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Lettere

Cambiamenti climatici, perché tanto astio contro Greta Thunberg?

Greta viene accusata di tutto il peggio possibile. Ma perché? Invidia di non essere sulla ribalta mediatica come lei? Timore che possa modificare il nostro modello di vita?

Greta Thunberg a una manifestazione per il clima
Greta Thunberg a una manifestazione per il clima

Greta viene accusata di tutto il peggio possibile. Ma perché? Invidia di non essere sulla ribalta mediatica come lei? Timore che possa modificare il nostro modello di vita?

Greta Thunberg è intervenuta a fianco del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, dando il via al Youth Climate Summit all’Onu. Ha parlato con passione, attaccando duramente i leader mondiali presenti: «Tutto questo è sbagliato. Io non dovrei essere qui. Dovrei essere a scuola, dall’altra parte dell’oceano. Eppure venite da noi giovani a parlare di speranza? Come osate! Mi avete rubato i sogni e l’infanzia con le vostre parole vuote. E io sono una delle più fortunate. Le persone stanno soffrendo. Le persone stanno morendo. Interi ecosistemi sono al collasso. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto quello di cui parlate sono i soldi e le favole dell’eterna crescita economica. Come osate!… Abbiamo mostrato che siamo uniti, e che noi giovani siamo inarrestabili… Milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto giovani, ieri hanno marciato e chiesto vere azioni sul clima».

Greta è stata invitata a parlare all’ONU, ha espresso chiaramente i suoi principi, ed è stata sommersa da una serie di critiche feroci. Il fatto strano è che non l’hanno attaccata solo quei settori politici ed economici che temono possibili danni ai loro interessi, ma anche alcuni di coloro che dovrebbero appoggiare i contenuti e gli allarmi che Greta sta inviando al mondo intero. Viene accusata di non essere spontanea e di essere guidata da persone interessate; di godere di una notorietà immeritata, cito uno di questi commenti: «non ha mai fatto nulla di concreto (ripulizia ecc., insomma non si è mai sporcata le mani). Poi ci sono io che faccio nel mio piccolo le mie opere di bene però riesco solo a catturare l’interesse e la partecipazione di poche persone perché non sono un VIP… Quindi mi dà davvero fastidio che lei super seguita e acclamata non si sporchi le mani e coinvolga anche tutte quelle persone».

Personalmente non capisco il motivo di tanto astio contro Greta. Viene accusata di tutto il peggio possibile. Ma perché? Invidia di non essere sulla ribalta mediatica come lei? Timore che possa modificare il nostro modello di vita? Idiosincrasia verso chiunque tenti di intervenire per migliorare la salute del nostro pianeta? Altro ancora?

Per quanto mi riguarda, che Greta non sia spontanea o che sia guidata, non mi interessa nulla, e non giudico ogni suo comportamento con attenzione manichea; non è questo il vero problema. La sua presenza è stata ed è importante perché è riuscita a porre in primo piano ed a far trasmettere su tutti i mass media mondiali il grave rischio che sta correndo la nostra povera terra se si continuerà ad inquinare gli elementi vitali per la sua e nostra sopravvivenza.

Greta è arrivata all’ONU dopo che ogni venerdì, da sola, anziché frequentare la scuola era rimasta seduta per terra, appoggiata ad un muro, per manifestare contro l’inquinamento e per la salute del nostro pianeta. Ora, in tutto il mondo, migliaia di studenti ogni venerdì manifestano per gli stessi principi per cui si batte Greta. Probabilmente molti ne approfitteranno per fare una vacanza giustificata, ma non importata, sono sufficienti i tanti, o i pochi, che manifestano sinceramente.

Da quasi 40 anni parecchi scienziati ci avvertono che, se non cambieremo il nostro modello di vita e di inquinamento, la terra cesserà di essere un pianeta vivente, ma chi governa il mondo non ha fatto nulla di concreto, solo tanti discorsi e promesse.

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Il 22 giugno 2019, un comitato formato da un centinaio di studiosi e scienziati, tra cui Franco Prodi e Antonino Zichichi, rivolse un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed ai Presidenti del Consiglio, della Camera e del Senato, contenente “un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche”. In particolare, spiegarono, “è urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale proposito, è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti, diffusamente presenti nei sistemi ambientali, sia continentali che marini. Bisogna però essere consapevoli che l’anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante. Al contrario, essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta…”

Aggiunsero poi: “Il riscaldamento globale antropico è una congettura non dimostrata e dedotta solo da alcuni modelli teorici climatici… È scientificamente poco realistico individuare, nelle emissioni umane, praticamente l’unica causa del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi e, quindi, le previsioni allarmistiche per il prossimo futuro, dedotte da modelli climatici proponenti tale ipotesi, non sono credibili…”.

Molti soggetti, interessati a mantenere lo status quo, hanno utilizzato queste affermazioni, che contestano i modelli teorici di previsione climatiche, per negare la situazione di estremo pericolo che sta vivendo il nostro pianeta e quindi la necessità di ridurre i fattori inquinanti, dimenticando volutamente che l’appello invita i politici a legiferare per diminuire drasticamente e presto l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo,

In conclusione, sia le critiche di pochezza scientifica dei vari negazionisti, che tentano di essere rassicuranti, sia gli attacchi manichei che vengono portati contro Greta, risultano essere negativi e fuorvianti nella lotta contro l’inquinamento e quindi per tutelare la vita sulla terra.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

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Written By

Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

3 Comments

3 Comments

  1. Floreani Lucia

    02/05/2020 at 15:47

    Confermo.

  2. Maurizio Danzi

    27/09/2019 at 09:39

    In una intervista di stamattina rilasciata all’Huffington Post Cacciari taglia corto : i preblem vanno affrontati in maniera razionale e non emotiva: se posso sintetizzare all’estremo.
    Io credo che Greta(manipolata o no) sia un dito puntato alle coscienza civile ma che dovrebbe essere in aula a studiare. Per la sua crescita umana e culturale.

  3. Claudio Toffalini

    25/09/2019 at 11:54

    Francamente non vedo tutto questo astio verso Greta. Greta è diventata in poco tempo un fenomeno sociale e politico mondiale e quindi è naturale che ci siano da varie parti anche critiche legittime e pareri differenti. Anche nella scienza è vero ci sono pareri non del tutto allineati, ma per carità evitiamo nella scienza il pensiero unico. Lasciamo poi stare i social dove puoi trovare di tutto di più su la qualunque.
    Greta ha il merito di aver alzato l’attenzione sul problema climatico, ma ciò che mi sconcerta è la discrasia tra la gravità del problema e le chiacchiere ed il quasi nulla che i leader mondiali mettono in campo. A 4 anni da COP21 di Parigi le emissioni CO2 continuano ad aumentare, altro che diminuire… Ci vorrebbe un vero e proprio piano Marshall, mi pare invece che si pensi di risolvere il problema senza spendere nulla o tassando le merendine.

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