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L’harakiri dei commercianti veronesi: «Più traffico uguale più affari»

ZTL Verona
ZTL Verona

I negozi cittadini chiedono alla Giunta di aprire la ZTL ai potenziali clienti per contrastare i negozi online e la grande distribuzione. Ma chi ha voluto una presenza così massiccia di centri commerciali a Verona?

Periodicamente si ripropone il problema della ZTL che viene vissuta dai commercianti come una sorta di “cortina di ferro” che ne impedirebbe l’accesso ai voluttuosi consumatori. Ogni occasione è  buona per introdurre, accanto alle deroghe strutturali (9.000 pass solo per i commerciati oltre a tutte le moto)  altre deroghe transitorie: il Natale dietro l’angolo insieme alle ricorrenze collegate, i lavori straordinari, le elezioni e altro ancora con motivazioni che raggiungono il grottesco.

La miope visione sulle reali dinamiche del mercato produce proposte paradossali da parte delle nerborute corporazioni degli esercenti, ma anche amene ingenuità di alcune associazioni cittadine quando, scimmiottando l’offerta di piccolo sconto parcheggio per residenti e commercianti proposta dall’amministrazione, si comportano come la mosca cocchiera della favola di Fedro.

Il tourn over dei negozi diversi da che quelli vendono cibo è veramente impressionante. Ormai resistono meno di un anno. Affitti elevati e calo delle vendite producono una morsa mortale. Ma come si può pensare che se questi negozi fossero più facilmente raggiungibili con l’auto, la loro sorte muterebbe o semplicemente ne rallenterebbe la corsa verso l’epilogo?

A parità di prodotti venduti non ci può essere partita con la grande distribuzione che è stata favorita proprio da quelle stesse forze politiche cui gli esercenti continuano a guardare. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso, verrebbe da dire. Ma il problema non è ormai più solo questo.

La concorrenza genera sempre nemici alle proprie spalle e come Crònos divora i propri figli. E così anche i centri commerciali vengono messi alle strette. Chi domina ora è l’impresa logistica dell’infinita vetrina virtuale con il suo just in time e la consegna personalizzata a domicilio. Ormai questa ha conquistato il monopolio del mercato ed è in grado anche di scegliersi come propria sede legale il Paese che offre le tasse più basse, fino a quando l’Europa non metterà fine a questo dumping fiscale che sta logorando lo stato sociale che proprio della fiscalità generale si nutre. Una concorrenza spietata, se a questa si aggiunge il basso costo del lavoro ottenuto attraverso la precarietà dell’impiego e la compressione del salario.

Ma perché mai i consumatori, con il loro potere di acquisto sempre più eroso dalle ondate della crisi economica ricorrente, dovrebbe rivolgersi altrove? Basta veramente allargare qualche finestra ZTL? Un’operazione non solo assolutamente inutile, ma addirittura controproducente, perché andrebbe a favorire ulteriormente la distribuzione della grande impresa logistica. La forza di quest’ultima infatti si regge sulla rapidità della consegna a domicilio. Li vediamo tutti quei furgoni DHL che sostano ovunque e a tutte le ore per distribuire la merce acquistata al dettaglio o all’ingrosso con enorme impatto sulla mobilità urbana, oltre che sulla concentrazione di polveri sottili in atmosfera? Comprendono le associazioni degli esercenti che è questo il punto e che stanno combattendo i carri armati con la clava e con la fionda?La soluzione è esattamente opposta a quella che gli stessi auspicano.

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Le vendite dei negozi del centro possono essere sostenute solo proponendo ciò che la grande distribuzione ha meno capacità od interesse a garantire e congiuntamente contrastando in ogni modo, soprattutto attraverso l’appesantimento degli oneri economici e delle limitazioni di transito in città, questi vettori da rendere sempre meno permeabili alle ZTL ed alle aree pedonali.

Così si difende la città, trasformandola in un’attraente ed esclusiva vetrina reale in cui è piacevole passeggiare e trovare qualcosa di nuovo, di originale, o che comunque più difficilmente può provenire da fuori dove la concorrenza omologante distrugge ogni diversità, tecnica, umana e naturale.

Paolo Ricci

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Mercatini di Natale, un’apoteosi fintoscandinava di baracchini di Mario Allegri.

Written By

Paolo Ricci, nato e residente a Verona, è un medico epidemiologo già direttore dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Agenzia di Tutela della Salute delle province di Mantova e Cremona e già professore a contratto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia in materie di sanità pubblica. Suo interesse particolare lo studio dei rischi ambientali per la salute negli ambienti di vita e di lavoro, con specifico riferimento alle patologie oncologiche, croniche ed agli eventi avversi della riproduzione. E’ autore/coautore di numerose pubblicazioni scientifiche anche su autorevoli riviste internazionali. Attualmente continua a collaborare con l’Istituto Superiore di Sanità per il Progetto pluriennale Sentieri che monitora lo stato di salute dei siti contaminati d’interesse nazionale (SIN) e, in qualità di consulente tecnico, con alcune Procure Generali della Repubblica in tema di amianto e tumori. corinna.paolo@gmail.com

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