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Verde pubblico, centri commerciali e obbligo dell’azione penale

«Come si è potuto continuare a costruite centri commerciali a fronte di un debito preesistente, che nel caso di Verona Sud è di oltre 700.000 mq di verde dovuto?».

Traffico a Verona
Traffico a Verona

«Perché qualcuno non indaga per capire come si è potuto continuare a costruite centri commerciali a fronte di un debito preesistente, che nel caso di Verona Sud è di oltre 700.000 mq di verde dovuto?».

Non ci si può che complimentare con l’arch. Massignan per l’articolo pubblicato da Verona In dal titolo La criminalità organizzata e lo sfruttamento del territorio. Grazie per la sua lucidissima, appassionata e competente sintesi delle attuali e passate dinamiche che hanno portato alla non certo lodevole situazione urbanistica delle nostre periferie, con le ben note criticità in termini di vivibilità, inquinamento (anche acustico) e immane carenza di verde di mitigazione.

Intanto che il preposto istituto della Soprintendenza ai beni storici ed artistici (e meno male che c’è) cercava di tutelare opere d’arte, palazzi storici e il complesso dell’impianto urbanistico della città storica, appena più in là ha potuto prevalere la prevaricazione economica. La rincorsa al massimo profitto pare essere sempre stato, nelle periferie, il criterio applicabile ed applicato.

E per non perderci in soli ragionamenti di principio, bisognerebbe che la sana politica, che sappiamo ancora presente in molti, prendesse chiaramente le distanze da certi compromessi e si adoperasse per un cambiamento, giacché è fin troppo grande il danno fin qui fatto alla ignara collettività.

Ma anche le autorità competenti e preposte dovrebbero iniziare ad osservare più attentamente certi fenomeni che avvengono alla luce del sole e di cui nessuno pare meravigliarsi: come si fanno a costruire enormi centri commerciali, aree di vendita e palazzi-uffici senza prevedere le necessarie aree verdi e alberate per la mitigazione degli effetti indotti e prodotti da tali insediamenti?

Parco San Giacomo

Parco San Giacomo

Come si fa a concepire, in periferie già degradate e già in credito di centinaia di migliaia di mq di verde, a concedere  – su semplice asseverazione di un tecnico – la “monetizzazione” degli standard urbanistici? Un tecnico dichiara che lì il verde non si può fare (o non lo si vuole fare perché è più conveniente utilizzare le aree disponibili per altre più redditizie destinazioni) e il Comune concede, in alternativa al verde dovuto ai cittadini e alla sostenibilità ambientale, di versare semplicemente qualche spicciolo equivalente al costo necessario per piantare gli alberi e gli arbusti previsti dalle normative tecniche. Alberi che poi, nella maggior parte dei casi, non vengono piantati perché quei pochi spiccioli (in deroga al buon senso e ad una corretta interpretazione delle norme tecniche operative) bastano appena per comperare e piantare gli alberi, non certo per le aree da riconvertire su cui piantarli.

Eppure c’è anche una sentenza del Consiglio di Stato (che in Italia dovrebbe essere il supremo organo amministrativo) ad affermare il 4/2/2013 con sentenza n.644 ord.4, che la monetizzazione sostitutiva degli standard urbanistici è “paradossale”. Vale la pena riportare esattamente quanto dichiarato dai supremi giudici sulla questione: “La monetizzazione sostitutiva degli standard urbanistici non può essere considerata alla stregua di una vicenda di carattere unicamente patrimoniale e rilevante solo sul piano dei rapporti tra l’ente pubblico e il privato che realizzerà l’opera, e ciò perché, da un lato così facendo si legittima la paradossale situazione di separare i commoda, sotto forma di entrata patrimoniale per il Comune, dagli incommoda (il peggioramento della qualità di vita degli appellanti) e dall’altro si nega la tutela giuridica agli interessi concretamente lesi degli abitanti dell’area”.

Sembrerebbe abbastanza chiara come sentenza, o no? E allora perché qualcuno non indaga per capire come si è potuto continuare a costruite centri commerciali a fronte di un debito preesistente, che nel caso di Verona Sud è di oltre 700.000 mq di verde dovuto? Ma l’art.112 della nostra Costituzione non prevede l’obbligatorietà dell’azione penale?

Enrico Marcolini

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