Connect with us

Hi, what are you looking for?

Provincia

Claudia Barbera: «In politica ci vogliono idee e competenze»

VILLAFRANCA – Dal 2015 al 2017 è stata Consigliere in Provincia con delega alle Politiche del lavoro per poi diventare assessore comunale nel 2018, con deleghe a Cultura e Pari opportunità.

Claudia Barbera

VILLAFRANCA – Classe 1986, dal 2015 al 2017 è stata Consigliere con delega alle Politiche del lavoro in Provincia, per poi diventare assessore comunale nel 2018, con deleghe a Cultura e Pari opportunità.

Claudia Barbera (Forza Italia) classe 1986, sposata, mediatrice familiare ed esperta in comunicazione è assessore alla Cultura del Comune di Villafranca. Dopo il diploma al Liceo scientifico Angelo Messedaglia, si è laureata alla facoltà di Editoria e giornalismo (Università degli studi di Verona), con tesi sulle nuove forme di collaborazione organizzativa. Ha fatto parte della redazione di Fuori Aula Network. Nel 2013 si è candidata per la prima volta per l’elezione del Consiglio comunale, arrivando ad essere eletta tra le fila della maggioranza. Dal 2015 al 2017 è stata Consigliere con delega alle Politiche del lavoro in Provincia e, a seguito delle elezioni del 2018 è entrata in Giunta con le deleghe alla Cultura e alle Pari opportunità.

– Dottoressa Barbera, quando ha capito che la sua strada era la politica?
«Ho cominciato ad interessarmi e occuparmi di politica da quando avevo 17 anni. Volevo provare a dare il mio contributo per migliorare la frazione in cui vivevo. Così, ho cominciato con l’organizzazione di banchetti e gazebi, fino a conoscere il funzionamento della macchina amministrativa attraverso la nomina in alcune consulte del comune, tra cui il Comitato della Biblioteca».
– Come donna, ha riscontrato difficoltà a far valere la sua opinione?
«Non in particolare, anche se non nego che qualche pregiudizio ci sia ancora».
– Riesce a conciliare il ruolo pubblico  con la vita privata?
«Se si ricopre un ruolo pubblico e istituzionale con coscienza devi mettere in preventivo di diventare un punto di riferimento per la comunità e questo comporta di essere spesso interpellata anche al di fuori dell’ambito strettamente legato agli uffici comunali o dei vari eventi. È vero che la buona amministrazione si fonda anche sull’ascolto, e questo comporta dover sacrificare spesso la vita privata».

– Si pone in una linea di continuità o discontinuità rispetto a chi ricopriva il suo ruolo in precedenza?
«Ho cercato di portare le mie idee e le mie competenze e credo che la programmazione culturale dell’ultimo anno, oltre ad aver dato continuità a quei progetti che già funzionavano (ad esempio l’auto gestione della Biblioteca o l’avvio della programmazione cinematografica affidata al Metropol), abbia anche portato al rilancio di palazzo Bottagisio. Con mostre di spessore e il debutto di una rassegna open space in centro storico, come l’esposizione dell’artista internazionale Santo, che ha trasformato Villafranca in una galleria a cielo aperto».
– Molti villafranchesi si lamentano del fatto che le attività culturali vengano poco pubblicizzate e che quindi i visitatori siano ridotti anche per questo motivo. Come pensa di risolvere questo problema di comunicazione degli eventi?
«Quello della pubblicizzazione è un aspetto su cui occorre migliorare molto nel rispetto del bilancio e delle norme che vincolano un ente pubblico. Dobbiamo trovare e investire le risorse necessarie non solo per la comunicazione degli eventi nelle frazioni, ma con un respiro molto più vasto per intercettare maggiori turisti e visitatori. Vanno anche potenziati i nostri canali on-line e sviluppati altri mezzi informatici, come l’utilizzo della  ComunApp, non ancora sfruttata a pieno delle proprie potenzialità».
– Cos’è la ComunApp?
«L’iniziativa consente alle associazioni e ai centri culturali di promuovere le proprie attività ma, allo stesso tempo, permette agli utenti di essere aggiornati non solo sugli eventi culturali, ma anche sui servizi e sulle questioni importanti del nostro territorio».
– Quanto è importante per lei l’istituzione bibliotecaria?
«Considero l’Istituzione bibliotecaria come fondamentale e vedo la biblioteca come punto d’incontro e di aggregazione importante nell’ambito della programmazione culturale».
– Quanto è importante vedere oltre la quotidianità, entrare in contatto con culture e lingue diverse, ampliare i propri orizzonti su ciò che è lontano dalla nostra abitudine?
«Credo sia importantissimo per costruire una società migliore ed essere innanzitutto cittadini consapevoli. Alle istituzioni spetta dunque il compito, non sempre facile, di agevolare tutto ciò».

Beatrice Castioni

Written By

1 Comment

1 Comment

  1. Maurizio Danzi

    15/11/2019 at 19:57

    Considero buona politica e Forza Italia un ossimoro politico.
    Ma ben venga l’impegno dei giovani.
    Auguri.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SCARICA GRATIS

L'Arsenale, grande opportunita per Verona

Advertisement
Advertisement

Advertisement

Altri articoli

Cultura

L'Ossario di Custoza ospita diverse fotografie e testimonianze di uomini e donne che nella seconda metà dell'Ottocento persero la vita nella guerra per l'indipendenza...

Provincia

VILLAFRANCA. Autore del volume, presentato giovedì 16 dicembre alla Biblioteca comunale Mario Franzosi, è il fotografo Fernando Zanetti

Cultura

A Palazzo Bottagisio 100 xilografie dell'artista catalano affrontano in chiave psicanalitica il tema della Divina Commedia

Cultura

A breve sarà in vendita il libro di Morello Pecchioli dedicato all'economista, con un taglio che privilegia il suo legame con la patria nativa

Advertisement