Connect with us

Hi, what are you looking for?

Inchieste

Comune inflessibile, nei locali e per strada musica off limits

INCHIESTA – I regolamenti che rendono difficile suonare negli ambientii. La città punta sull’Arena e non risponde alla domanda dei giovani per una diffusione capillare. Il caso Veronetta.

INCHIESTA – Il caso Veronetta e i regolamenti comunali che rendono difficile suonare negli ambienti. La città punta tutto sul suo grande contenitore, l’Arena, e non risponde alla domanda di una diffusione capillare che viene dai giovani. Gli artisti che snobbano Verona e il pianista “fuoriposto” che prova nostalgia per il sindaco Flavio Tosi: «Firmava personalmente i miei permessi».

Good morning mama

Good morning mama

Per favore Accedi per vedere questo contenuto. (Non sei registrato? Registrati!)

Cristiana Ceccarelli è toscana, nata in provincia di Pisa nel 1995. Attualmente è residente a Verona ma il dialetto è per lei ancora un po' ostico. Ha vissuto a Londra e adesso studia Editoria e Giornalismo all'Università di Verona. cristianaceccarelli311@gmail.com

12 Comments

12 Comments

  1. Maurizio Danzi

    03/12/2019 at 11:53

    Forte con i deboli e debole con i forti.
    Palazzo Barbieri concepisce così i rapporti.
    I pavidi insegnano.

  2. Franco

    03/12/2019 at 13:57

    Prima Andate ad abitare vicino a uno di questiocali “fracassoni” in modo da gioire di musica, nella maggior parte dei casi *spazzatura*, fino alle 2 del mattino e poi potete dire la vostra!

    • Erica

      03/12/2019 at 18:56

      Bravo, se tali locali fossero sotto casa loro, non approverebbero tanto. Volete fare musica? Insonorizzate il locale problema risolto

      • giesse

        04/12/2019 at 12:29

        Stesso problema nei comuni limitrofi. In base a quale diritto altrui noi residenti dovremmo sopportare di tutto sotto le nostre finestre? E’ forse un obbligo ascoltare la musica proposta da questi signori e rinunciare a trascorrere un serata tranquilla davanti alla TV o a leggersi un libro o, ancor peggio, rinunciare ad un meritato riposo dopo una giornata faticosa? E’ ora che si capisca che ciascuno di noi merita rispetto!

    • Jack

      04/12/2019 at 19:48

      Franco, l’anomalia veronese è proprio questa. Se so che in sottoriva c’è un osteria storica che timidamente cerca di creare qualcosa in centro che non sia riempirsi di spritz e bestemmiare. Se so questo e non ho l’intelligenza di tollerare la musica live anche se solo una volta a settimana e fino alle 23, perché dovrei scegliere di andare ad abitare proprio lì?

  3. Daniel Giardina

    03/12/2019 at 16:02

    Ciao, potresti cortesemente passarmi il riferimento della classifica del sole24ore? grazie mille

    • Redazione2

      03/12/2019 at 16:29

      Abbiamo messo ora il link nell’incipit dell’articolo. Ciao. g.m.

  4. Jack

    04/12/2019 at 19:39

    La soglia di sopportazione del veronese medio è minima. Se non ci fosse un problema di intolleranza e di “lamentismo” endemico, non si spiega perché tali risoluzioni uccidi-divertimento non siano prese anche nelle altre città.
    Un locale dovrebbe essere libero di proporre musica live, un giorno a settimana, non oltre la mezzanotte. Questo è il buonsenso per evitare la desertificazione culturale e l’alcol come unico disperato svago: “mi alcolizzo, immobile in piazza, tanto non c’è niente di meglio a Verona” . Lo sento dire da 20 anni.

    • Redazione2

      04/12/2019 at 20:07

      Soluzione equilibrata. Bravo!

  5. Franco

    05/12/2019 at 14:53

    Per jack, il punto è che il locale in questione ha aperto 10 anni DOPO il mio Insediamento in questa casa……

  6. acustico

    05/12/2019 at 14:59

    Buon articolo, bravi. Dico la mia. Lavoro nel campo dell’acustica e ho fatto parecchie pratiche riguardanti rumore e musica dal vivo nel Comune di Verona. Confermo che l’onere per i gestori che vogliono fare musica e mettersi in regola è alto. Tra l’altro va a gravare su gestioni che non navigano nell’oro; chiunque conosca la realtà sa bene che sono spesso iniziative dettate dalla passione e non dal ritorno economico. Confermo inoltre che la sopportazione della cittadinanza in tema di rumore è sempre meno, e a mio parere ingiustificata in molti casi per chi abita in un ambito urbano. Auspico come jack soluzioni di compromesso, senza estremismi da un lato e dall’altro, maggiore flessibilità per eventi occasionali. A mio parere la burocratizzazione e i costi per chi vuole fare musica attualmente sono troppo alti (aggiungo che per questi motivi non faccio più lavori di questo tipo a Verona, troppe complicazioni inutili che fatico a spiegare a chi deve pagarmi la parcella).

  7. Paolo Ricci

    10/12/2019 at 13:08

    Forse se accanto al punto di vista dei musicisti, l’inchiesta avesse considerato anche quella dei residenti, si sarebbe raggiunto quell’equilibrio che è mancato. Il difetto maggiore della nostra città è quello di occuparsi del “particulare”, ignorando totalmente il concetto di interesse “generale”. Per questo ci ritroviamo in una città dove le iniziative, gli eventi, financo i veicoli, si aggiungono sempre senza considerare il risultato finale che producono in termini di vivibilità, ma anche di estetica cittadina che include tutte le percezioni sensibili, musica compresa. Questo fa sì che una medesima cosa possa essere buona o cattiva a seconda che si consideri o meno il contesto. Ma proprio questo richiederebbe il buon governo della città.
    Gli artisti di strada inevitabilmente risentono di questa deficienza, talché musica e rumore finiscono per essere omologati da chi, come i residenti, diventano bersaglio di ogni sovrastimolazione ambientale che rende invivibile una città. Non è quindi certo la deregulation la soluzione, ma, al contrario, una pianificazione complessiva della citta fatta di tante ma buone regole. L’alternativa è il conflitto permanente tra l’interesse dei singoli e quindi il caos che ormai ci abita.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firma la petizione

Meno agitazione più informazione. Abbonati a Verona In

Campagna abbonamenti Verona In

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Lettere

Tutto approvato e digerito perché porta denaro ma iI veronesi ancora una volta saranno disponibili a farsi prendere per i fondelli?

Cultura

Tra giugno e ottobre 2021 Verona celebra il Sommo Poeta con una mostra diffusa in collaborazione con Ravenna e Firenze.

Ambiente

Ferrari, Traguardi: «La sostenibilità è driver per la crescita economica, ma Pums e Paesc sono incoerenti tra loro e con la linea europea».

Advertisement