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Inaugura Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky

GRAN GUARDIA. A Verona la mostra dedicata a Giacometti, uno dei maggiori scultori del Novecento. Oltre 70 opere dell’artista dalle sculture più celebri, ai disegni, ai dipinti. 

Giacometti
Giacometti

GRAN GUARDIA. A Verona la mostra dedicata a Giacometti, uno dei maggiori scultori del Novecento. Oltre 70 opere dell’artista dalle sculture più celebri, ai disegni, ai dipinti.

Il 16 novembre 2019, alla Gran Guardia di Verona s’inaugua la mostra Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght curata da Marco Goldin. La mostra organizzata da Linea d’ombra nasce dall’idea di rendere omaggio a Alberto Giacometti, uno dei maggiori scultori del Novecento, forse addirittura il maggiore. Realizzata grazie alla decisiva collaborazione della Fondazione Aimé e Marguerite Maeght di Saint-Paul-de-Vence, che ha prestato oltre settanta opere di Giacometti, dalle sculture più celebri, ai disegni, ai dipinti. Dal suo tempo giovanile in Svizzera con i primi, meravigliosi disegni fatti a poco più di dieci anni, alle sculture inaugurali attorno ai quindici anni fino alle prove surrealiste e poi quelle della maturità. Giusto dire che questa mostra servirà anche a rievocare una delle più straordinarie avventure culturali in Europa dalla metà del secolo in poi, quella di Aimé e Marguerite Maeght, che prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale fondano a Cannes una loro galleria.

L’esposizione, non sarà solo un omaggio monografico al maestro svizzero, ma anche un decisivo sguardo sul tempo che ha caratterizzato la vita di Alberto Giacometti a Parigi, dove arriva nel gennaio del 1922. È affascinante già ora immaginare, nel vasto salone centrale della Gran Guardia, la Grande femme debout fino alla più celebre scultura tra tutte, L’Homme qui marche. Nel mezzo la ricostruzione, precisa e puntigliosa, poetica, dell’intera vita di Giacometti, anche con i suoi mitici disegni e poi le pitture e ancora con tante sculture famosissime, dai busti e le teste del fratello Diego, ai cani, ai gatti, alle foreste fatte di figure quasi liquefatte in una cera che diventa bronzo, fino alla notissima figura femminile del 1956, detta Femme de Venise, esposta alla Biennale veneziana di quell’anno e che tanto successo riscosse. Ebbene, di quella figura la Fondazione Maeght possiede tutte le nove variazioni, che puntualmente sono giunte a Verona per essere esposte, per un confronto sensibilissimo che rare volte nel mondo intero si è potuto fare.

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Kandinsky

Marco Goldin che ha curato l’esposizione, spiega: «Giacometti è stato una delle mie primissime passioni nel campo dell’arte, poco dopo i vent’anni. Lo cercavo nei libri, nelle mostre e nei musei d’Europa. Ho immensamente amato dapprincipio i suoi disegni, diversi dei quali ho infatti scelto di portare in Gran Guardia. Poi i suoi quadri così sincopati, soprattutto le figure e le nature morte, anch’essi presenti a Verona, e naturalmente le celeberrime sculture. Sono felice di poter rendere omaggio a Giacometti in Italia con questa mostra così vasta, con opere che ne attraversano tutta la carriera, dal suo tempo giovanile in Svizzera alle sculture inaugurali attorno ai quindici anni fino alle prove surrealiste e a quelle, ormai facenti parte dell’immaginario collettivo, della maturità».

Dopo avere in questo modo raccontato il fascino dell’opera intera di Giacometti, la mostra punta la sua luce, con una scelta di una ventina di dipinti celebri, sul clima della pittura in Francia in quel tempo medesimo, facendo ricorso alla collezione della stessa Fondazione Maeght, con opere tra gli altri di Braque, Chagall, Miró, Kandinsky, Derain, Léger, compresi nei decenni dai Venti ai Cinquanta, cioè precisamente il tempo della lunga permanenza a Parigi di Giacometti. Quadri, spesso di grande formato, che arricchiranno di pura bellezza le sale nelle quali, al centro, quasi cammineranno le sculture di Alberto Giacometti.

Una mostra importante che unisce l’attenzione precisa alla filologia nella ricostruzione di decenni meravigliosi della storia dell’arte del XX secolo, lo studio attento di una figura come quella di Alberto Giacometti anche nel suo rapporto appunto con altri grandi, e la ricostruzione della storia della straordinaria Galleria prima, e Fondazione poi, della famiglia di Aimé e Marguerite Maeght e dei loro discendenti.

Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky
Capolavori dalla Fondazione Maeght
Verona, Palazzo della Gran Guardia
16 novembre 2019 – 5 aprile 2020

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