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La legge regionale per arginare la ludopatia non convince

Bugie, prestiti, furti, isolamento: compagni fedeli del malato di ludopatia. Il gioco d’azzardo patologico nel Veneto colpirebbe 32.500 persone, secondo una stima di Regione Veneto ma il numero rimane incerto fin tanto che solo il 10-15% di essi si rivolge al sistema sanitario e ai servizi di cure delle dipendenze. Certo è invece il flusso di denaro generato dall’azzardo: secondo il Comune di Verona nel 2018, soltanto nel capoluogo scaligero, si sono giocati oltre 304 milioni di euro, di cui quasi 30 milioni in biglietti Gratta e Vinci.

È di recente approvazione la nuova legge regionale 38 del 10/09/2019 che tenta di regolamentare dislocazione e orari delle slot-machine nella terza regione italiana per volume di gioco d’azzardo e che avrà delle conseguenze anche su Verona. La Legge stabilisce che le distanze dai luoghi sensibili siano ridotte a 400 metri di percorso pedonale da bancomat, compro-oro e banche, oltre che da scuole, ospedali, luoghi di culto e impianti sportivi. Inoltre entra in vigore il divieto di oscurare le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco e l’applicazione di restrizioni alla navigazione attraverso la rete wireless pubblica sui siti web per il gioco d’azzardo online.

Ad ogni comune sarà data la possibilità di apporre i sigilli agli apparecchi per gioco d’azzardo nel caso di inosservanza della sanzione principale. L’Amministrazione Comunale di Verona fa sapere che potranno essere studiate delle forme premianti per le attività che non installeranno o elimineranno completamente i dispositivi di gioco e l’assessore al Commercio Nicolò Zavarise inquadra la questione in un impegno globale di pianificazione sia delle attività per la somministrazione di alimenti e bevande (con eventuale contigentazione delle licenze anche fuori dal centro) sia dei locali che prevedono il gioco d’azzardo.

Pur salutando con interesse la novità delle distanze minime, l’opposizione PD – tramite la consigliera Elisa La Paglia (PD) – giudica grave che Zavarise abbia celato il “punto peggiore della legge” che prevede un’omologazione degli orari di apertura non a livello locale bensì regionale, togliendo la possibilità ai Comuni di deliberare su uno dei più efficaci strumenti per arginare l’espansione delle sale da gioco.

«Alcuni lo usano con grande intelligenza come a Bergamo che impone tre interruzioni giornaliere, pause forzate a tutela dell’equilibrio psico-fisico dei giocatori patologici per favorire il ricongiungimento familiare e un tempo per il riposo e i pasti. Pur riconoscendo che una certa uniformità territoriale sia vantaggiosa non è accettabile estromettere i Comuni dalla gestione di questo strumento» conclude La Paglia.

Ad oggi circa il 15% degli esercizi autorizzati al gioco hanno presentato le loro istanze orarie al settore commercio del Comune, che poi le invierà alla Regione per arrivare così a un’uniformazione a livello regionale. Tra di essi 5 sale slot, che hanno indicato una preferenza di chiusura notturna. Sul territorio comunale di Verona, a fine 2018, risultavano operative 16 sale videolottery, per un totale di 286 apparecchi. Le slot erano installate anche in 48 tabaccherie, 194 bar, 22 sale gioco, 5 agenzie scommesse, 3 sale bingo, 3 circoli privati, 4 punti corner e 11 negozi gioco, per un totale di 1.306 dispositivi.

Annalisa Mancini

Annalisa Mancini
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Annalisa Mancini è nata il 25 dicembre 1979, frequenta l’istituto tecnico per corrispondenti in lingue estere. Dal lago di Garda, dove vive fino al 1998, si trasferisce prima a Trieste per gli studi in Scienze Politiche e poi a Berlino. Completa il suo sguardo sul mondo viaggiando, leggendo e scrivendo, è interessata soprattutto al giornalismo d’inchiesta, alla politica nazionale e internazionale e alle questioni ambientali. Tornata a Verona, fonda una sezione di Legambiente e lavora anche come editor e correttrice di bozze. Ha collaborato con Il Piccolo di Trieste, ilveronese.it, ilgardesano.it, Il Corriere del Garda, Radio Garda FM, RuotaLibera di FIAB, corriereditalia.de. mancini.press@gmail.com

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