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Le Sardine in Piazza Isolo e il monumento "Spini" di Pino Castagna (28/11/2019).

Opinioni

Dopo Piazza Isolo quale futuro per il movimento delle Sardine?

Il nostro Paese ha bisogno di una ventata di pulizia, che spazzi lontano gli untori di morte, i fabbricanti di nemici e di paure, l’arroganza e la chiusura dei partiti.

Il nostro Paese ha bisogno di una ventata di pulizia, che spazzi lontano gli untori di morte, i fabbricanti di nemici e di paure, l’arroganza e la chiusura dei partiti.

Anche a Verona alcune migliaia di persone si sono ritrovate in piazza Isolo, una piazza simbolo, la piazza di Veronetta, il quartiere più multiculturale e multietnico di Verona, dove un’opera del compianto Pino Castagna denuncia gli orrori dell’olocausto. È stata una riunione pacifica, finalmente priva di insulti, di violenza e di demonizzazioni; dove si chiedeva più tolleranza e solidarietà, più attenzione per i diritti civili e per l’ambiente, più pace e comprensione tra i singoli e le nazioni. Questo è già un programma politico.

Per ora nessun partito e/o gruppo politico ha tentato di metterci il cappello ed utilizzare la forza e l’energia di questo movimento per propri fini ed interessi. E dovrà essere sempre così. Nel momento in cui una forza politica apertamente o segretamente se ne appropriasse, sarebbe la fine di tutto.

Non so a cosa porterà questa mobilitazione di giovani e non solo. Potrebbe lentamente perdere forza ed entusiasmo e disperdersi; oppure implodere per le possibili diatribe tra le ambizioni dei vari leader che vorrebbero guidare il movimento; o ghettizzarsi all’interno di qualche forza politica che voglia sfruttarla elettoralmente, per poi emarginarla.

Confesso che le tante esperienze del passato e forse la mia non più giovane età, mi hanno reso piuttosto scettico e le troppe delusioni bloccano i miei primi entusiasmi. Ma, potrebbe invece essere la volta buona che un movimento nato spontaneamente dai giovani, che ha già mobilitato centinaia di migliaia di persone in tutta Italia, riesca dove hanno fallito molti altri.

Il nostro Paese ha bisogno di una ventata di pulizia, che spazzi lontano gli untori di morte, i fabbricanti di nemici e di paure, l’arroganza e la chiusura dei partiti, la prepotenza e la presunzione di coloro che gestiscono il potere. Una ventata che spinga il nostro popolo a battersi pacificamente per ottenere più partecipazione democratica, più trasparenza, più solidarietà, più amore e meno odio.

Forse, è ancora possibile che l’onestà, il disinteresse personale, l’etica e la competenza, tornino ad essere le caratteristiche principali del fare politica.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan
Written By

Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

2 Comments

2 Comments

  1. Avatar

    Maurizio Danzi

    03/12/2019 at 10:11

    Le manifestazioni di questo livello a vario titolo e modo sono un fatto storico che si ripetono ciclicamente.
    Hanno come detonatore la nausea, la rabbia della società civile di fronte a una proposta politica che non è più capace di trovare soluzioni.
    Sono come quelle salutari passeggiate in montagna che fanno riassaporare l’aria i profumi , i vasti orizzonti. Poi uno torna a vivere in città e trova quello che ha sempre trovato.
    Cioè: se non vi è una risposta politica non al movimento ma a ciò che il movimento esprime le risposte saranno quelle già espresse sopra 😮 radicalizzazione o perdita di spinta ideale.
    Ma con questa classe dirigente a ogni livello sempre più attenta a osservare il dito che indica la luna e non la luna stessa è lecito aspettarsi qualcosa?

  2. Redazione2

    Redazione2

    02/12/2019 at 10:27

    Da dove iniziare a costruire a 20 anni in un mondo di squali? Per questo credo sia sbagliato pensare per le Sardine ad un impegno politico che prefiguri una scelta di campo. Più utile cercare di costruire un contesto in cui il popolo si riappropri del ruolo che gli affida la Costituzione (“Il popolo è sovrano”, il che implica anche delle responsabilità di “controllo”). Troppi politici, confidando nel disinteresse e nell’apatia, affidano la loro riconferma alla propaganda (TV, social, ecc.). Se ci fosse una base attenta, esigente e critica le cose potrebbero cambiare. Ricordate la frase “Ognuno ha i governanti che si merita”? Il resto viene da sé… Forza Sardine! È tutta in salita, ma con tante emozioni che rimarranno nel cuore per sempre. Giorgio Montolli

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