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San Lorenzo in Verona
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San Lorenzo in Verona. Storia e restauri

Lo studio del prof. Angelo Passuello edito da Cierre, presentato a Verona il 10 novembre 2019, ha vinto la XVI edizione del “Premio Italia Medievale” nella categoria Editoria.

Lo studio del prof. Angelo Passuello edito da Cierre, presentato a Verona il 10 novembre 2019, ha vinto la XVI edizione del “Premio Italia Medievale” nella categoria Editoria.

Domenica 10 novembre 2019 alle ore 18 il prof. Angelo Passuello ha presentato nella Chiesa di San Lorenzo la sua approfondita ricerca sull’edificio sacro che si trova sulla Via Postumia nel cuore di Verona. Durante l’incontro, condotto dal giornalista di TeleArena Nicolò Brenzoni, lo studioso, dopo i saluti iniziali del rettore mons. Ezio Falavegna, in una chiesa gremita ha condotto tutti i presenti alla scoperta di questo prezioso scrigno della città.
«Vorrei ringraziare i singoli, i gruppi e le associazioni che mi hanno appoggiato in questo percorso. Vincere il premio è una soddisfazione che carica di un nuovo significato il mio lavoro, per il quale ho speso anni e anni di ricerche. Dedico il Premio alla mia città di Verona e alle infinite meraviglie che custodisce, alle quali spero di rendere merito con i miei studi» ha detto Passuello.
San Lorenzo in VeronaIl suo libro dal titolo San Lorenzo in Verona. Storia e restauri ed. Cierre 2018, ha vinto infatti la XVI edizione del “Premio Italia Medievale” nella categoria Editoria. È la prima volta che un volume di un veronese e su Verona ottiene questo prestigioso riconoscimento nazionale. Il premio, istituito dall’Associazione Culturale Italia Medievale nel 2004, assegna annualmente un riconoscimento a personalità, istituzioni e privati che si sono particolarmente distinti nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale nel nostro paese negli ambiti dell’Editoria, dell’Arte, dello Spettacolo, dei Gruppi Storici, delle Istituzioni, del Turismo e del Multimediale.
Dopo una prima fase di preselezione, terminata il 31 gennaio 2018, il volume di Passuello era entrato nella cinquina dei finalisti risultando poi vincitore dopo la fase delle votazioni, con l’annuncio ufficiale dato al “Festival del Medioevo” di Gubbio il 29 settembre 2019.

Angelo Passuello (Verona, 1986), laureato all’Università degli Studi di Verona e specializzato in Beni Storico-Artistici all’Università degli Studi di Padova, è dottore di ricerca in Storia delle Arti all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il suo libro rende merito a una delle più antiche e affascinanti chiese di Verona di cui la storia, fino ad ora, non era stata ancora interamente indagata. Prendendo le mosse da un’accurata analisi delle vicende storico-architettoniche del complesso, dalla fondazione altomedievale all’età moderna, con l’ausilio di documenti inediti, di un accorto studio dei materiali e delle tecnologie più innovative, il volume rende conto dell’articolata diacronia del costruito: dall’innalzamento, mediante una campagna edilizia omogenea conclusasi entro il primo decennio del XII secolo, agli estensivi interventi di ripristino otto-novecenteschi. Vengono qui valutati, in particolare, sia l’impresa del rettore don Pietro Scapini, il quale sul finire del XIX secolo decise di “ridonare” alla fabbrica il suo presunto aspetto originario, sia quella del soprintendente Piero Gazzola, che ne curò il riassetto postbellico dopo le gravi lesioni causate dalle incursioni aeree alleate fra il 1944 e il 1945.

San Lorenzo in Verona

Angelo Passuello a sinistra e Nicolò Brenzoni a San Lorenzo durante la presentazione del libro “San Lorenzo in Verona”

Particolari nel testo le proiezioni in 3D della Chiesa che, incastonata tra gli edifici di Corso Cavour, non è possibile vedere altrimenti nella sua magnificenza. Le torri della facciata richiamano le torri della Porta Iovia o dei Borsari ora scomparse, mentre le gallerie slanciate sono strutture di contrappeso della volta gotica crollata nel 1944. Oggi San Lorenzo presenta una copertura in cemento armato dipinto, ma una selva originale di colonne slanciate con i loro capitelli e la bicromia armoniosa in cui si alternano blocchi di tufo e corsi di mattoni. Notevole anche l’affresco di un San Francesco prezioso del 1200 che occhieggia a sinistra dell’altare maggiore, ritratto antichissimo del Santo, testimonianza forse di un suo passaggio per Verona. La grande pala del Brusasorzi, la teca delle reliquie di Sant’Ippolito, soldato che eseguì gli ordini di uccidere San Lorenzo sulla graticola rovente nel 258 d. C. a Roma durante le persecuzioni di Valeriano, poi convertitosi a sua volta, meritano una visita accurata alla Chiesa e un ringraziamento riconoscente per il nostro concittadino che ci ha svelato tutti i suoi segreti attraverso un libro ricco di fonti documentarie e di splendide immagini.

Giulia Cortella

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