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Allerta meteo, incontro per monitorare i corsi d’acqua e la rete viaria

Venerdì 15 novembre è stato convocato dal Prefetto il Centro di coordinamento soccorsi nella sala operativa di protezione civile della Provincia. La verifica delle criticità ha dato esito negativo.

Venerdì 15 novembre è stato convocato dal Prefetto il Centro di coordinamento soccorsi nella sala operativa di protezione civile della Provincia, un incontro finalizzato al monitoraggio dell’evoluzione della situazione meteo e dei corsi d’acqua in seguito all’allerta emanata dal centro funzionale decentrato dell’ARPAV. Nel dettaglio si sono analizzate le portate dei corsi d’acqua principali e secondari ed eventuali criticità sulle reti di comunicazione viaria e ferroviaria (strade comunali, provinciali, regionali, autostrade e ferrovie). La verifica di eventuali criticità nelle prime ore del mattino ha dato esito negativo, ma l’allerta non è ancora calata visti gli eventi climatici degli ultimi mesi che hanno causato danni anche nel veronese.

Un primo incontro si era già tenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 14 novembre, nel corso del quale – oltre ad una prima analisi delle potenziali criticità – era stata diramata l’allerta ai sindaci della provincia per avviare il monitoraggio degli argini dei corsi d’acqua e dei punti sensibili del territorio, attivando ove necessario i COC (Centri Operativi Comunali).

Luca Crema, presidente dell’Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali di Verona, ha posto l’attenzione sul problema degli alberi soggetti a crolli visto che «la frequenza dei fenomeni ripropongono la necessità, ormai pressante, di una cura del verde pubblico e privato condotta in maniera professionale sotto la guida di tecnici abilitati e qualificati. Il cedimento/ribaltamento di molti alberi è stato infatti favorito da una non corretta gestione della pianta. Sarebbe importante che gli enti pubblici, come peraltro già previsto dalla legge 10 del 2013, si dotassero di censimenti accurati del proprio patrimonio arboreo e delle relative condizioni di stabilità in modo da poter costruire un adeguato piano di cura e di sviluppo del verde urbano, evitando per quanto possibile il ripetersi dei disastri. Inoltre, la conoscenza della fruizione delle proprie aree verdi, abbinata alla corretta valutazione del pericolo, permettere di ridurre il rischio correlato alla presenza di alberi, riducendo così i danni a cose e persone».

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