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Opinioni

Tunnel del Baldo, un tormentone d’imbrogli e scempi naturali

Quella della Galleria è un’idea non nuova, risalente agli anni ’80, nata soprattutto nei territori della bassa Vallagarina, ripresa nel 2010 dai leghisti della Valdadige e rilanciata nel 2016.

Lago di Garda
Lago di Garda

Quella della Galleria è un’idea non nuova, risalente agli anni ’80, nata soprattutto nei territori della bassa Vallagarina, ripresa nel 2010 dai leghisti della Valdadige e rilanciata nel 2016.

Un tunnel per auto sotto il Baldo? Sogno o son desto? Dopo il lungo e assediante ciclo di dibattiti e di articoli della grande stampa sulla presunta utilità del TAV (Treno ad Alta Velocità) Lione-Torino, approvata con pochi voti di scarto da un Parlamento diviso, nonostante il dissenso motivato della Commissione Costi-Benefici, sembra ora che la stessa sorte, mutatis mutandis, debba toccare alla galleria sotto il Baldo, richiesta a gran voce dal governatore leghista di Trento e dai sindaci dei Comuni interessati, sia della bassa Vallagarina che della sponda orientale del Garda, per di più con la benedizione del Consiglio regionale del Veneto.

«Un provvedimento che decongestionerebbe il traffico sulla riva orientale e sarebbe – secondo il consigliere veneto Massimo Giorgetti di Forza Italia – sicuro volano di sviluppo turistico per entrambi i territori».

Non si tratterebbe stavolta di una grande Opera: a dir loro basterebbe scavare 10 chilometri sotto la montagna per aprire una strada di collegamento tra i comuni di Avio e di Brenzone. Ma uno si chiede: con quali capitali? Con quali prospettive di ricavo? E quali rischi idrogeologici comporterebbe? Quanti introiti potrebbe portare ai paesi rivieraschi e ai comuni della Valdadige? Quante automobili e corriere potrebbero ancora aggiungersi sulla gardesana, senza danni alla mobilità e alla salubrità dell’aria?

Quella della Galleria è un’idea non nuova, risalente agli anni ’80, nata soprattutto nei territori della bassa Vallagarina (Ala, Avio etc.), che in tal modo avrebbero la possibilità di raggiungere più rapidamente le spiagge e i paesi della sponda veronese del Lago. L’idea è stata poi ripresa nel 2010 dai leghisti della Valdadige; è stata rilanciata nel 2016 e, più recentemente, dal deputato leghista di Avio Maurizio Fugatti, una volta conquistata l’Amministrazione provinciale di Trento. Ed oggi anche il Veneto vi aderisce al punto di voler partecipare ad uno studio di fattibilità.

Apparentemente dunque un primitivo interesse dei trentini più che dei veronesi, anche se negli ultimi mesi non si sono tirati indietro i nostri sindaci di Dolcè, Brentino Belluno, Malcesine e Brenzone, convinti da qualcuno che la galleria “decongestionerebbe il traffico sulla riva orientale e sarebbe sicuro volano di sviluppo turistico per entrambi i territori” compresa la bassa Vallagarina, che avrebbe così “un collegamento diretto ai numeri da capogiro del turismo di Malcesine” (!?).

Proviamo allora a rispondere a quelle domande. Quanto costerebbe? E chi potrebbe finanziarne i costi? Premetto che ancora non ci sono sul tavolo dei veri progetti. Lo studio di fattibilità, che potrebbe favorirne la presentazione, potrebbe essere a carico sia della Provincia di Trento, che per prima l’ha approvato, che della Regione Veneto, che vi parteciperebbe «in sinergia con la Provincia autonoma di Trento, per un collegamento viario tra il Lago di Garda e la Val d’Adige attraverso un tunnel».

Ma poi? Si farà vivo qualche sponsor privato ad integrare i finanziamenti dei Comuni trentini e veronesi? O dovremo attendere le eventuali risorse del Veneto, Regione che nell’immediato potrebbe trarne i maggiori vantaggi economici, e quelle del Trentino, che spera di sfruttare al meglio il nuovo casello autostradale di Ala-Avio? È abbastanza evidente, infatti, che la spesa richiesta, non potrebbe essere inferiore a qualche decina di milioni di euro, anche nel caso di una galleria monocanna Avio-Brenzone, sempre che siano previste “opere compensatorie adeguate in termini viabilistici, di parcheggi scambiatori e di allargamento delle strade”, ovviamente per evitare la congestione della viabilità ai due sbocchi.

E arriviamo così all’ultima domanda: una galleria di questo tipo, incrementando il numero dei turisti italiani (e stranieri) in arrivo (e in partenza), con mezzi privati, sulle sponde del Lago tra Brenzone e Malcesine, non potrà che mettere a repentaglio la viabilità ordinaria e la vivibilità dei residenti, no? Potremmo ignorarlo? Anche pensando ad allargare, ove possibile, qualcuna di quelle strade quanti nuovi turisti si potranno ospitare senza danneggiare la salubrità dell’aria e la vivibilità dei residenti?

Ci rendiamo subito conto delle difficoltà da affrontare, prima ancora di aver valutato la natura dei rischi idrogeologici che una galleria come quella presenterebbe considerando la natura carsica e vulcanica della montagna, ricca di falde freatiche e di vene acquifere, rischi che certamente richiederebbero ulteriori interventi di salvaguardia. Più facile potrebbe essere stimare un ammontare dei proventi economico-turistici a beneficio di Enti comunali e privati variamente interessati, ma di sicuro non risulterebbero determinanti sulla scelta del Progetto, che sembrerebbe acquisita al di là dell’entità di quella stima.

Secondo il noto paesaggista Alberto Ballestriero, questa galleria del Baldo sarebbe invece largamente inquinante e frutto della sordità degli amministratori pubblici dei Comuni e delle Istituzioni interessate (Trento e Veneto), incapaci, forse per motivi elettorali, di guardare agli interessi veri del territorio e della sua popolazione. A suo dire: “Desta meraviglia che in un momento cruciale per la vivibilità dei nostri territori e per il contenimento delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici gli amministratori pubblici non parlino di mobilità sostenibile, di trasporto pubblico, di ciclabili, di trasporti condivisi, di scoraggiare l’uso di automezzi inquinanti e inefficienti. Di questi ultimi, al contrario, se ne incentiva l’uso creando nuove strade che chiameranno altro traffico”. Penso che un tunnel ferroviario al riguardo sarebbe stata di sicuro meno inquinante di una galleria automobilistica ma l’introito saltuario e modesto sarebbe comunque inadatto a coprirne i costi e la stessa manutenzione, ma balza all’occhio che nessuno di quegli amministratori ci abbia pensato.

Gerardo Musuraca, su l’arena.it così scriveva a fine settembre :“Sei anni fa c’era stata una sorta di sommossa popolare nell’alto Garda. Gli stessi vertici locali della Lega Nord dell’epoca si erano detti contrari alla ipotesi e, soprattutto, nei consigli comunali di Brenzone e Malcesine non erano mancate le «mozioni anti-tunnel» e le prese di posizione degli ambientalisti. C’era chi, come il Wwf, aveva ricordato la «natura carsica del Baldo», che quindi «non andrebbe perforato per il consistente rischio di crolli», e chi puntava l’indice sulla «mancanza assoluta di parcheggio nell’alto Garda scaligero», oltre che sulle «ristrettezze delle corsie della Gardesana, per cui ci sarebbe solo la certezza di intasare l’unica arteria viabilistica già insufficiente a smaltire il traffico, senza bisogno di altre aggiunte». Ma anche più avanti: ”Non è da escludere che l’idea possa ritornare come un tormentone e rimbalzi non solo nei bar, ma anche nei consigli comunali di vari Comuni, tanto dell’alto Garda quanto della Val d’Adige”. A mio avviso più che di tormentone si tratterebbe d’imbroglio e di tentato scempio naturale per motivi di speculazione. Chi vuol intendere intenda.

Marcello Toffalini

Written By

Marcello Toffalini è nato nel 1946 ed è cresciuto nella periferia di Verona tra scuola, parrocchia e lotte sociali. Ha partecipato ai moti universitari padovani e allo sviluppo delle Scuole popolari di Verona. Si è laureato in Fisica a Padova nel 1972 e si è sposato nel 1974 con rito non concordatario. Una vita da insegnante di Matematica e Fisica presso il Liceo Fracastoro, sempre attratto da problematiche sociali e scientifiche. In pensione dal 2008. Nonno felice di tre nipotini. Altri interessi: canta tra i Musici di Santa Cecilia. ml.toffalini@alice.it

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