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Sardine a Verona
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Piazza Isolo si riempie di Sardine per chiedere una politica migliore

A Verona le sardine sono scese in piazza e la partecipazione è stata ampia per manifestare contro la diffusione del razzismo, l’intolleranza e tutti i sovranismi.

Anche a Verona le Sardine sono scese in strada, riempiendo piazza Isolo che dalle 19.30 di ieri, giovedì 28 novembre, era piena di persone. Bambini sulle spalle di adulti con sardine di cartone colorate, ragazzi di ogni età, anziani, uomini e donne con la sagoma di un pesce tra le mani o appesa al cappotto. Un gruppo eterogeneo ma unito dalla volontà di manifestare contro una politica populista e sovranista. Tutti stretti l’uno con l’altro, uniti da una sensazione di affinità di ideali e principi. Senza bandiere politiche ma accomunati dal rispetto di una cultura costituzionale.

Sardine, composizione di Lelia Melotti

Sardine, composizione di Lelia Melotti

Dopo aver letto il manifesto di questo movimento ci sono stati dei canti, da Fabrizio De André a John Lennon, dall’Inno di Mameli a Bella Ciao. Espressioni di una appartenenza comune, di una volontà politica progressista che non nega le proprie origini e tradizioni. Ieri sera a Verona, in tanti, hanno fatto una scelta, sono scesi in piazza e hanno dimostrato che esiste una politica nobile ma che al momento non ha rappresentanza partitica.

A Verona il gruppo è nato dall’iniziativa di alcuni studenti, Jacopo Buffolo, Daniele Facci, Deborah Fruner e Matteo Tacconi, ragazzi molto attivi nei movimenti studenteschi che non risultano essere iscritti ad alcun partito. Il messaggio che propongono è chiaro: sfidare con la partecipazione civile e la coscienza critica la retorica della comunicazione vuota. Senza insulti, né violenza. La politica «con la P maiuscola» come sostiene Mattia Santori, fondatore del movimento a Bologna. Le sardine danno a tutti i simpatizzanti il «Benvenuto in mare aperto» considerando che «siamo già centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network».

Il gruppo veronese è descritto con le seguenti parole: «Sulla scia del movimento nato a Bologna, ci sentiamo anche noi sardine, contro il razzismo, contro l’intolleranza e contro tutti i sovranismi. Le sardine, muovendosi in branco, disorientano l’aggressore. Vogliamo un paese libero da tutte le forme di discriminazione. Siamo un gruppo apartitico, unito contro ogni forma di intolleranza, di violenza e di arroganza, sia nella vita politica, che sul web. I commenti razzisti, misogini, omofobi o aggressivi saranno bannati dagli amministratori. Vogliamo una politica più attenta alle minoranze, ai diritti civili e all’ambiente. Infine, siamo per la pace fra i popoli e fra le singole persone».

Zeno Massignan

Leggi anche Tremila sardine in Piazza Isolo cantano Fratelli d’Italia

Zeno Massignan
Written By

Zeno Massignan è nato a Verona nel 1988, laureato in Lettere con un percorso in Storia dell’Arte, laureato in Gestione ed Economia dell’Arte. Ha lavorato nel settore marketing e comunicazione per alcune istituzioni museali. Pratica e insegna judo, appassionato di arte, apprezza la convivialità e la vita all’aria aperta. zeno.massignan@hotmail.it

3 Comments

3 Comments

  1. Avatar

    Maurizio Danzi

    02/12/2019 at 09:35

    Una piazza di un silenzio assordante si rivolge a una classe politica indecentemente sorda.
    Da molto tempo dico che i politici stupiti sono la figura retorica di questa commedia .
    Non leggono , non studiano : sono le prime vittime di loro stessi : rappresentano il nulla di una stagione veloce che mangia tutto e non digerisce niente .
    A questi poltroni in poltrona va tutto il mio civile disprezzo.
    Come avrebbe detto Umberto Eco:”non vorrei sembrare rivoluzionario” no non lo sei . Sei solo un distratto protagonista di un periodo miserevole . La Storia passa e va oltre.

  2. Avatar

    Alessandra

    01/12/2019 at 09:59

    Una Verona inedita quella che si è raccolta numerosa in piazza Isolo. Le Sardine sono riuscite a smuovere anche chi, finora, era rimasto a guardare, magari lamentandosi o arrabbiandosi per la situazione politica nazionale e locale, senza però mai manifestare apertamente, attivamente. Segno che le persone sono stanche, stufe di una classe politica che pensa solo a sè stessa, al suo tornaconto, sradicata dalla realtà, sorda alle istanze che arrivano dal basso. Fanno bene le giovani Sardine a mettere in guardia questi politici, sì, state attenti, finora avete fatto a vostro piacimento. Avete superato il limite. È arrivato il tempo di riappropriarsi di valori etici e morali andati perduti. Forza Sardine! Siamo tutti con voi, siete la nostra speranza!

  3. Redazione2

    Redazione2

    30/11/2019 at 10:08

    SARDINE
    Ma chi l’ha detto che un movimento di protesta debba per forza proporsi come alternativo? Ma ve le immaginate 1 milione, 2 milioni, 3 milioni di Sardine davanti al Parlamento a chiedere che gli eletti facciano bene il loro dovere? O 10 mila fare la stessa cosa davanti a Palazzo Barbieri qui a Verona? Con certi numeri in piazza la protesta diventa fortemente persuasiva. Non tocca al popolo governare, lo fa attraverso i suoi rappresentanti. Il popolo ha il diritto/dovere di tenere d’occhio gli eletti. Questo è il compito delle Sardine. Giorgio Montolli

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