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Alberto Minali, Paolo Bedoni
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Cattolica Assicurazioni, uno scontro di potere ai vertici della società

Incomprensibile la decisione del Cda di ritirare le deleghe all’amministratore delegato Alberto Minali. Critici gli investitotori, come la locale Fondazione Cariverona.

Incomprensibile la decisione del Cda di ritirare le deleghe all’amministratore delegato Alberto Minali. Critici gli investitori, come la locale Fondazione Cariverona.

Ha destato preoccupazione, tra i soci e nel territorio veronese, la decisione, tanto improvvisa quanto incomprensibile, del Cda della società Cattolica Assicurazioni del 31 ottobre di ritirare le deleghe dell’ad Alberto Minali con la motivazione formale di “salvaguardare l’impegno a difendere i valori fondanti e il modello cooperativo”.  Una decisione strana, senza una discussione adeguata tra i soci al fine di renderli edotti e protagonisti con lo strumento del voto di una decisione di questa importanza.

Una decisione che risulta tanto più incomprensibile perché Minali, entrato in Cattolica nel 2017, ha dato prova di competenza e di iniziativa, dimostrate dai positivi risultati, confermati anche dall’ultima assemblea della società delle primavera scorsa.

Cattolica Assicurazioni

Cattolica Assicurazioni

Nonostante lo stretto riserbo, dal poco che si riesce a capire, sembra che il tutto sia dovuto a uno scontro di vertice tra il presidente Paolo Bedoni e lo stesso Minali sui criteri di gestione della società, che la motivazione ufficiale trasferisce all’ambito vago e onnicomprensivo dei valori e della struttura storica di Cattolica.

Questa volta, tuttavia, le diverse associazioni che organizzano i soci hanno deciso di non tacere e, tramite vistosi comunicati sul quotidiano locale, hanno chiesto la convocazione di una Assemblea straordinaria per ridiscutere la decisione sulla base di alcune “regole di buon governo” che l’attuale Statuto della società prevede, ma che secondo queste associazioni sono non sempre rigorosamente applicate nella gestione corrente.

Una presa di posizione critica che coincide con un analogo giudizio dei maggiori investitori, come l’americano Warren Buffett e la locale Fondazione Cariverona.

Credo che un dissenso di queste dimensioni ponga all’attuale gruppo dirigente di Cattolica, abituato a decisioni a grandissima maggioranza, seri problemi ai quali sarà difficile non rispondere. D’altro canto, se la storica struttura di cooperativa consente decisioni di questa rilevanza, senza un adeguato coinvolgimento dei soci, credo sia difficile che abbia un futuro sicuro.

Luigi Viviani

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Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

5 Comments

5 Comments

  1. Rodrigo De Triana

    10/11/2019 at 19:07

    Vedere anche editoriale di Verona Fedele.
    Neanche la curia è d’accordo.

    • Redazione2

      14/11/2019 at 10:24

      Non mi pare che l’editoriale di don Stefano Origano esprima dissenso nei riguardi della crisi ai vertici di Cattolica Assicurazioni. E infatti la domanda contenuta nell’incipit del direttore di Verona Fedele, “Cosa sta succedendo in Cattolica Assicurazioni?”, non ha nel seguito una risposta. Esprime piuttosto la preoccupazione di una continuità, evidente alla fine con la frase “Mi auguro che la responsabilità e la consapevolezza degli effetti delle scelte fatte e di quelle future non inseguano personalismi, ma facciano veramente il bene di Società Cattolica Assicurazioni e quello dei territori dai quali è nata e sui quali opera». Sicuramente la Diocesi è bene informata a riguardo, ma quanto espresso pubblicamente esprime una posizione neutra e auspica solo che la crisi si risolva in fretta e bene. g.mont.

  2. Maurizio Danzi

    14/11/2019 at 12:06

    Vorrei arrivare al punto: Spa laicamente intesa o Società Cooperativa legata ai poteri provincialotti di questa Verona? Vengo da Generali e professionalmente Minali non si può discutere.
    Punto

  3. Rodrigo De Triana

    14/11/2019 at 22:39

    A mia memoria, Giorgio, (e non son più un ragazzo) è la prima volta che la Diocesi sul suo organo ufficiale affronta così direttamente questioni relative ad una società (pur cooperativa e pur di nascita cattolica) quotata in borsa. Con una punta di malizia (ho già accennato al fatto che non sono più un ragazzo?), interpreto il passaggio sui “personalismi” proprio come un auspicio di discontinuità rispetto ad una gestione che si perpetua da troppi anni e con meccanismi a volte provincialotti. La vicenda Biasi, che Viviani riporta così bene, sembra non aver insegnato molto a Verona. Ma magari mi sbaglio e (non essendo più un ragazzo) non ho più quella serenità di giudizio che occorrerebbe in queste cose.

    • Redazione2

      15/11/2019 at 08:28

      Continua a tenere gli occhi bene aperti Rodrigo, che poi se sono quelli smaliziati di chi ne ha viste tante a maggior ragione ci servono. L’entusiasmo dei giovani e l’esperienza dei non più giovani sono entrambe risorse di cui non possiamo fare a meno. Grazie per i tuoi commenti. g.mont.

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