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Ponte Garibaldi
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Cultura

Ponte Garibaldi, primo esempio di project financing a Verona

Fino al 1890, dalle otto di sera all’alba, il ponte veniva sbarrato da un portone in ferro e controllato da un corpo di guardia, per evitare che si potesse entrare in città di notte.

Fino al 1890 il ponte veniva sbarrato da un portone in ferro e controllato da un corpo di guardia, per evitare che si potesse entrare in città di notte.

Viviamo in periodo in cui le amministrazioni pubbliche sono spesso costrette a ricorrere all’aiuto finanziario dei privati per realizzare opere pubbliche con lo strumento del project financing. Durante la giunta Tosi era previsto di ricorrere al project financing per realizzare la complanare nord con relativo traforo della collina, la ristrutturazione dell’Arsenale ed altre opere, mentre la giunta Sboarina intende utilizzare lo stesso sistema di finanziamento per costruire un nuovo stadio. Ma questa pratica non è per nulla nuova.

Correva l’anno 1855, quando l’ingegnere inglese Alfredo Enrico Newille progettò un ponte in ferro per collegare la zona Duomo con l’attuale Borgo Trento. Sino a quel momento, per collegare le due rive, si utilizzava un traghetto. Il progetto fu approvato e il 22 maggio 1861. Newille firmò un accordo con il Municipio che disponeva la costruzione a sue spese, avendo avuto in cambio il pedaggio a pagamento per persone e veicoli.

A sinistra della testata del ponte, dalla parte del centro storico, Newille ebbe il permesso di costruire un edificio adibito a uffici e abitazioni; due garrite alle testate ospitavano gli addetti alla riscossione dei pedaggi. Il ponte venne inaugurato il 16 agosto 1864: contava 75 metri di lunghezza per 8,90 metri di larghezza, era composto da tre arcate e sostenuto da tubi in ferro come piloni; la pavimentazione era in legno e i marciapiedi laterali erano divisi dalla carreggiata da tralicci in ferro.

Fino al 1890, dalle otto di sera all’alba, il ponte veniva sbarrato dalla parte della città da un robusto portone in ferro e controllato da un corpo di guardia, per evitare che si potesse entrare in città di notte.

Nel 1915, il Municipio versò 180 mila lire a Newille e tolse il pedaggio. Nel 1934, il vecchio manufatto in ferro si dimostrò insufficiente per le moderne necessità e venne demolito, inaugurando nel 1935 il nuovo ponte in cemento armato, arricchito da statue in pietra, quattro figure sedute realizzate da Ruperto Banterle che rappresentavano Garibaldi, il nocchiero, Anita e l’agricoltura: i veronesi soprannominarono i tre monumenti i strachi (gli stanchi).

Il ponte, come tutti gli altri, fu fatto esplodere dai tedeschi in fuga la notte del 25 aprile del 1945 e i resti delle statue giacciono nel greto del fiume Adige. Fu ricostruito il 10 novembre 1947 .

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan
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Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

1 Comment

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  1. Avatar

    Raffaella

    09/12/2019 at 12:29

    Veniva sbarrato perchè dall’altra parte c’era la chiesa? Penso di si

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