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Dossier

Cronistoria della Variante 23, tra interessi privati e bene comune

DOSSIER. Nottate in Consiglio comunale, una lotta all’ultimo emendamento tra maggioranza e opposizione. Le tappe del documento urbanistico che cambierà il volto di Verona.

DOSSIER – Nottate in Consiglio comunale, una lotta all’ultimo emendamento tra maggioranza e opposizione. Tutte le tappe del documento urbanistico che cambierà il volto di Verona.

Si chiama, tecnicamente, Manovra emendativa sulla Variante 23. Un’operazione che una volta portata a compimento andrà a modificare, con piccoli e grandi interventi, il volto della città e dei quartieri di Verona. Erano 1535 gli emendamenti presentati, più di 400 quelli dichiarati ammissibili e quindi discussi e votati in Consiglio comunale per dare un volto definitivo all’operazione. Ora le “schede” approvate diventeranno Piani attuativi. E saranno proprio questi Piani attuativi a portare le ruspe nelle strade e nei quartieri per dare concretezza ai progetti fatti passare dalla maggioranza a palazzo Barbieri.

Il problema, se di problema si può parlare, è che l’attuale Amministrazione, con gli ultimi recenti passaggi in Consiglio comunale, sembra aver stravolto le carte di partenza. Questa perlomeno è l’accusa dell’opposizione. Che porta, per dare conforto alle proprie tesi, numeri e casi concreti.

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Giornalista professionista, collabora con giornali, riviste e testate web di Verona e nazionali. In città ha coordinato la redazione del settimanale L'Adige di Verona, ed è tra i fondatori della testata all news VeronaSera, della quale è stato anche direttore responsabile. Scrive di politica, attualità, economia, sport, e di tanto altro ancora. carlo.garzotti@gmail.com

1 Comment

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  1. Giorgio Massignan

    21/11/2019 at 17:34

    Ottima cronistoria e ottima analisi. Sino a quando l’Italia non si doterà di una corretta legge sul regime dei suoli che impedisca di usare il territorio per speculazioni economiche ed elettorali, non cambierà nulla. Purtroppo, il rapporto tra gli affari e la politica sta determinando le varie destinazioni d’uso e il conseguente squilibrio dell’intero sistema idrogeologico. Si continuerà a costruire, ci saranno sempre più edifici vuoti, il degrado paesaggistico del territorio aumenterà e, di conseguenza, diminuirà la sua sicurezza.

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