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giancarlo cimino - il respiro della vita
Convegno "Il respiro della vita" - Michaela Glöckler e Giancarlo Cimino

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Giancarlo Cimino: biografia e malattia, una feconda relazione

Dal seminario di luglio, promosso da Arte dell’Io e Umanita, dedicato ai temi : “La malattia nella biografia:infiammazione e sclerosi ” e “Biografia e malattia: una feconda relazione”.

Dal seminario di luglio, promosso da Arte dell’Io e Umanita, dedicato ai temi : “La malattia nella biografia:infiammazione e sclerosi ” e “Biografia e malattia: una feconda relazione”.

Infiammazione e sclerosi nel corso della vita. Nella biografia umana intesa, a tutta prima, come un arco di tempo dalla nascita alla morte, ma che riflette anche in gran parte (primi tre settenni) un lungo periodo prenatale e prepara altresì l’esperienza post-mortem (a partire dai 42 anni ciò avviene più intensamente), è possibile riconoscere due opposte tendenze bio-psicologiche. Nella prima parte della vita, diciamo fino ai trentacinque anni, prevale una tendenza “espansiva”, prevale il calore, l’infiammazione, l’entusiasmo che “ti porta”. Nella seconda parte, dai 42 in poi, dopo una certa fase di equilibrio fra le due tendenze, prevale una tendenza raffreddante, sclerotizzante, indurente, un’attitudine riflessiva più consapevole di sé.

Ciò si nota facilmente anche limitandosi ad osservare la figura umana nella sua forma giovanile e durante l’invecchiamento. Questi due aspetti, infiammazione e sclerosi, non vanno intesi quali patologie in senso assoluto, ma come tendenze che danno un contenuto alla vita umana e che diventano patologiche al di fuori del loro ambito di normale predominio, in senso cronologico e topologico: la tendenza infiammatoria è al posto ed al momento giusti nel sangue umano, che contiene un elemento di calore e tutte le cellule dell’infiammazione, e nella prima metà della vita. La sclerosi, invece, lo è nel sistema nervoso, nelle ossa e nella seconda metà della vita – si tratta di processi che danno forma all’organismo (ossa) ed all’esperienza (recettività sensoriale e nervosa).

I processi sclerotici, che formano e consolidano i tessuti, fino alla consistenza ossea, sono normali e presenti sin dall’inizio della vita umana. Se si verificano troppo presto e troppo intensamente, si è di fronte ai fenomeni che la medicina moderna individua come “infiammazione cronica”, che esita, in periodi più o meno lunghi, nelle forme di malattia infiammatoria cronica (autoimmune) e alla fine nei tumori. Il mancato decorso nel primo settennio dell’infanzia di robuste manifestazioni i febbrili (la febbre è il culmine di un processo infiammatorio), perché soppresse con antipiretici, antibiotici od in altro modo, non è senza problemi per la maturazione a lunga distanza del sistema immunitario. Infiammazione vuol dire catabolismo e susseguente nuovo anabolismo più maturo.

Maturazione e strutturazione degli organi sono i compiti dell’infanzia e della giovinezza: i processi infiammatori fungono da accompagnatori. Nell’età avanzata, l’organismo invecchia col giusto passo consumando la corporeità costruita in precedenza: la vita si metamorfosa in saggezza.

Biografia e malattia, una feconda relazione. Possono malattie anche devastanti, con esito mortale, contribuire in sé stesse alla maturazione ed allo sviluppo spirituale del malato? Rudolf Steiner si pose tale quesito al termine di una serie di conferenze, giunte a noi con il titolo Le manifestazioni del karma (Editrice Antroposofica). In quel ciclo il ricercatore spirituale descrisse con ampiezza le relazioni di destino fra umanità nel suo complesso, singoli uomini e malattie. È una lettura preziosa per chi volesse approfondire l’argomento.

Interrogando i malati ed i loro familiari, l’esperienza clinica stessa (chi scrive svolge la professione di medico da quasi 40 anni) e la pratica quotidiana inducono certamente alla prudenza nel dare una risposta al quesito di cui sopra: fattori individuali sono attivi al massimo grado in questo ambito.

Tuttavia è possibile affermare che le forme infiammatorie acute, cui si è fatto cenno sopra, una volta risoltesi, dopo la convalescenza, non di rado lasciano il soggetto affetto in uno stato migliore del precedente; nel caso delle tipiche malattie infantili, ad esempio, si ha spesso uno stato immunitario duraturo verso il germe in causa nella patologia (es. morbillo). D’altro canto i genitori stessi, se sono attenti, si possono accorgere di vari progressi dei bambini guariti da una malattia acuta dell’infanzia.

Nel caso degli adulti e delle malattie croniche è più difficile scorgere, in un decorso spesso altalenante o lentamente progressivo, una parallela maturazione ed evoluzione del malato. Nella mia esperienza ho constatato come il medico, nell’ascolto senza pregiudizi della/del paziente, può contribuire efficacemente a che la malattia si trasformi in un processo fecondo di presa di coscienza – almeno, per esempio, nel contribuire a modificare abitudini di vita o di pensiero che avevano contribuito allo sviluppo della malattia stessa. È un campo delicatissimo del rapporto medico-paziente, per così dire un sacrario inviolabile, dove emergono aspetti anche morali e scelte individuali. Con tutte queste precauzioni, sommariamente esposte, al lettore può giungere il messaggio che praticamente ogni malattia, ogni impedimento alla nostra libertà, anche ogni menomazione, può diventare uno spunto importante per la conoscenza ed il cambiamento di sé, considerando sviluppo spirituale ogni passo in avanti verso la comprensione e accettazione della reale condizione umana, che contiene aspetti non riducibili soltanto al mondo materiale.

Giancarlo Cimino

Il dott. Giancarlo Cimino sarà anche presente nel convegno L’arte di vivere – Come superare lo sradicamento, la paura e l’impotenza nel mondo di oggi, promosso dall’Associazione Arte dell’Io e Umanità. Il convegno si svolgerà da venerdì 27 a domenica 29 settembre 2019, a Verona all’istituto don Calabria (via San Zeno in Monte 23). Tema del suo intervento “L’arte di vivere e la salutogenesi”. Per informazioni: artedellioumanita@gmail.com.

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