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Il Seminario di San Massimo (Verona)
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La Diocesi di Verona pro o contro i nuovi Centri commerciali?

Il settimanale diocesano titola “Un’ondata di commerciale in una Verona già satura” ma poi c’è la richiesta di aumentare la superficie dell’ex Seminario di San Massimo per attività di vendita.

Il settimanale diocesano titola “Un’ondata di commerciale in una Verona già satura” ma poi c’è la richiesta di aumentare la superficie dell’ex Seminario di San Massimo per attività di vendita. Il magistero di Papa Francesco.

Questo giornale venerdì 25 ottobre ha messo in luce l’articolo del settimanale Verona Fedele, sui nuovi centri commerciali che la Giunta comunale si appresta ad approvare con la variante 23.

Già dal titolo dell’articolo, “Un’ondata di commerciale in una Verona già satura”, è evidente la ferma contrarietà del giornale diocesano alla politica urbanistica di questa Giunta, la quale, contrariamente a quanto promesso, con la “variante urbanistica disegnata dall’assessore Segala sta cambiando decisamente connotati”. Secondo l’articolo, i nuovi centri commerciali previsti con la Variante 23 rischiano di saturare quello che è già saturo e diventare “cattedrali nel deserto”, anche per le nuove modalità di vendita online che si stanno diffondendo, con il risultato di mettere in difficoltà i piccoli negozi di vicinato. Come non condividere questa analisi!

Tuttavia, dal giornale l’Arena del 19 ottobre abbiamo appreso che la Regione Veneto ha accolto la richiesta della Diocesi di Verona di aumentare da 9mila a 21mila metri quadrati la superficie dell’ex Seminario di San Massimo, il cosiddetto “ecoborgo”, per attività di vendita. Questo ha ovviamente provocato le proteste delle opposizioni, con Michele Bertucco in testa, secondo il quale ciò comporterà la libertà di creare un centro commerciale grande quasi come quello bocciato alla Cercola. Perfino la Direzione Ambiente di Palazzo Barbieri ha evidenziato “ le criticità che le modifiche sull’insediamento commerciale causeranno dal punto di vista dell’impatto ambientale e viabilistico”.

Così mentre da un lato viene condannata pubblicamente l’apertura di nuovi centri commerciali, dall’altro la Diocesi sulle sue proprietà non esita ad approfittare delle larghe maglie della legge per far sì che ne vengano costruiti di nuovi su una superficie più del doppio di quella già abbondante prevista inizialmente, senza preoccuparsi dei problemi sociali e ambientali che ciò causerà.

Non so come i cattolici vedano questa doppia morale, ma Papa Francesco sin dalle prime righe della Laudato Si’ non esita a considerare violenza le azioni contro il suolo. E più oltre affonda il dito nella piaga quando afferma che “ i poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente. Così si manifesta che il degrado ambientale e il degrado umano ed etico sono intimamente connessi”.

Alberto Ballestriero
VeronaPolis

Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Marcello

    Marcello

    31/10/2019 at 00:39

    La doppia morale, purtroppo, è stata ed è ancora quasi una costante nella Chiesa, non solo veronese. A Verona solo parole sui bisogni elementari dei migranti soccorsi nei vari naufragi: quanti alloggi sono stati resi disponibili con tutti gli spazi proprietari chiusi di cui dispone?

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