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Vangelo

Il Buon Samaritano ci aiuta a capire come dare senso alla vita

Per Gesù “prossimo” non è più soltanto la persona che amo, che aiuto, che mi sta accanto. Prossimo invece “sono io”, ogni volta che mi prendo cura dell’altro che è in difficoltà

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Luca
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai». Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così». Luca 10, 25-37

La parabola del Buon Samaritano non è un raccontino per invitare a fare la buona azione quotidiana. È invece una delle pagine più rivoluzionarie del Vangelo. Alla domanda del dottore delle Legge: che cosa devo fare per “dare senso” alla mia vita? Gesù risponde con un racconto.

«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti». La parabola è una metafora della vita che vale per le donne e gli uomini di ieri e di oggi. Nessuno può dirsi estraneo ai problemi del mondo. Tutti siamo responsabili. In quell’uomo possiamo vedere le tante donne e uomini che quotidianamente sono ancora violentati, sfruttati, malati, soli, abbandonati. Oggi ai drammi che accadono sulla strada potremmo aggiungere anche quelli del mare: “Donne, giovani e bambini salivano su un gommone dalla Libia a Lampedusa. Degli scafisti inumani li depredarono e li lasciarono soli in mezzo al mare. Una grossa nave li vide ma passò al largo. Un piccolo peschereccio li vide e ne ebbe compassione …”.

Dove sta la grande novità della proposta di vita di Gesù? Tra i protagonisti della parabola ci sono due religiosi, un sacerdote e un levita. Vedono il malcapitato, ma hanno da fare, devono andare al Tempio, passano oltre. Gesù propone come modello di vita da imitare non questi due “funzionari” della religione, ma un Samaritano, un eretico, uno straniero. Lui lo vide e “ne ebbe compassione”. Per Gesù l’unica cosa sacra è l’uomo, è la vita. Dio lo incontri nel “prossimo”.

«Ma chi è il mio prossimo»? Istintivamente ognuno di noi direbbe: prossimo è l’altro, è colui di cui mi prendo cura. Gesù invece rivoluziona il concetto di prossimo. Per Gesù “prossimo” non è più soltanto la persona che amo, che aiuto, che mi sta accanto. Prossimo invece “sono io”, ogni volta che mi prendo cura dell’altro che è in difficoltà. Concretamente Gesù ti dice: “Non chiederti chi è il tuo prossimo, ma cerca di essere tu prossimo per chi ha bisogno di te”. Per un vero discepolo del Vangelo la domanda cruciale non è “chi è il mio prossimo”, ma “come faccio io a diventare prossimo delle persone che incontro”?

Per Gesù tuo prossimo è anche chi ha avuto compassione di te. Tutti nella vita abbiamo incontrato dei samaritani che ci hanno aiutato a crescere, che ci hanno dato una mano nei momenti difficili. La vita ci insegna che amare è donare, ma anche lasciarsi amare. Riconoscere la propria fragilità. Accettare di essere aiutato. È anche questo un modo concreto di volersi bene.

Il “prossimo” della parabola non è colui che interrompe il mio cammino, ma colui che diventa il fondamento del mio cammino. Aiutando l’altro curo me stesso. Spesso è proprio l’incontro con l’altro che mi fa prende coscienza di quello che veramente sono: un mendicante di senso, di affetto, di salute, di speranza.

La domanda iniziale era: Che cosa devo fare per “dare senso” alla mia vita? Ecco la risposta di Gesù: «Vai e anche tu fai come ha fatto il Samaritano. Diventa anche tu Samaritano. Sii prossimo per chi ha bisogno di te». Se farai questo… troverai la vita! Sarai felice!

Don Roberto Vinco
Domenica 14 luglio 2019

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

3 Comments

3 Comments

  1. Maurizio Danzi

    20/06/2022 at 11:40

    Puntuale come le tasse in piena campagna elettorale arriva la lettera del nostro Vescovo che come un elefante in una cristalleria, incurante della guerra, dei sovranisti, della povertà sanguinante, della miseria morale di una classe politica ottusa e mediocre, dedita a un affarismo privo di idee, tuona contro i gender.
    A commento della lettura proposta nell’articolo viene da chiedersi: ma questo “prossimo” non è il più lontano quello a cui mi lega soprattutto l’umana fatica del vivere? Un migrante per esempio?
    No, perché l’onorevole Fontana allora vicesindaco e non ancora dimenticato Ministro di una fantomatica famiglia del Mulino Bianco, sosteneva che : .. prima gli italiani, anzi prima i settentrionali, anzi prima i veneti, anzi no prima i veronesi… Perché il prossimo meglio se è biondo/a occhi azzurri, abbronzato/a e vota.

  2. MISCAVER MUDIANDAMBU

    30/01/2022 at 19:49

    grazie mille padre, molto profondo, amen

    • Mariapia

      18/06/2022 at 10:29

      Nella “Fratelli tutti” troviamo una illuminante e specifica disamina di quanto sinteticamente ma efficacemente espresso da don Roberto Vinco. Grazie don Roberto.

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