento l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala, che puntualizza sul fatto che la città scaligera risulta essere migliore delle altre città venete di Venezia, Vicenza, Treviso, Padova e Rovigo, dove è già scattata l’allerta arancione e il conseguente blocco dei diesel euro 4. «Il 2020 sarà un anno importante, con nuove misure strutturali per migliorare la qualità dell’aria – ha dichiarato Segala –, il progetto Attenti alle porte, lanciato proprio da Verona e condiviso a livello regionale e poi da ottobre, secondo quanto stabilito da tutte le regioni della Pianura Padana, le misure antismog per bloccare tutti i diesel euro 4 anche con il livello verde. Si tratta di circa 16.000 auto immatricolate a Verona».

Secondo il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, però, non è certo il caso di cantare vittoria poiché «le condizioni meteo sono tali da favorire il ristagno delle polveri sottili, principali protagoniste dell’inquinamento in ambito urbano che provoca danni alla salute soprattutto negli anziani e nei bambini con conseguenti costi sia sanitari che sociali».

Per Bertucco l’unico vero rimedio è predisporre una alternativa conveniente all’auto, visto che proprio «Atv è la prima a denunciare la situazione insostenibile del traffico», e quindi rendere «più concorrenziale il trasporto pubblico destinando ai bus più corsie preferenziali. Ma per farlo occorre un coraggio e una visione di cui questa amministrazione non dispone. Meglio dunque continuare a far finta di niente, sperando nella clemenza del tempo».

«Lo strumento fondamentale per fare finalmente delle scelte verso la mobilità sostenibile anche a Verona è il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) – conclude Bertucco –, ad oggi però la documentazione del PUMS risulta ancora incompleta, costringendo la Regione a sospendere la commissione tecnica VAS e gli uffici comunali a prorogare fino al 19 giugno 2020».

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