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Opinioni

Bigoli con le sarde e l’insipida politica in riva all’Adige

Verona è piena di forze vive che aspettano qualcuno che le faccia finalmente emergere e c’è un vuoto di oltre 110.000 voti da occupare, se questa città avesse mai voglia di cambiar registro.

Verona è piena di forze vive e di proposte che aspettano qualcosa o qualcuno che le metta assieme e le faccia finalmente interagire.

Migliaia di Sardine a Bologna, dove quattro giovani innamorati della politica, ma contro la politica politicante, hanno riempito, in allegria e in vigilanza democratica, Piazza Maggiore, spernacchiando così lo show del Truce e della sua valletta muta che al PalaDozza non è riuscito a fare il pieno (5000 posti) di cittadini bolognesi, rimpolpati in tutta fretta da schiere di lombardi e veneti.

Sardine a Bologna, e, perché no? Sardèle a Verona? Bigoli con le sarde del lago sono un piatto tipico, molto saporito della cucina locale: perché non riproporlo al tavolo dell’insipida politica scaligera? Dobbiamo proprio rassegnarci alla mediocrità della giunta attuale o al ritorno di coppie usurate come CroceBonato, ad assistere all’ennesimo ritorno (si fa per dire: sono vent’anni che ce lo ritroviamo nelle salse più fantasiose) di Tosi, alla “novità” dello spergiuro di Rignano, o al progressivo smagrimento di un PD ormai prossimo all’anoressia invalidante?

L’attuale Giunta di governo – lo ripetiamo, perché la memoria in politica è alquanto labile – si regge su 46.962 voti ottenuti al ballotaggio del 25 giugno 2017: al primo turno erano 33.440 su un totale di 200.767 possibili elettori. Che rappresentatività può avere un mandato che si regge su un 16,5%  iniziale, poi arrivato a stento al 23,4% circa? L’obiezione è scontata: è la democrazia, bellezza!

verona - palazzo barbieri - consiglio comunale - competenze

Verona, Palazzo Barbieri

D’accordo, ma che oltre 150.000 concittadini non abbiano gradito  a sindaco l’avvocato Sboarina deve far tutti riflettere, a cominciare dallo stesso sindaco, che su certe iniziative (Congresso mondiale delle famiglie per tutte) avrebbe dovuto muoversi con la coscienza di rappresentare soltanto una minima parte della  città. All’opposizione, ancora peggio. I 31.000 voti circa raccolti da Salemi e Bertucco al primo turno, escludendo per la prima volta il centrosinistra dal ballottaggio, rappresentano ancor meno, anzi nulla.

Dunque, c’è un vuoto di oltre 110.000 voti da occupare, se questa città avesse mai voglia di cambiar registro (il dubbio è più che lecito), di collocarsi, come meriterebbe, tra le prime dieci d’Italia per potenziale economico, per storia e per cultura (la Cenerentola di sempre, che attende ancora invano un principe assessore degno di questo ruolo), e non annaspare per quieto vivere nelle classifiche nazionali.

Ma chi potrebbe occupare questo vuoto, in cui le destre scaligere sguazzano felicemente, compiacenti con la parte cattolica più retriva, un ammiccamento alle Associazioni che dovrebbero essere le prime a lamentarsi di troppe potenzialità inespresse, e sempre un occhiolino di riguardo ai butèi della curva? Non i partiti tradizionali, questo è ormai chiaro, pur con il giusto riconoscimento a chi ha mantenuto onestamente diritta la rotta ideologica, salvo condurla, come purtroppo s’è visto, al naufragio sugli scogli elettorali. Ormai serve urgentemente dell’altro, prima di rassegnarsi per sempre all’oblomovismo: oltre un PD afflitto presto da progeria, oltre i 5000 voti di Bertucco, le poche centinaia di Sinistre e di Rifondatori  vari e le scarse decine degli ambientalisti.

Verona è piena di forze vive e di proposte che aspettano qualcosa o qualcuno che le metta assieme e le faccia finalmente interagire. Provarci non costa nulla. Bigoli (veramente, gli elettori finora presi in giro) e sardelle, chissà….

Mario Allegri

Leggi anche Il movimento delle Sardine arriva in Piazza Isolo

Mario Allegri
Written By

Mario Allegri ha insegnato letteratura italiana contemporanea alla Facoltà di Lettere di Verona. Ha pubblicato vari saggi letterari in riviste, giornali e presso editori nazionali (Utet, Einaudi, La nuova Italia, Il Mulino). Ha partecipato come indipendente alle primarie 2011 per l'elezione del sindaco a Verona. marioallegri9@gmail.com

1 Comment

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    Maurizio Danzi

    19/11/2019 at 10:05

    Quello che la città ha subito in questi anni sarà una ferita molto difficile da rimarginare. Da un punto di vista amministrativo, come questo giornale ha sempre puntualmente documentato, e politico, per l’insipienza di una classe politica autoreferenziale, incapace di dialogo e di prospettare soluzioni alternative a quelle proposte da amministrazioni che al di là della connotazione si sono dimostrate vergognosamente inadeguate. Parlo del mio mondo: l’area cattolica, liberale e democratica. Qualcuno si bea di rappresentare movimenti politici che però hanno perso il contatto con la realtà, spesso commettendo un peccato di omissione: Omesso di pensare, omesso di confrontare le proprie idee, omesso di fare iniziative aderenti. Il risultato di questa opera di demolizione dell’attività politica a livello locale sarà in primavera. Ma loro non se ne accorgono. Non leggono e non parlano più.

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