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Vangelo

Il coraggio di cambiare e di ricominciare su strade nuove

Gesù ci dice che se vogliamo sperimentare il nostro essere pienamente liberi non dobbiamo lasciarci vincere dalla nostalgia, dalle paure, dallo scoraggiamento

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Ma Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio. Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò ovunque tu vada». Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre». Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i morti; tu va e annunzia il regno di Dio». un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
Luca 9, 51-62.

Uno dei temi centrali del Vangelo di Luca è il viaggio. Il viaggio è il simbolo della vita. È il luogo degli incontri, delle conoscenze, delle nuove scoperte. Gesù è un maestro che cammina. Mentre attraversa la Samaria per andare a Gerusalemme, manda alcuni dei suoi discepoli in un villaggio per preparare il suo arrivo. Ma i Samaritani, nemici dei Giudei, si rifiutano di accoglierlo. La reazione dei discepoli è dura e istintiva. «Vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo?» Vogliono punire chi ostacola il loro progetto, chi la pensa diversamente.

Purtroppo è sempre così. Si fa fatica ad accettare il rifiuto o la sconfitta. Bisogna distruggere l’avversario! Bisogna fargliela pagare! Come reagisce Gesù? «… si voltò, li rimproverò e si avviò verso un altro villaggio». Gesù è per il rispetto totale della libertà di ciascuno. Gesù propone (se vuoi …) non impone (devi!). Di fronte all’insuccesso e al fallimento non ci si deve rassegnare. Bisogna avere pazienza. Bisogna aver il coraggio di ricominciare, di ripartire.

Lungo il viaggio Gesù incontra anche tre personaggi anonimi. Rappresentano tre storie diverse di “chiamate”, di “vocazioni”. In quei tre discepoli possiamo vedere ognuno di noi. Gesù usa espressioni molto dure, non facili da capire. Al primo discepolo che lo vuol seguire, fa delle richieste molto radicali: «Le volpi hanno le loro tane, il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A quello che gli chiede di poter prima andare al funerale di suo padre risponde in modo che sembra quasi disumano: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti». All’ultimo che si permette di chiedere di andare a salutare i famigliari, Gesù risponde in modo molto duro: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Quale può essere il significato di queste richieste così radicali? Gesù spesso è molto esigente, ma mai disumano. Sicuramente Gesù non vuole dirci che non possiamo avere nemmeno una casa dove alloggiare. Non ci chiede nemmeno di rinunciare agli affetti famigliari, agli amici. Gesù non ci prende in giro. Non ci promette una vita facile, piena di successi. Ci dice apertamente che se vogliamo sperimentare il nostro essere pienamente liberi, non dobbiamo lasciarci vincere dalla nostalgia, dalle paure, dallo scoraggiamento. Non possiamo rinchiuderci nelle nostre sicurezze, nel nostro nido, nemmeno nei nostri piccoli affetti.

Per Gesù, vivere il vangelo vuol dire cercare di vivere uno stile di vita sobrio, semplice. Vuol dire essere disposti a scomodarsi, a rimboccarsi le maniche, a non rimanere indifferenti di fronte ai problemi. Vuol dire avere il coraggio di cambiare, di inventare strade nuove. Gesù non cerca gente perfetta, non vuole degli eroi. Pietro, Giacomo e tutti gli altri discepoli hanno sbagliato tante volte. Gesù vuole gente autentica, che ha il coraggio di dire ho sbagliato, ma nello stesso tempo anche di ri-cominciare e di dire ogni giorno: Signore aumenta la mia fede.

Don Roberto Vinco
Domenica 30 giugno 2019

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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