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Spettacoli

Recensione dello spettacolo itinerante Romeo e Giulietta

Non è il solito spettacolo che si potrebbe immaginare, rievocativo di un mito di cui Verona porta il vessillo nel mondo. Da vedere.

romeo e giulietta itinerante - verona
Romeo e Giulietta, spettacolo itinerante

Non è il solito spettacolo che si potrebbe immaginare, rievocativo di un mito di cui Verona porta il vessillo nel mondo. Da vedere.

Nel backstage del Teatro Nuovo di Verona si diffonde una nebbia leggera e Giulietta piange il suo Romeo. In ginocchio, disperata attende il suo destino: sposare un uomo che non ama per volere del padre. Con la giovane spinta del suo cuore innamorato cerca aiuto e lo trova in una fiala che le darà una morte artificiale e poi sarà la morte vera, dopo che Romeo dalla platea giungerà ignaro dell’ artificio e nella morte troverà alla fine la fusione con il cuore di lei per sempre.

Si é inaugurato lo scorso 24 giugno lo spettacolo itinerante Romeo e Giulietta per la regia di Paolo Valerio che si ripeterà, alternando la versione in italiano e in inglese, fino al 14 settembre. Non è stato il solito spettacolo che si potrebbe immaginare, rievocativo di un mito di cui Verona porta il vessillo nel mondo. Due attori animano al principio la narrazione con frequenti inviti alla partecipazione attiva degli spettatori tra cui sono numerosi gli stranieri e così una coppia dal Kentucky rievoca il primo bacio dopo 45 anni di matrimonio cantando una canzone d’amore. E poi sono danze, esclamazioni, cori di Halleluyah di Leonard Cohen o una sacra rappresentazione nella Piazza dei Signori in cui un Tebaldo, un Romeo e un Mercuzio americani, chiamati alla ribalta, diventano attori e muoiono prostrati nel duello di cui sono stati chiamati ad essere protagonisti. All’inizio dal cortile del teatro si sale prima alla terrazza dove avviene la scena dell’amore tra i due giovani e poi ci si spinge davanti alle Arche scaligere e poi in piazza dei Signori e nella piazza sotto la Scala della Ragione dove Romeo viene esiliato da Verona. Infine a teatro si sale sul palcoscenico in cui si assiste alla morte dei due amanti. La recitazione incisiva ed espressiva dei due giovani e la dinamica simpatia dei due narratori rendono coinvolgente lo spettacolo che avrà sicuro successo per la città. Commovente la scena finale in cui si ritorna al vero teatro che lascia senza parole di fronte alla terribile spirale del dramna. La tragedia finisce ma l’emozione perdura in chi assiste. Ottima la scelta registica di Paolo Valerio che conferma il suo magistero nell’arte teatrale veronese. Da vedere.
Giulia Cortella

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