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Territorio

Mercatini di Natale in Piazza Dante, uno sfregio sul bel volto di Verona

C’è il mondo e c’è la storia in Piazza Dante. Nessuna idea per sviluppare qualcosa di consono? Solo patacche? Sappiamo di cosa siamo chiamati ad essere custodi?

È vergognoso che Piazza DantePiazza dei Signori in questo periodo dell’anno si riduca così: casupole dappertutto, elementi accessori, teli di nailon, cavi elettrici, tubi, camini, dossi…. Amministratori pubblici: non è il posto giusto per un commercio che non rappresenta la città e anzi la deturpa. Per poche palanche svendiamo la nostra identità, tanto che alla fine il danno sarà anche economico. Chi andrà a visitare un luogo sempre più simile a tanti altri? Dai Mazzanti si fatica ad entrare in piazza. Ma i vigili vigilano? All’assessore al Commercio, ma anche a quello alla Cultura, va bene così? È con queste immagini che Verona si candida Capitale della Cultura?

La folla, e il tanto agognato profitto, ci sarebbero anche se le proposte commerciali fossero più rispettose dell’identità veronese (ma non dovrebbero essere discorsi da Lega?) e se il regolamento fosse più severo (cosa ci fa il tendone bianco che sovrasta gli altri? Perché a fianco delle casette compaiono elementi accessori?). Anche in questo caso bisognerebbe imparare da Mantova dove le manifestazioni di piazza sono organizzate con estremo rigore.

Eppure basterebbe qualche idea. Ad esempio, che dolci si facevano nel Trecento? Che vino bevevano gli Scaligeri? Ce lo dobbiamo far spiegare dal signore la cui statua domina la piazza? Qualche idea di marketing centrata su Verona e non semplicemente su wurstel e senape. Qualche azienda che sponsorizzi le ricerche, qualche Università che se ne occupi? E dove non arriva la ricerca perché non metterci un po’ di fantasia. C’è il mondo e c’è la storia in Piazza Dante: il marmo verde della Loggia del Consiglio (Fra’ Giocondo), esempio di gotico rinascimentale, viene dalla Cina; le statue raffigurano Catullo, Plinio, Emilio Macro, Vitruvio, Cornelio Nepote. Nessuna idea per sviluppare qualcosa di commercialmente consono? Ma sappiamo di cosa siamo chiamati ad essere custodi?

mercatini di Natale

Di seguito alcuni commenti raccolti su FaceBook da Verona In.
«Evidentemente quando i veronesi elettori hanno fatto la crocetta sulla scheda elettorale avevano in mente altro – scrive Bruno Bertolasi – oppure a loro questo schifo piace pure (non mi stupirei). Del resto va anche ricordato che la cosiddetta opposizione non mi pare si sia mai sbracciata per proporre una gestione che abbia del decente in alternativa agli scempi pregressi in materia perpetrati dagli altri. Comunque se la gente continua ad andare ed acquista, queste cose continueranno. La soluzione è quella di ragionare bene quando si esprime un preferenza di voto e, ancora meglio, fare presente al proprio “candidato del cuore” cosa ci sta appunto a cuore al di là degli spot elettorali (sempre se si è in grado di farlo) e boicottare il centro nel periodo natalizio».

Giorgio Massignan sostiene che «Purtroppo, gli spazi storici della nostra città e i suoi monumenti, non sono valorizzati per i loro contenuti culturali, ma quali scenografie per mercatini ed eventi che nulla hanno a che vedere con la storia di Verona. Ci sono molti altri luoghi cittadini che potrebbero ospitare queste manifestazioni, senza per questo degradare le nostre piazze storiche, anzi, sarebbero opportuni per spostare il flusso di persone anche nelle zone notoriamente meno frequentate e limitare così la congestione di gente nell’area compresa tra piazza Dante, via Cappello, via Mazzini, corso Porta Borsari e piazza Bra. Posso capire che i “banchettari” preferiscano occupare le nostre piazze più prestigiose, ma non è giusto abbruttirle, riducendole a plateatici per i mercatini, solo per favorire gli interessi di qualche commerciante. È tempo che l’assessorato alla Cultura si faccia sentire, così come la Soprintendenza».

Aurora Soldà, guida turistica, scrive: «Pensate che piacere spiegare Verona con i sensi unici in via Mazzini e via Cappello, cortile del Tribunale chiuso, Piazza Viviani occupata e Piazza dei Signori inavvicinabile. Gli amministratori di Verona rappresentano la maggioranza dei veronesi. No cultura. No spazi per giovani. No tolleranza. Si auto in centro storico. Si spritz e casino. Schei e basta. Vie delle strade mancanti, iscrizioni e lapidi illeggibili, Casa di Giulietta non gestita. Quando vado in tour fuori da Verona si respira ovunque un’altra aria. Tornare è sempre più difficile».

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Commenta Andrea Agostini: «Se penso che non si è più voluta la manifestazione di “librarverona” perché troppo invasiva per stare in piazza Dante, e vedo questo mercifico, capisco che meritiamo di non avere una via Gaber». Sulla stessa linea comparativa Giovanni Pecora: «Per i concerti rock in Arena sempre mille problemi, per sta roba immonda, l’invasione dei barbari mordi e fuggi nel week-end, tutto ok ! No comment!».

Contro corrente invece Girolamo Di Fornello: «Da vecchio veronese nato in via Nova amavo quando ero piccolo andare con mia madre in piazza Erbe a fare la spesa e aspettavo i bancheti di Santa Lucia contando i numeri per terra, su cui sarebbero stati postati. Quando andavano via, sentivo un gran vuoto, la città sembrava spoglia. Allora penso che per qualche giorno all’anno, in occasione delle festività, ben vengano bancheti, odori di fritole e un po’ di chiasso».

Chiosa Cristina Stevanoni: «La risposta è già contenuta nelle luminarie esorbitanti di certi bar, negli elementi “accessori”, che circondano i plateatici indigeni, estate e inverno (glicini penduli, lampadari a gocce, porta ossi de persego, vasi…). Tal che, avrei coniato il motto, sulla falsa riga del motto sponsale giuliettistico: ” Gheto un’alsara? Portala a Verona!“. Insomma, la Fondazione ci regala i faraoni e le faraone, le pizzerie certe poltrone e salotti e tavoli che neanche al mercatino dell’usato… Tutto fa identità, tutto fa successo. Sì, quela del cesso, per usare una rima di Roberto Puliero».

Conclude sconsolata Monica Stanghellini: «In tanti hanno perso il gusto della bellezza…».

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