Connect with us

Hi, what are you looking for?

Sardine, composizione di Lelia Melotti
Sardine, composizione di Lelia Melotti

Blogspot

Tremila sardine in Piazza Isolo cantano Fratelli d’Italia

Non tocca al popolo governare, lo fa attraverso i suoi rappresentanti. Il popolo ha il diritto/dovere di tenere d’occhio gli eletti. Questo è il compito delle Sardine.

Non tocca al popolo governare, lo fa attraverso i suoi rappresentanti. Il popolo ha il diritto/dovere di tenere d’occhio gli eletti. Questo è il compito delle Sardine.

Verona, giovedì 28 novembre. Tremila in Piazza Isolo alla manifestazione organizzata dalle Sardine. Soprattutto giovani, ma anche vecchi eskimo recuperati da chissà quale armadio. Canti partigiani (Bella ciao!, bella ciao!…) e di cantautori (All’ombra dell’ultimo sole…), con le note rimaste a tenere il filo con un passato remoto. Tanti curiosi spinti dalla marea che sta riempiendo le piazze italiane: pesci d’acqua dolce che nuotano in acque salate sotto la luce eccitante dei riflettori.

Addirittura un talk-show mentre corre la diretta. «La TV c’è perché non mettiamo paura, siamo un fatto di costume» spiega Roberto, in piedi sulla pietra di Prun che delimita la scultura “Spini” di Castagna. Stufi di Salvini, stufi di Renzi, stufi dell’acquario politico…. Un tamburo, qualche timido coretto («Fuori i fascisti…»), l’inno nazionale (Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…). Ci sono tante anime a condividere lo spazio dell’antipolitica e intonare il canto sbagliato potrebbe costare caro. Chi ha una storia da raccontare la tiene per sé, meglio non rischiare.

Si sondano i visi, si scruta la vasca e si pesca nei ricordi: «… ma quello non stava dalla parte di Berlusconi?». «… ma quello non era il direttore di Radio Popolare?». Anche a volerla trasformare con la fantasia la sardina assomiglia davvero poco a una bandiera. Di certo non è una bandiera rossa. Ma neppure verde o azzurra. È un melting pot in cerca di un’identità post-ideologica, con tutte le difficoltà del caso.

Interventi brevi, si sente poco, lunghi silenzi, la piazza c’è ma rimane a pelo d’acqua. Ci si studia, ci si pesa. Sarebbe sbagliato pretendere qualcosa di diverso. «Cavalchiamo l’onda, facciamola montare, da qualche parte arriveremo» dice Matteo. «Ci vogliono 1 milione di persone in piazza per distillare le 100 capaci di trasformare il disagio in azione politica». C’è tanta strada da fare, contro corrente.

Ma chi l’ha detto che un movimento di protesta debba per forza proporsi come alternativo? Ma ve le immaginate 1 milione, 2 milioni, 3 milioni di Sardine davanti al Parlamento a chiedere che gli eletti facciano bene il loro dovere? O 10 mila fare la stessa cosa davanti a Palazzo Barbieri, qui a Verona? Con certi numeri la protesta diventa fortemente persuasiva. Non tocca al popolo governare, lo fa attraverso i suoi rappresentanti. Il popolo ha il diritto/dovere di tenere d’occhio gli eletti. Questo è il compito delle Sardine. 

g.mont.

Leggi anche Piazza Isolo si riempie di sardine per chiedere una politica migliore

 

Le Sardine in Piazza Isolo e il monumento “Spini” di Pino Castagna (28/11/2019).

Redazione2
Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Cultura

L'amore è ciò che rende l'amato impareggiabile, unico, insostituibile. Amare qualcuno equivale a vivere la gioia dell'esistenza dell'altro.

Territorio

Pubblichiamo i grafici relativi ai dati forniti dall’Azienda Zero negli ultimi 30 giorni.

Ambiente

In nome della sicurezza, e per evitare grane, l’amministrazione opera senza un programma che spieghi come e dove sostituire le piante.

Nessuna categoria

Martedì e mercoledì le temperature massime anche a Verona risulteranno gradevoli collocandosi sui 22/23 gradi.

Advertisement