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Territorio

Metamorfosi urbana e nuove normative, professionisti a confronto

Il 15 novembre, alle ore 9.00, nell’auditorium del Banco Popolare di Verona, si terrà il convegno durante il quale si procederà all’analisi delle normative vigenti, Veneto 2050 e Sblocca Italia.

Urbanistica

Come si gestisce un fenomeno tanto complesso come quello della metamorfosi urbana? Quali sono le strategie e le sinergie da mettere in campo? Sono questi i quesiti alla base del convegno che si svolgerà il 15 novembre, alle ore 9.00, nell’auditorium del Banco Popolare di Verona, durante cui si procederà all’analisi delle normative vigenti, Veneto 2050 e Sblocca Italia. Promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona insieme a quello degli Architetti e all’Accademia di Belle Arti, l’evento è patrocinato dalla Regione Veneto, dal Comune di Verona, ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Confcommercio, API Verona, Confartigianato e Collegio dei Geometri.

Il programma della mattinata prevede due focus, il primo sulle strategie generali adottate nelle riqualificazioni urbanistiche tra ricerca della qualità urbana e mercato; il secondo, invece, sulle leggi in vigore, compresa quella regionale sul contenimento del consumo di suolo. L’appuntamento è stato presentato il 13 novembre a palazzo Barbieri, dal presidente della commissione consiliare Urbanistica Matteo De Marzi, insieme ai presidenti dell’Ordine degli Ingegneri Andrea Falsirollo, dell’Ordine degli Architetti Amedeo Margotto e dell’Accademia di Belle Arti Marco Giaracuni, ideatore del convegno.

«Un’occasione per approfondire e analizzare gli strumenti normativi in vigore – ha detto De Marzi – così come le nuove possibilità di rigenerazione urbana e quindi di progettazione del futuro della nostra città. Un incontro aperto a tutti che sarà anche un momento di condivisione tra professionisti del settore».

«A giorni dovrebbero arrivare anche le linee guida di Veneto 2050 – ha spiegato Margotto – chiarimenti che tutti i professionisti aspettano per capire la ricaduta che la normativa avrà sul territorio. Ecco perché sarà importante indagare i metodi di applicazione e i correttivi da introdurre».

«Da dieci anni le accademie italiane pongono l’arte a servizio dell’estetica – ha concluso Giaracuni – formando esperti a tutto tondo. Siamo impegnati in prima linea nel ripensare la rigenerazione urbana, tenendo conto che ogni luogo è anche l’esperienza che le persone fanno di quello spazio».

«Con l’approvazione della Legge 2050 dello scorso marzo la Regione si è dotata di un nuovo strumento per superare il decaduto Piano Casa sul solco della riqualificazione urbana e della rinaturalizzazione del territorio – ha evidenziato il presidente Falsirolloil convegno si pone l’obiettivo di esplorare questi strumenti normativi per fare il punto della situazione e fornire agli addetti ai lavori, ingegneri, architetti, geometri, costruttori e potenziali committenti un quadro di applicazione il più chiaro possibile».

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L’intenzione dietro al convegno va oltre alla semplice disamina della legge: i relatori saranno invitati a suggerire le strategie generali da seguire per governare la metamorfosi urbana tra ricerca della qualità e le esigenze di mercato. Secondo Falsirollo, infatti, «non può essere pensato nessun futuro senza un drastico cambio di rotta delle politiche che governano il territorio».

«La rigenerazione urbana è diventata il tormentone del XXI secolo – prosegue Falsirollo – e la soluzione di problematiche come il consumo di suolo, la dismissione dei contenitori dismessi afferenti al terziario e al produttivo o la rigenerazione del patrimonio edilizio residenziale degradato della prima periferia delle nostre città non è più rinviabile. Si tratta di milioni di metri cubi di costruito che hanno perso il loro scopo originale e che affollano come scheletri il nostro territorio. Milano si è recentemente dotata del nuovo Piano di Governo del Territorio, denominato Milano 2030, che accompagnerà la città verso i prossimi dieci anni riservando un’importanza prioritaria allo spazio pubblico, alla qualità di piazze e giardini, e puntando a far crescere gli investitori privati anche fuori dal centro città».

Il riferimento a Milano è d’obbligo secondo il presidente dell’Ordine Ingegneri di Verona, perché le regole del Piano adottato dal capoluogo lombardo sostengono la rigenerazione urbana soprattutto del tessuto produttivo. Non ci sono solo incentivi, ma anche penalità per chi, ad esempio, non recupera gli edifici abbandonati e il convegno di venerdì 15 novembre si propone idealmente di essere il primo tassello per progettare la Verona del futuro, mettendo in sinergia le forze sane del territorio.

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